martedì 7 luglio 2009

lunedì 6 luglio 2009

NON STIAMO IN SILENZIO !

sempre più chiaro il tentativo di far crollare le basi dell'ordinamento civile del Paese, scendiamo in piazza e comunichiamo per protestare contro l'infame pacchetto sicurezza !

Lunedi' 6 luglio, ore 18
PRESIDIO DAVANTI ALLA PREFETTURA
Corso Monforte – Milano

Giovedì 2 luglio il Governo ha fatto approvare definitivamente il ddl sicurezza ricorrendo al voto di fiducia.
Reato di clandestinità, istituzionalizzazione delle ronde, prolungamento dei tempi di detenzione nei CIE, necessità del permesso di soggiorno per tutti gli atti di stato civile, permesso di soggiorno a punti e registro per i senza fissa dimora sono solo alcuni dei punti diventati legge.
Il Governo sceglie di nuovo la criminalizzazione dei migranti quale facile modalità di “gestione della crisi”. Tale scelta consente di nascondere le vere responsabilità, fornendo nel contempo, a chi vive un peggioramento concreto delle condizioni di vita, un agevole capro espiatorio su cui scaricare la propria frustrazione. Così facendo, si ottiene il duplice obiettivo di aumentare il grado di ricattabilità degli uomini e delle donne migranti presenti in Italia e di spingere i lavoratori (stranieri e italiani) sul terreno fratricida della guerra tra poveri e della competizione al ribasso su salari e diritti.
Tutto ciò in una fase in cui gli episodi di razzismo istituzionale, sia sul piano nazionale che su quello locale, non si contano.
Affinchè tutto questo non passi sotto silenzio invitiamo tutti, donne e uomini, italiani e migranti, ad un primo momento di protesta e di riflessione.

"Kitch?Porcafanculo?"--> MISUNDERSTANDING GUYS!

Ahaahhahah!
Forse la mia poca loquela e l'innata abilità a non farmi capire ha colpito anche su Melting Minds...Non mi stupisco...

Chiedo venia se ho turbato la sensibilità di qualcuno accostando una foto che ritengo bella ( e che perciò non tolgo da lì, per principio) ad un titolo ironico-sarcastico come "WaitingG8".

Ieri sul sito dell'Ansa ho appreso la notizia di questa manifestazione in favore delle popolazioni africane che si è tenuta, appunto ieri, sulle Dolomiti.
(Alla quale avrei preferito partecipare, anzichè essere davanti ad un pc!)
"DolomitAfricaG8" si è trattata di una lunga catena umana sulle montagne per inviare un segnale di pace. Vi hanno partecipato 6000 persone!
Potete vedere anche voi le foto su:
http://ansa.it/opencms/export/site/notizie/rubriche/photostory/visualizza_new.html_1615704652.html

Dunque, ho accostato un titolo come "WaitingG8", perchè l'iniziativa dolomitica è associata a tutte le altre manifestazioni che si stanno organizzando sul territorio italiano per sensibilizzare i grandi capi , o quanto meno per provarci, sulle varie tematiche d'urgenza mondiale, in attesa del loro arrivo e in contemporanea allo svolgimento dei 'lavori'.

N.B.
Il concetto di 'attesa' è qui usato come termine per indicare qualcosa che sta per accadere a livello d'evento storico-temporale.
E' volutamente accostato ad un'immagine che evoca il concetto di pace per aumentare il contrasto tra l'inutilità dei grandi incontri ufficiali di questi signori, da una parte e l'effettivo significato, supportato da un forte impegno civile, di ogni manifestazione anti-g8 o pacifista, dall'altro.
L'ironia è un mezzo per comunicare un messaggio più complesso di quello che appare ad una lettura superficiale. Ed è attraverso di essa che a volte si può esprimere il proprio sdegno e la propria visione critica.

Per meglio intenderci, attendo il G8 per vedere cosa succederà nelle strade di Roma, ricordando che nel 2001 a Genova è morto un ragazzo, sperando che questo non avvenga mai più. Attendo il giorno 10.07.09 perchè spero che qualcuno che abbia le palle dolomitiche, anzichè scrivere post kitch, vada a rompere i coglioni a quegli 8 cagoni, nonostante le zone terremotate. E lo attendo perchè spero di vedere finalmente tanta gente unita per un unico dissenso o senso di pace.
Il punto critico però è che tutte queste bellissime o durissime mobilitazioni hanno un carattere un po' evanescente e pur sempre legato all'occasione ufficiale del G8 in sè.
Non tanto il momento della dura contestazione di strada, quanto quello della riflessione. Quello che mi sono sempre chiesta andando in manifestazione è:
E poi che succede?
Cambierà veramente qualcosa?

domenica 5 luglio 2009

WAITING G8















ERRATA CORRIGE:
*per precisare a posteriori...

MANI:UNIONE.PACE.BIANCO E NERO.INTRECCIO.
ORIZZONTE: SENSO DI ATTESA, VOGLIA DI CAMBIAMENTO.
CATENA: MONTUOSA,UMANA, SCHIAVITU'.
NATURA: LUOGO INSOLITO PER MANIFESTAZIONI DI QUESTO CARATTERE.

Voglio tirare sassi sul Canal St.Martin



Questa è una delle scene che mi piacciono di più del
Favoloso Mondo di Amelie. A dir la verità, mi piacciono
quasi tutte e lo conferma il fatto che periodicamente
mi riguardo l'intero film, come ieri sera.
Quando sono stata a Parigi a trovare Gaia, siamo andate
al Cafè des 2 Moulins. Bellissimo, mancava solo il caschetto
nero di Amelie gironzolare tra i tavoli!

