lunedì 4 gennaio 2010

Indignazione.

Ulrike Meinhof giornalista nel 1964.

Gli anni Zero sono stati colmi di gente che si indignava: registi, giornalisti, opinionisti, politici, presentatori televisivi. L’indignazione è una merce molto facile da usare, perché ti fa sentire dalla parte della ragione e ti da un nemico con cui prendertela. Ti evita di fare i conti con te stesso, con le tue complicità, con le tue menzogne. Chi si indigna, molto spesso, finge di parlare al plurale, ma è un plurale fasullo, che copre tutta una serie di corresponsabilità.

Siamo sicuri di non mettere sempre, davanti all'indignazione, il nostro Ego, piuttosto che l'ingiustizia subita dagli altri? Personalmente non mi sono mai sentito troppo vittima di ingiustizie. Ho sempre avuto ben chiari i privilegi di cui godevo. Non ho mai, neppure per un attimo della mia infanzia, sognato di impugnare armi per difendere me stesso. Ha agito molto più fortemente il sentimento della vergogna.

Ulrike Meinhof torna indignata dall’aver visto da vicino i modi del dominio israeliano sui palestinesi: qualche anno dopo entra nella R.A.F. A suo modo, anche Bin Laden è indignato quando apprende dalla televisione i massacri nei campi profughi in Libano, e successivamente fonda Al-Quaeda. Sono esempi che confermano come il fondamentalismo, che sia ideologico o religioso, è spesso frutto di mancanza di confronto, di settarismo, di cieca violenza propugnata da solitudini esistenziali (pensate al proselitismo tra i disoccupati urbani). L’indignazione per un sopruso subito, o visto subire da altri e che ti risulta intollerabile, è innanzitutto qualcosa di individuale, di egocentrico, ma che può e deve allargarsi ad altri.

Credo che la vergogna sia una cosa molto più importante e positiva del’indignazione. Certo, si mischia con i sensi di colpa che hai magari introiettato da una cultura bigotta e oppressiva, com’è in generale quella cattolica. Ma anche i sensi di colpa hanno le loro ragioni di essere, se non ti sopraffanno. (E se non te li fanno collocare nei posti sbagliati!)

Nessun commento: