ieri al Cicco ho visto un monologo recitato dalla mia insegnante di teatro, a dir poco sensazionale... e di una tristezza abissale.
il testo é stato tratto fedelmente da Kafka, "Una relazione per un'accademia" (comincia a metà pagina di questo link http://www.kafka.org/index.php?accademia), dove una ex-scimmia racconta, di fronte a una platea di studiosi, di come sia riuscita a "liberarsi" dopo essere stata prelevata dal suo habitat da un gruppo di umani e ingabbiata.
é una storia di un'amarezza tremenda, lo so, ma se avete 15 minuti per leggere vi renderete conto che si tratta di un piccolo gioiello di letteratura.
il testo é stato tratto fedelmente da Kafka, "Una relazione per un'accademia" (comincia a metà pagina di questo link http://www.kafka.org/index.php?accademia), dove una ex-scimmia racconta, di fronte a una platea di studiosi, di come sia riuscita a "liberarsi" dopo essere stata prelevata dal suo habitat da un gruppo di umani e ingabbiata.
é una storia di un'amarezza tremenda, lo so, ma se avete 15 minuti per leggere vi renderete conto che si tratta di un piccolo gioiello di letteratura.
"(...)Per la prima volta nella mia vita non avevo vie d’uscita; per lo meno non ne avevo davanti a me(...)" /"... non desideravo la libertà allora come non la desidero oggi..."/"(...)Ripensandoci oggi mi sembra che avevo almeno il presentimento che avrei dovuto prima o poi trovare una via d’uscita, se volevo vivere, ma che tale via d’uscita non si raggiungeva con la fuga(...)".MOLTO BELLE QUESTE RIFLESSIONI!
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