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lunedì 24 agosto 2009

Oggi: "Persona" di I.Bergman



"tu vuoi essere,
non sembrare di essere.Essere in ogni istante cosciente di te, e vigile.
E nello stesso tempo ti rendi conto dell'abisso che separa ciò che sei per gli altri da ciò che sei per te stessa..."




"La vita si manifesta in mille modi diversi
ed è impossibile non reagire"

martedì 7 luglio 2009

Quando qualcosa riesce a toccarti

Oggi sono andata al cinema a vedere "Look both ways" e mi sono ritrovata, di nuovo, di fronte alla miopia e all'incapacità della distribuzione cinematografica italiana. Nonostante un sottotitolo devastante, "amori e disastri", e un trailer da denuncia, ho visto uno dei migliori film che mi siano passati davanti agli occhi.




Un film che parla della morte in colori pastello. Non è un film, è realtà.
La regista australiana è riuscita a costruire la realtà usando il più totale artificio. Non è un film parlato, è un film di fotografie. Ogni singolo fotogramma è studiato al millimetro e evidentemente e artificialmente costruito.
Un film che racconta l'incomunicabilità non comunicando. Non parla, mostra solo dettagli. Esattamente come nella realtà, il film è soffocato da una marea di pensieri che viaggiano più veloci e più intensamente delle parole, mostrando in modo delicato, sensibile e assolutamente non scontato come la parola sia uno strumento così limitato e limitante (come tutti gli altri del resto).

Una totale e completa solitudine che diventa un muro invalicabile e anche l'unica vera ragione alla base dell'azione, della reazione e del contatto umano.

Un film che ha bisogno di attenzione assoluta, la regista lascia dettagli che sta a noi vedere per costruire tutto il resto. Come nella vita, non ci viene detto nulla. Sta sempre e comunque a noi avere la voglia e la pazienza di osservare gli altri prima di ascoltarli.

domenica 5 luglio 2009

Voglio tirare sassi sul Canal St.Martin



Questa è una delle scene che mi piacciono di più del
Favoloso Mondo di Amelie. A dir la verità, mi piacciono
quasi tutte e lo conferma il fatto che periodicamente
mi riguardo l'intero film, come ieri sera.
Quando sono stata a Parigi a trovare Gaia, siamo andate
al Cafè des 2 Moulins. Bellissimo, mancava solo il caschetto
nero di Amelie gironzolare tra i tavoli!

A volte vorrei che la vita fosse così colorata e magica.
Non che a volte non mi succeda di provare alcuni amelismi
(scusate, concedetemi il termine), ma vorrei che fosse sempre
così. Invece a volte, è un po' troppo buio dentro per provare sensazioni
leggere e belle, per cogliere aspetti della realtà che sembrano richiamarsi
l'un l'altro con una semplicità disarmante.
Quello che mi piace di più del film e che penso si ricolleghi a questo,
è che Amelie vive con un senso di totalità, quella totalità che, secondo
Bachtin, la civiltà moderna ha perduto con l'avvento della divisione del lavoro e
dell'autocoscienza. Per l'autore, se il mondo dei classici è "una totalità integrata e unitaria di valori", nella modernità non esiste più correlazione tra vita interiore e realtà esterna. Quindi, aggiunge in Epos e romanzo che l'aspirazione alla totalità, nella nuova epoca, può esser vissuta solo in termini problematici, come conflitto e scontro.

Ecco, questo conflitto che pur il personaggio di Amelie vive nel rapporto con la famiglia, nel confronto con gli altri, con l'altro sesso, e dunque con sè stessa,
è risolto non in chiave tragica ma comica, nel senso che alla fine la storia si chiude con la riconciliazione della protagonista con la società.
Tutte le sue aspirazioni iniziali vengono soddisfatte: Amelie fa felici le persone,
crea dei legami, s'innamora e si concede perchè lei "non ha le ossa di vetro". E si lancia.