A volte vorrei che la vita fosse così colorata e magica.
Non che a volte non mi succeda di provare alcuni amelismi
(scusate, concedetemi il termine), ma vorrei che fosse sempre
così. Invece a volte, è un po' troppo buio dentro per provare sensazioni
leggere e belle, per cogliere aspetti della realtà che sembrano richiamarsi
l'un l'altro con una semplicità disarmante.
Quello che mi piace di più del film e che penso si ricolleghi a questo,
è che Amelie vive con un senso di totalità, quella totalità che, secondo
Bachtin, la civiltà moderna ha perduto con l'avvento della divisione del lavoro e
dell'autocoscienza. Per l'autore, se il mondo dei classici è "una totalità integrata e unitaria di valori", nella modernità non esiste più correlazione tra vita interiore e realtà esterna. Quindi, aggiunge in Epos e romanzo che l'aspirazione alla totalità, nella nuova epoca, può esser vissuta solo in termini problematici, come conflitto e scontro.

Ecco, questo conflitto che pur il personaggio di Amelie vive nel rapporto con la famiglia, nel confronto con gli altri, con l'altro sesso, e dunque con sè stessa,
è risolto non in chiave tragica ma comica, nel senso che alla fine la storia si chiude con la riconciliazione della protagonista con la società.
Tutte le sue aspirazioni iniziali vengono soddisfatte: Amelie fa felici le persone,
crea dei legami, s'innamora e si concede perchè lei "non ha le ossa di vetro". E si lancia.

Amelie coglie questa totalità degradata con un senso favoloso, da qui il titolo del film. Il suo modo di guardare le cose, per quanto sia profondo e altruista, non le permette però di prendere coscienza di sè stessa. Amelie sa ciò che le piace, ma non sa ciò che vuole. Perciò l'incontro con l'Uomo di Vetro diventa determinante nel suo passaggio da irreale personaggio di una favola a problematico personaggio moderno in conflitto con la realtà.
Egli la fa riflettere su sè stessa attraverso la ragazza al centro del quadro che sta dipingendo, una copia dalla Colazione dei cannottieri di Renoir.

Il film mi piace per questa dialettica tra favola e realtà che prima esistono indipendenti, poi si scontrano e infine si uniscono.

sabato 4 luglio 2009

Buon 4 luglio...

indipendence day...

venerdì 3 luglio 2009

solo l'ultima PORCATA

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un PROVVEDIMENTO ILLIBERALE che segna un ulteriore passo verso la dittatura
cammuffato da legge per implementare la "sicurezza" dei cittadini e delle imprese.


IL VOLTO DEL FASCISMO DIETRO UN PAIO DI INNOCUI OCCHIALETTI ROSSI


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giovedì 2 luglio 2009

"è un condominio universale in cui viviamo tutti assieme: posteggiatori, puttane, scoiattoli"

Masbedo: Schegge d'incanto in fondo al dubbio, 2009, videoinstallazione
(una delle poche cose belle viste alla Biennale, Padiglione Italia)
(anche il titolo di questo post è tratto da una loro intervista...)

Questo mondo non ha tracce, segni o prove di esistenza, nè i rumori che vi sono dentro, come l'accidente del vento o le voci o gli animali raglianti, eppure ascolta attentamente, l'eterna quiete silenziosa continua, continua in mezzo a tutto questo, è continuata e continuerà. Questo perchè il mondo non è che un sogno ed è soltanto pensato e la perenne eternità non gli fa caso. Di notte sotto la luna, o in una stanza quieta, zitti ora, la musica segreta dei Non-Nati continua, continua al di là del concetto, sveglia al di là dell'esistenza. Per la precisione, sveglia in realtà non significa sveglia perchè la dorata eternità non si è mai addormentata: lo si capisce dal rumore costante del Silenzio che taglia questo mondo come un diamante magico che tagli il trucco del tuo non capire che è stata la tua mente a causare il mondo.


(Jack Kerouac : Scrittura della Dorata Eternità, punto 62)

mercoledì 1 luglio 2009

Stamattina mi son guardata allo specchio...




MITICA TINA, CHE DONNA :)

50 POP CULT - La mia rappresentazione da consumatore

# 46 - Vortex

Per tutti quelli che il Vortex pensavano fosse solo un anti emorroidi. Per tutti quelli che l'America inventa solo cose stupide.
Per tutti quelli che non hanno avuto come noi l'onore di provarlo.

Il Vortex è un attrezzo sportivo utilizzato nelle categorie giovanili (esordienti e ragazzi/e) dell'atletica leggera come attrezzo da lancio propedeutico per il lancio del giavellotto. L'oggetto è di materiale sintetico (plastica e spugna) ed è a forma di siluro costituito da una coda e da un corpo centrale. Sui lati vi sono posti dei fori che grazie al passaggio dell'aria emettono un fischio mentre l' attrezzo è in aria.Il suo peso è di 150 grammi. La pedana di lancio è la medesima del giavellotto e vi sono inoltre le stesse regole di lancio valido.
Esistono vari modi di impugnare l'attrezzo. I più comuni sono quello che vede la coda tenuta tra l'indice e il medio, mente il corpo centrale è adagiato sulla parte inferiore del palmo della mano; il secondo modo vede il corpo centrale del vortex posto sul palmo della mano e la coda tra il pollice e l'indice, in modo tale che il pollice sia su un lato dell'attrezzo, mentre le altre quattro dita siano sul lato opposto.



All I need is Vortex.