sabato 19 settembre 2009

RECINZIONI / Il grande sogno (2009)



Il '68 romano (e non solo) visto attraverso gli occhi di tre figure-simbolo: la studentessa di formazione cattolica, il carismatico leader studentesco, un poliziotto meridionale infiltrato. Sarà triangolo di sentimenti, passioni politiche, scoperte (culturali, civili, sessuali), drammi individuali e collettivi. L'onda di rinnovamento travolge tutti, ma certe barriere non verranno mai superate, e la tragedia sarà inevitabile.
Placido, come altri attori divenuti registi, sa orchestrare bene la sua sguadra attoriale, dirigere tempi e riprese, ma ha qualche difficoltà nell'affermare un suo stile, uno sguardo che sia originale. Abbondano retorica da compitino scolastico e melassa da fiction nostrana. Jasmine Trinca, secchiona improvvisamente convertita alla Causa, e Luca Argentero, arrogante capetto scopatore, sono piatti e costretti all'antipatia. Inevitabili - e ti pareva - presenze dei soliti Laura Morante e Silvio Orlando. Si salva lo sbirro Michele (Scamarcio) che osserva, senza davvero comprenderlo fino in fondo, un tentativo di cambiare il mondo per lui tanto confuso quanto in fondo velleitario. Uno sguardo in linea con la superificialità di questi tempi. Ma il suo personaggio plagia quello - assai più profondo - di Alessio Boni ne La meglio gioventù - film che aveva affrontato la contestazione e i drammi di una generazione con più pudore e veridicità. Dicendo già tutto e chiudendo il discorso.
Voto: * * *
p.s.: posteriormente alla visione del film mio padre mi racconto il suo, di '68: "Noi del liceo Giambattista Vico decidemmo di fare un piccolo corteo per le viuzze del quartiere, allora lontano dalle grandi vie di comunicazione; il punto di ritrovo doveva essere il vecchio cinema Bolivar, che allora faceva il tutto esaurito con Il buono, il brutto e il cattivo. Eravamo circa una ventina di persone con qualche cartello sul Vietnam e un megafono quando comparve il nostro professore di latino, Padre Enzo Speranza: 'tornate subito in classe!' E così facemmo".

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