Amelie coglie questa totalità degradata con un senso favoloso, da qui il titolo del film. Il suo modo di guardare le cose, per quanto sia profondo e altruista, non le permette però di prendere coscienza di sè stessa. Amelie sa ciò che le piace, ma non sa ciò che vuole. Perciò l'incontro con l'Uomo di Vetro diventa determinante nel suo passaggio da irreale personaggio di una favola a problematico personaggio moderno in conflitto con la realtà.
Egli la fa riflettere su sè stessa attraverso la ragazza al centro del quadro che sta dipingendo, una copia dalla Colazione dei cannottieri di Renoir.

Il film mi piace per questa dialettica tra favola e realtà che prima esistono indipendenti, poi si scontrano e infine si uniscono.

martedì 26 maggio 2009

L'Avventura di M.Antonioni



"...perchè pensi quello che vuoi come vuoi,capisci...
invece quando uno è lì davanti a te...è tutto lì..."

venerdì 20 marzo 2009

Frozen Feelings

Incuriosito da una critica positiva di Tarantino e dal fatto che era in programmazione all'Eliseo sono andato a vedere Frozen River.
ebbene: non lo consiglio.
potenzialmente una buona storia, non riesce a sviluppare nello spettatore sufficiente empatia per il destino delle due protagoniste. l'immensa lastra di ghiaccio che devono attraversare per guadagnare a sé e ai loro figli una vita migliore sembra misteriosamente ridursi a una pozzanghera.

martedì 17 marzo 2009

L'onda - Die Welle

Oggi sono andata in un cinema intellettualoide di Torino, il Massimo (per intenderci quello del museo del cinema).

Come faccio a dire che è un cinema intellettualoide? Facile non vendono i pop corn e la coca cola ('tacci loro) e tengono le luci spente fino alla fine dell'ultimo titolo di coda.

Sono andata a vedere L'Onda.
Il film, tedesco, tratta il complicato argomento delle autocrazie. Strizza l'occhio alla Harent e imita pesantemente American History X, The Experiment e Elephant.
L'argomento è scottante, tra l'altro è una storia vera... o meglio più o meno a parte la fine (aggiunta pietosa e alquanto discutibile del regista) e qualche scena intermedia che può essere agevolmente eliminata dato che favorisce solo la parte spettacolare.

A parte tutto questo fa riflettere. I concetti di gruppo, di appartenenza e di sostegno vengono sviscerati molto bene.

Sarei curiosa di sapere cosa ne pensate.
Intanto il trailer... alquanto discutibile.

martedì 28 ottobre 2008

giovedì 21 agosto 2008

martedì 10 giugno 2008

100 e passa film senza cui potrei vivere lo stesso ...ma non tanto bene.

lancio questa rubrica non solo per fare concorrenza a paul :), ma anche e soprattutto per sopravvivere a queste lunghe infaticabili giornate di musica lounge e aria condizionata nella libreria di c.so como. adotterò un sistema molto poco sistematico che risponde alla mia filosofia sui film, e cioé che ogni film merita di essere ricordato per una ragione particolare, spesso molto diversa dagli altri film. però una sorta di classificazione credo di averla trovata.

1) quelli che mi sono innamorato (1a parte):
  • fino all'ultimo respiro (jean seberg)
  • finalmente domenica (fanny ardant)
  • manhattan (new york e mariel hemingway)
  • persona (quella bionda)

sabato 29 marzo 2008

FUCK!!!!!

Pulp Fiction riassunto in una sola parola...


Fuck Pulp fiction
Caricato da superchomeur

domenica 17 febbraio 2008

no title, 26aprile2006

…Vorremmo tutti che fosse solo un film…vorremmo tutti poter saper recitare bene una parte,almeno per poter dare una sbirciatina al copione.

Vorremo tutti poter saper riparare ad ogni sbaglio con un cacciavite in mano e poi vorremmo risbatterci nella scatola del bricolage sapendo di essere utili come lo sono i chiodi.

