domenica 17 gennaio 2010

RECINZIONI / Commedie

E' uscito il nuovo Morandini 2010: un critico superlativo. Cattivissimo, se volete, a volte troppo "concettuale" e sbilanciato verso i film "di nicchia". Insomma, il classico brontolone d'altri tempi che non lascia passare niente. Vogliamo mettere la miserabile critica nostrana, molle e melliflua alla Mollica, che grida al "capolavoro" e al "genio" ogni due settimane? Però è una goduria trovarsi d'accordo con Morandini: nell'ultimo dizionario ha dato quattro o cinque stelle a film che solo, tra pochi, mi sono trovato a definire veramente come "capolavori" (mentre molti, quando un film è davvero bello e non si trovano difetti, finiscono col dire: sopravvalutato). Di quali film parlo? Vincere, Into the wild, Gran Torino, Ratatouille, giusto per dirne qualcuno. Chiusa parentesi.



Whatever works (W. Allen, 2009)
Il-classico-film-di-Allen, sì. Ma che mancava da dieci anni! Le ultime escursioni europee (Barcellona, Londra) a mio avviso erano di una banalità e di un'antipatia sconfinate. Qui siamo tornati al protagonista super-egotico, nevrastenico, ipocondriaco, pluridivorziato, innamorato di se stesso, solo e... ebreo. Ma ha le movenze catatoniche e l'irascibilità del bravissimo Larry David, una bravissima (e giovanissima) partner, e a disposizione una sceneggiatura che non perde mai colpi e una compriccola di comprimari irresistibili. Tutto già visto, tutto già sperimentato, eppure funziona, e ciò basta, come nel titolo. Voto: ***1/2



Rachel sta per sposarsi (J. Demme, 2008)
Uscita dal centro di riabilitazione per partecipare al matrimonio della sorella maggiore, Kym travolge l'apparente pace familiare con la sua problematica esuberanza. Tra riunioni di tossicodipendenti anonimi, preparativi nuziali, incomprensioni e liti, affronterà il drammatico episodio che ha segnato la vita di tutta la famiglia. Il film scorre leggero nella sua gravità, col passo-a-spalla della telecamera del regista (Demme, l'aveva sperimentata nei momenti migliori dei suoi film: l'incontro con l'assassino ne Il Silenzio degli Innocenti e nell'epilogo di Philadelhia). I personaggi sono ritagliata con delicata umanità. Il contesto è quello di una famiglia americana liberal, multietnica, che con la forza dell'amore, con la generosità, l'umiltà riesce a restare unita e a superare il dramma. Deliziosa la protagonista Hathaway, ma bravi tutti gli interpreti. Voto: ****



500 giorni insieme (M. Webb, 2009)
Un ragazzo come tanti, impiegato in una società che produce frasi per cioccolatini, si innamora di una collega, anche lei una ragazza come tante, ma forse un po' fuori di testa (lunatica, come direbbero le teenager nostrane usando l'aggettivo più in voga del decennio). Si amano, fanno tante cose insieme, lei però non vuol legami, lui dapprima acconsente, poi si incazza, scatta il possesso, lei lo lascia, lui non si spiega il perché, poi se ne fa una ragione. Ci credete che la trama è tutta qui? Eppure è un film notevolissimo, per il suo spessore e insieme per la sua leggerezza. Sottovalutatissimo, passato in sordina nelle nostre sale (il titolo è stato cambiato. Nell'originale, 500 days of Summer, si giocava col nome della protagonista, in italiano tradotto con Sole). Un film notevole per la scorrevolezza della sceneggiatura, mai banale pur raccontando la banalità; e per lo stile non-lineare, per le trovate grafiche (il congiungersi di scene in bianco e nero, l'intermezzo cartoon dopo l'amore), per la capacità, rara di questi tempi, di sprizzare allegria e melanconia senza ricorrere alle volgarità o a protagonisti insostenibili. Voto: ***1/2

3 commenti:

gaia ha detto...

concordo con te sull'ultimo film...l'ho visto ieri, e lo consiglio, specialmente alla franzina e alla manu...a loro potrebbe piacere

un caro saluto paul

Anonimo ha detto...

Infatti mi ha colpito la 'recinzione' di PaulMoss e se è piaciuto a te, in effetti, ci sono buone probabilità che piaccia pure a moi! Terrò presente grazie ad entrambi per le dritte!

un caro saluto ad entrambi

(manu)

paulmoss ha detto...

sì, ero assai prevenuto, devo dire..ma mi sono dovuto ricredere!