venerdì 26 settembre 2008

RECINZIONI - The "10 YEARS... 10 OVER-RATED MOVIES" List (2003-1994)

#1 - Big Fish - Le storie di una vita incredibile
Un film di Tim Burton. Con Ewan McGregor, Albert Finney, Billy Crudup, Jessica Lange, Alison Lohman, Helena Bonham Carter, Steve Buscemi, Danny DeVito, Marion Cotillard, Miley Cyrus. Genere Fantastico, colore 125 minuti. - Produzione USA 2003.


È il film meno “gotico”, il più gioioso, americano e teorico di T. Burton, impregnato di un'antica tradizione folcloristica nazionale: quella del tall tale, racconto iperbolico. Burton non cambia, s'evolve. Insieme col piacere di raccontare, i suoi temi sono la verità del mito (fino a che punto Ed Bloom è un ciarlatano?) e la necessità dell'utopia, della fantasia, del sogno. Eroe, buffone e story teller, Ed Bloom non esiste al di fuori delle storie che racconta. Sotto il segno della morte, è però anche un film d'amore, quello di Ed per la moglie Sandra, ma lo si viene a sapere alla fine. Doveva essere più approfondito. Qui, nella commistione tra realtà e fantasia, è forse il suo limite, se non la debolezza: “ ... diventa così un oggetto di piacere a corrente alternata, anzi due film in uno ...” (P. Cherchi Usai).

#2 - Mulholland Drive
Un film di David Lynch. Con Justin Theroux, Naomi Watts, Laura Harring, Ann Miller, Robert Forster, Diane Baker, Melissa George. Genere Thriller, colore 146 minuti. - Produzione Francia, USA 2001.


È come Strade perdute, e ancor più intriso di una dimensione onirica (1ª parte); affollato da personaggi alla Twin Peaks. Pur con risvolti burleschi e flash allucinati, per un'ora l'azione appare lineare, ma poi si trasforma in un labirinto angoscioso e insopportabile, intriso di pulsioni di morte e di invidia isterica, terribile nei suoi rigurgiti di violenza fredda, governato da una regia che vorrebbe usare le carrellate per creare suspense e mistero, ottenendo solo irritazione. Non scandaglia, bensì si raggrinzisce in un’intenzione che forse è letargo, forse furbesco appioppo ai personaggi dell’espressione e degli interrogativi che Lynch gode nell’immaginare in noi che guardiamo: “Non capisco, vieni al punto!”, “Questo non ha senso…”.

#3 - The Cell-La cellula
Un film di Tarsem Singh. Con Jennifer Lopez, Vincent D'Onofrio, Vince Vaughn, Dylan Baker, Marianne Jean-Baptiste. Genere Thriller, colore 107 minuti. - Produzione USA, Germania 2000.


Scritto da Mark Protosevich e diretto da Tarsem Singh, acclamato regista di videoclip, è, come tentativo di thriller visionario, un bluff che, tolti pochi momenti ingegnosi, ha lo spessore narrativo di un videogioco e il valore grafico della copertina di un CD heavy metal.

#4 - American History X
Un film di Tony Kaye. Con Edward Norton, Edward Furlong, Beverly D'Angelo, Elliott Gould, Fairuza Balk, Ethan Suplee, Stacy Keach. Genere Drammatico, b/n 110 minuti. - Produzione USA 1999.


Scritto da David McKenna e diretto dall'esordiente T. Kaye, noto regista pubblicitario, il dramma concentra nel giro di 24 ore la memoria e il senso di tre anni con l'ottica di Danny (E. Furlong), fratello minore di Derek e suo succubo. Interessante a livello sociologico come rapporto sull'odio razzista nelle grandi aree metropolitane degli USA, il film soffre di schematismo didascalico e di scarsità di sfumature nel disegno dei personaggi, anche e soprattutto in quello del protagonista, pur interpretato con istrionismo ben controllato dall'ottimo E. Norton.


#5 - Fight Club
Un film di David Fincher. Con Brad Pitt, Helena Bonham Carter, Edward Norton, Meat Loaf, Zach Greiner, Jared Leto, Ezra Buzzington. Genere Drammatico, colore 135 minuti. - Produzione USA 1999.


Dal romanzo di Chuck Palahniuk (1996), sceneggiato da Jim Uhls, il 4° film del californiano D. Fincher (1963) conferma, almeno nella 1ª parte, la sua perizia narrativa e la padronanza del mezzo, ma anche la nociva inclinazione a banalizzare scaltramente temi alti (presenza del Male, nichilismo metropolitano, religione totalitaria, “doppio” dostoevskiano ecc.) “È questa la volgarità... Non l'abuso della violenza, ma questa furbesca manipolazione d'infelicità e desideri” (Roberto Escobar). Abbiamo sopravvalutato Seven, il suo migliore film? E. Norton riafferma le sue qualità di attore di composizione e H. Bonham Carter la sua duttilità. Più che un thriller d'azione, è un grottesco cerebrale di intenti trasgressivi, forse sovversivi. O un formalistico, irresponsabile film hollywoodiano?

#6 - Aprile
Un film di Nanni Moretti. Con Silvio Orlando, Nanni Moretti, Silvia Nono, Pietro Moretti, Corrado Stajano, Angelo Barbagallo, Daniele Luchetti. Genere Commedia, colore 78 minuti. - Produzione Italia 1998.


Aprile è la summa del peggior Moretti. Comprensibile l'enorme passione per il proprio figlio (avuto dopo i quaranta e presumibilmente molto atteso) ma questa volta non è riuscito a portare gli spettatori (che infatti lo hanno tradito) al centro della sua vita. Presumeva troppo. La grande "distrazione" privata gli ha anche inibito la solita efficacia. Il profilo non si impenna mai, anche nei tratti che dovrebbero essere spettacolari, come la sequenza delle copertine dei giornali. È un film che dice e riferisce molto, insegna moltissimo, suggerisce poco, non racconta quasi mai. È un film regredito e regressivo, frutto di un blocco creativo dell'autore, che ha diviso in due fazioni pubblico e critica, persino i suoi ammiratori.

#7 - Nirvana
Un film di Gabriele Salvatores. Con Christopher Lambert, Sergio Rubini, Stefania Rocca, Amanda Sandrelli, Diego Abatantuono, Emmanuelle Seigner, Silvio Orlando, Antonio Catania, Paolo Rossi, Ugo Conti, Claudio Bisio, Gigio Alberti. Genere Fantascienza, colore 114 minuti. - Produzione Italia 1997.


Caso raro di film italiano che crea un mondo e inventa spazi, fu girato nell'area industriale dismessa dell'Alfa Romeo di Milano (e nei sotterranei del macello comunale) dove lo scenografo Giancarlo Basili ha inventato un microcosmo fantastico con un occhio a Bosch, Escher e la Pop Art. È un film psichedelico in cui Salvatores cerca di aprire nuove porte alla percezione e gioca abilmente le carte dei prestiti, degli stili, delle idee altrui e della contaminazione dei generi. Non ci riesce. È un film ingenuo che continua il suo discorso sul disagio giovanile, il rifiuto del mondo e della società come sono, il bisogno d'evasione, l'aspirazione all'avventura e alla bellezza. Abbacina nella sua dimensione visiva, frastorna con la colonna sonora, sbalordisce e infine accascia.

#8 - Le onde del destino
Un film di Lars von Trier. Con Katrin Cartlidge, Stellan Skarsgård, Emily Watson, Jean-Marc Barr, Udo Kier. Genere Drammatico, colore 158 minuti. - Produzione Danimarca 1996.


E' a storia di una giovane scozzese e della sua breve felicità coniugale con un operaio che, in seguito a un incidente sul lavoro, rimane paralizzato e impotente. Su richiesta del marito, Bess si cimenta in svariate esperienze erotiche, sempre più degradanti, per raccontargliele. Lei ne muore, lui guarisce. E' una storia insensata, raccontata in uno stile irritante. Gran premio speciale della giuria a Cannes.

#9 - Strange Days
Un film di Kathryn Bigelow. Con Juliette Lewis, Ralph Fiennes, Angela Bassett, Tom Sizemore, Vincent D'Onofrio. Genere Fantascienza, colore 145 minuti. - Produzione USA 1995.


Regia forte e onirica, superespressionista, applicata a un contenuto che vuole rappresentare troppo. Ingenuità e limite degli americani quando cadono nella tentazione di affrontare, e risolvere, i grandi temi del mondo col cinema.

#10 - Leon
Un film di Luc Besson. Con Gary Oldman, Jean Reno, Danny Aiello, Natalie Portman, Peter Appel. Genere Thriller, colore 119 minuti. - Produzione Francia 1994.


È la bizzarra, perversa e onesta storia d'amore tra una dodicenne e un sicario. Amore senza sesso. Lui, l'adulto bambino, la istruisce a uccidere; lei, la bambina adulta, gli insegna a vivere. L. Besson è un manierista a 24 carati, che sa ben camuffare da "azzardo artistico" e "stile" le sue ruffianate: una minima attenzione alla psicologia e la cura puntigliosa dei personaggi. Peccato siano tutti antipatici.

3 commenti:

lafranzine ha detto...
Questo commento è stato eliminato dall'autore.
lafranzine ha detto...

non sono s'accordo su mulholland drive, american history x e leon.
Volutamete provocatorio.
Alcune abb. scontate come the cell (ma c'è qualcuno che lo ha visto davvero??? oddio), fight club (anche il libro è over rated) e nirvana. SU aprile sono abb. d'accordo

paulmoss ha detto...

su mulholland drive e soprattutto american history non transigo - quest'ultimo E' il film sopravvalutato per definizione.. sugli altri posso pure discutere.. The Cell è il classico film degli studios che riesce a passare come furbesco film-viaggione-per-intrippati (vedi "Paura e Delirio a Las Vegas" che è il mio #11 non incluso nella lista per problemi di spazio: fiasco commerciale e critico negli USA:...“La droga è male. Questo film è peggio” (People). Implode, non esplode e procede per accumulazione ossessiva..)