martedì 26 ottobre 2010

R.I.P. Polpo Paul

L'ultimo post prima di questo risale al 12 luglio.
Era da me dedicato al mitico polpo Paul che
è diventato famoso per le sue previsioni sui
Mondiali 2010.

Oggi il polpo Paul è morto.

R.I.P.


Ma qualcuno ci sta a rilanciare il Melting???

lunedì 12 luglio 2010

Il polpo Paolo


domenica 11 luglio 2010

Una storia d'amore dal BHO...BLOG

Non posso nè voglio pensare che il Melting si arrenda così
al potere omologante di Facebook che, tra l'altro,
ha da poco ingurgitato anche la nostra Alice.
Mi piacerebbe scrivere ancora per il Melting Minds.
Inizio con un piccolo mito personale che ho scritto tra il
2002 e il 2008. Buona lettura.


L'ISOLA DELL'ETERNO AMORE: TAVOLARA

Sempre ti guardo,
anche solo nella mia mente…

Dedico a te questa voglia di fuggire
la solita noia invernale.

E penso alla tua immensità
che si staglia sul mio orizzonte.

Esiliata,donna menzognera e illusoria che fosti,
ora giaci nell’infecondo mare
nel tuo ingannevole aspetto.
E ancora cambi
a seconda del luogo in cui ti si guarda.

Passi l’inverno
bagnata dal blu
tua sensuale passione,tua lussuria
che ora ti condanna
alla pietrificazione
pur sempre viva.

Desideravi l’eterno amore,
temevi la morte
con il tuo Mare
avresti voluto sempre giacere.

Ed ora,guardati,
vecchia rugosa incolore,
immobile,
niente più baci
persa ogni sensibilità..

Il tuo corpo,nel freddo abbraccio
dell’onda avvolto,
spuma di godimento,
per sempre nudo.

Il tuo nome è
e sempre sarà Tavolara

e ti si vedrà da molto lontano
perché qui
tutto t’appartiene:
l’alba del mattino,
i gabbiani,
il vento e anche le stelle…

Ma per te nessuna rosa tra i capelli,
nessuna lapide da commemorare,
nessun pianto.
Solo aride rocce e deformità,
questa la triste tua condanna.

Forse un giorno
riaffogherai là sotto
nelle profondità del mare
e
nessuno mai ti vedrà più…

Ma sarai sempre in lui
lui in te
come
in un eterno amore.

*Tavolara:
è un'isola di 5,9 kmq della Sardegna nord-orientale, nella regione storico-geografica della Gallura, appartenente ai comuni di Olbia e Loiri Porto San Paolo nella provincia di Olbia-Tempio.
L'isola si presenta come un maestoso altopiano calcareo-granitico a picco sul mare, di forma grossomodo rettangolare lunga circa 6 km e larga 1 km;raggiunge una quota massima di 565 metri e alle estremità presenta due istmi sabbiosi dove sono stati ricavati degli approdi per piccole imbarcazioni, che collegano l'isola con il porto di Porto San Paolo.



http://manu-bhoblog.blogspot.com/

mercoledì 16 giugno 2010

Inizativa carina per l'estate

Non sapete cosa portarvi in vacanza?

Ho trovato un sito super carino che da consigli su come vivere al meglio l'estate.
I video sono super divertenti, io mi immedesimo molto in alcune di loro (specie in quelle che richiedo aiuto per come stare in spiaggia senza fare nulla :-) ).

Provate a dargli un'occhiata se vi va :-) www.sportaporter.biz.

L’obiettivo è dare consigli per un look che rappresenta la perfetta unione tra sport e stile, qualità e prezzo.

Ogni giorno posteranno un video tutorial differente.

Sport à Porter è un luogo d’incontro per chiedere e dare consigli, condividere idee.

Io contribuirò ogni tanto con post di approfondimento... se vi va seguitemi:-)

domenica 13 giugno 2010

Living Colour "Vivid" 1988

Grande acquisto ieri pomeriggio. Dopo un lungo peregrinare tra negozi di vinile che non soddisfavano... ecco trovata la chicca dal fidato Psycho... vinile di "Vivid" dei Living Colour a 8 euro in perfette condizioni.
Si tratta del primo disco di un gruppo "all black" che alla fine degli anni '80 tenta di riprendere in mano il rock scippato dai bianchi ai neri. Il sound appartiene al filone del Funky Rock/Metal di cui sono pilastri i mitici Infectious Grooves e propone un suono hard basato sull'abilità chitarristica di Vernon Reid e sul tono vocale soulful di Corey Glover ben supportati da una sezione ritmica bass/drum che fa imbarazzo ad un metronomo...
Nel disco ci sono anche alcune collaborazioni d'eccellenza con gentaglia tipo i Public Enemy e i Talking Heads... tra le canzoni da ricordarsi, sopratutto Cult of personality con cui si apre il disco, Funny Vide e Glamour Boys.
Check it out!

giovedì 27 maggio 2010

La Germania vincerà i mondiali 2010...