Sento nella testa che la mia voce ancora urla contro il nulla
ora sono sola e ascolto musica perché dà un ritmo ai miei pensieri.

mercoledì 28 novembre 2007

Tutto quello che avreste voluto sapere sul sesso...ma non avete mai osato chiedere

...Prendetevi 10 minuti per vedervi questa scena esilarante...è geniale!!!
Credetemi risolve ogni stato di debacle mentale!!!
Questo film fa crepare dal ridere!Per fortuna che c'è Woody Allen in queste seratine de mierda...
"...O si ovula o si muore!!!"


martedì 27 novembre 2007

Santa maradona

Questo post invece è tutto per Fra:m (e il suo Vanity Fair) e un pò anche per me, visto che qualcuno ha detto che questo film lo avrei potuto scrivere io... sarà un complimento??????? mah!

novella 2000 e basic instinct



Sclero multiplo

domenica 25 novembre 2007

Zoolander - la sfida finale

Ema questo post è tutto per te.... dopo le camper e modeland questo è il prossimo passo... guarda e impara.. (ovviamente non vedo l'ora di vedere quando comprerai le stesse mutande di Derek Zoolander).

ihihihihiihihih

martedì 20 novembre 2007

PECULIAR!

mal che vada, ci si ritrova tra qualche anno a fare terapia di gruppo!
tratto da ONE FLEW OVER THE CUCKOO'S NEST di Milos Forman (Amadeus, Goya's ghosts)
grande JACK NICHOLSON!

riuscirà CASSIODORO a recuperare la fiducia in se stesso?

...ovvero: gli amici si riconoscono nel momento del bisogno.
tratto da M.A.S.H. di ROBERT ALTMAN
contiene il brano
"Suicide is Painless"
(Music by Johnny Mandel, Lyrics by Mike Altman)

lunedì 19 novembre 2007

fuori la carta d'indindì

chi é il poliziotto ???

DOES HE LOOK LIKE A BITCH?

OKTIABR!

DIR: Sergei Eisenstein - 1927
E’ un film di una freschezza visuale stupefacente, una volta cominciato non riesci a levare gli occhi dallo schermo per un secondo. Troverete di tutto: sequenze di montaggio sfrenato, supersperimentale, volti di uomini di un altro secolo, contadini, soldati, cosacchi, soldatesse, politici borghesi, politici giacobini, borghesi di inizio secolo e signore con l’ombrellino (e cosa fanno con l’ombrellino!!!); e poi acciaio, fucili, ponti mobili, carriarmati, cattedrali russe, dèi cinesi, feticci africani, la favolosa architettura del palazzo d’Inverno (una parte del quale é l’attuale Ermitage di San Pietroburgo) e, lasbatnotlist, un cavallo morto che viene sollevato da un ponte levatoio...e non cade!
Il film ha come obiettivo la celebrazione del decennale della Rivoluzione (raro, almeno a quei tempi, esempio di lungometraggio sulla storia recente). Ma, al di là dell’intento celebrativo, ha una carica narrativa stravolgente, ricca di tensione, suspense, esplosioni e tanta ironia di quella affilata. Le scene di “massa” sono grandiose, proprio come se la mobilitazione per la costruzione del socialismo si sia estesa fino al cinema, e in effetti le intenzioni di Lenin furono proprio queste, conscio della sua enorme potenza comunicativa.
Naturalmente non é una visione facile da digerire dopo una giornata di lavoro e fatica: potreste addormentarvi dopo 5 minuti (lunghezza totale: 100 min.). Ma se siete in palla, magari in uno dei giorni bui e piovosi, e volete farvi un tuffo nella storia di 90’anni fa, questo é davvero il film giusto.
Se riuscite a beccare la versione con le musiche di Shostokovich é ancora più spassoso...a volte sembra quasi di guardare le sequenze di un film di Walt Disney!