Si è scoperto che i vincitori dei campionati mondiali di calcio si trovano togliendo al numero 3964 il numero dell'anno in corso.
Ecco cosa ne verrebbe fuori, seguendo la regola del "3964":

Attraverso la numerologia possiamo sapere in anticipo chi vincerà il campionato del mondo 2010:

Il Brasile Ha vinto la coppa del mondo nel 1994. Prima di quella, la vinse nel 1970.
Se sommiamo:
1970 + 1994 = 3964

L' Argentina ha vinto l'ultima volta nel 1986. Prima di quella, solo nel 1978. E:
1978 + 1986 = 3964

La Germania ha vinto nel 1990. Prima di quella, nel 1974. Guarda un po':
1990 + 1974 = 3964

In questo modo avremmo potuto scommettere sul vincitore della coppa del mondo 2002, che sarebbe dovuta essere la stessa squadra che vinse nel 1962. Infatti:
3964 - 2002 = 1962

Il Brasile vinse nel 1962! E infatti nel 2002 ha vinto il Brasile di nuovo.
Quindi la numerologia sembra davvero funzionare!
Chi vincerà allora quest'anno la coppa del mondo 2010??
3964 - 2010 = 1954

E chi ha vinto nel 1954?
La GERMANIA

thx to Amilcare

martedì 25 maggio 2010

i bei tempi del Licelo Leonardo Da Vinci



Casualmente ho sbirciato nel gruppo Facebook del mio ex liceo Leonardo Da Vinci... e ho trovato queste stupende foto di classe del 1960-70 che mi hanno colpito particolarmetne. Inoltre poi ho scoperto che il gruppo è frequenato sopratutto da 50enni che si sono ritrovati con gli ex compgni a distanza di tantissimi anni.


Il Leo nel 1967


Il Leo nel 1968



Il Leo nel 1969


Il Leo nel 1973


Da notare le evoluzioni negli anni. Si passa da un abbigliamento formale e una disposizone ordinata delle persone nel 1967, alla comparsa delle gonne nel 1968, poi viene introdotta la disposizione "squadra di calcio" nel 1968 e compaiono i Ray Ban, e infine la disposizone "a cazzo di cane" del 1973, con uso spregiudicato dei pantalonia a zampa e ben due chitarre (sempre a portata di mano). Indagando su facebook, sembrerebbe che il tipo con la chitarra in basso a sinistra sia divenatato una specie di guru vietnamita...

sabato 22 maggio 2010

22 MAGGIO: AUGURI FEDE...

FRIGGO...

sabato 15 maggio 2010

University of Funk

Dopo aver sconvolto la vita di milioni di giovani con il suo fascino e il suo Groove.. Mr. Boosty Collins ne inventa un'altra... l'Università del Funk... per crescere suoi adepti e discepoli e diffondere l'arte del funk in tutto il mondo... sia benedetto Bootsy!!

martedì 4 maggio 2010

Da lontano le cose si vedono nella loro vera grandezza...

Da lontano le cose si vedono nella loro grandezza.

Guardatevi le immagini dal satellite dell'onda nera.
Che tristezza...

http://www.corriere.it/gallery/esteri/04-2010/petrolio/1/marea-nera-golfo-messico_89e5ec22-4ee8-11df-975b-00144f02aabe.shtml#1

lunedì 3 maggio 2010

Ritorno con una gran cazzata...

Enjoy...

venerdì 30 aprile 2010

30 aprile...sei anni dopo

Passa il tempo, quasi non distinguo quanto.
Questa data è sempre un misto di emozioni.
Colleziono 30 aprile per ricordare un ragazzo
che ci ha lasciato davvero troppo presto.
Lo conoscevo poco, ma mi è bastato poco
per capire quant'è ingiusta a volte la vita.
Forse è proprio quel 30 aprile che ho capito
quanto fosse triste la perdita di un amico,
anche se non era proprio un mio amico,
ma Alessio era amico di persone a cui,
tutt'oggi, voglio molto bene.
Nonostante lo abbia
frequentato solo un paio di sere a Roma,
bhè...sono ancora qui a scriverne...

Il 30 aprile a me piace ricordarlo
perchè in quei giorni in cui andavo ancora al
liceo, la maturità si avvicinava.
Stavo scrivendo una tesina su Salvador Dalì.
Mi ricordo che quando ebbi quella notizia
mi chiusi in camera a piangere.
Anche fuori il cielo pioveva.
La mia vita stava cambiando,
quella di un'altro giovane non sarebbe
mai più mutata...
Un anno dopo scrissi quello che se avrete voglia di leggere
rimane il mio manifesto del 30 aprile (vd.sotto)
e mi promisi di non dimenticare
e sopratutto di CAPIRE.
Capire cosa, voi direte. Capire l'incapibile?

Sì, proprio così...
Capire l'incapibile attraverso la vita, la mia vita.
Ed il 30 aprile non so perchè ma sento
il bisogno di sentirmi grata alla vita, di poter
esserci, di poter toccare con mano quel
sottile filo che ci lega a questo mondo
e di dondolarmici sopra, dolcemente...

Ciao Alessio...




30 APRILE. UN ANNO DOPO.

Un giorno che non sarà mai più come un altro.
Un giorno che ricordo,
anche a Milano pioveva forte.
Un anno dopo.

Starway to Heaven. Forte bagliore di luce.
Immersione di piacere e compiacimento
in un momento di poesia.

Acre il gusto di oggi
misto allo stordimento onirico
di un risveglio violento.

Un peccato non vivere.
Un peccato non averti conosciuto.
Un anno dopo.

La scuola è proprio finita adesso.
Siamo isole in un mare di vuoto.
Un anno dopo.

L’arrivo dell’opulenza primaverile.
Si sente, ad ascoltare bene, un tempo
inesorabile che sbatte
le sue onde
sulle nostre coste.

Un anno dopo.

E dentro me c’è una vita che brucia
brucia
brucia e canta
come un aedo
impazzito di luce…

Solo un anno dopo…


(Ciao Alessio...)

giovedì 22 aprile 2010

Shopenhauer

La vita e i sogni sono fogli di uno stesso libro.

Leggerli in ordine è vivere,

sfogliarli a caso è sognare.




Buonanotte Melting Minds...

lunedì 19 aprile 2010

eccoci

accolgo l'appello di manu e vi invito a leggere il primo di una lunga serie di post politici che seminerò sul blog di Miciap

baci a tutti!

Neofascisti a Milano:

legittimazione o impotenza ?

venerdì 9 aprile 2010

Qui Manu- Melting rispondi? Passo#

E'un periodo difficile questo per il Melting!
Forse lo è un po' per tutti noi Minds...

Però bisogna darci una scossa e continuare
a scrivere e aggiornare il blog.

Iniziamo con un generale
"Buongiorno a tutti!Come state? Che fate di bello
in giro?"
Paul che combini? Sei ancora a Napoli?
Fede se ci sei batti un colpo! Dopo l'apparizione
capodannesca cha hai combinato?
Gaia tu che ci racconti d'interessante da Venezia?
Quali sono i tuoi progetti artistici?
Franzina invece tu come te la passi in
quell'ufficio di matti? Com'è andato il pesce d'aprile?
E Filo e Paco, chi li ha visti?!?!? Mancano un sacco!
Ed Ema e Fra sono sempre i nostri supervisors
oppure la loro nerdità ha lasciato il passo
a qualcos'altro...?aahahaha...

Io continuo a scrivere, a studiare e a sognare.
Ho voglia di cambiare vita ma so che questo
periodo sarà tra i più brutti e più belli della mia vita
e, bene o male, un giorno mi mancherà.
Quindi me lo prendo in faccia giorno per giorno,
strada facendo...
come un sole in pieno viso...

Un bacione a tutti voi!
Spero che questo post sia un modo per ricominciare
a scrivere più frequentemente...

E dedico a tutti voi
questo video e questa canzone che adoro da sempre!
Quanta vita ci scorre dentro...

martedì 30 marzo 2010

Brunetta è basso pure in una scuola elementare

Compare per pochi minuti in prima pagina su corriere.it... il caro Brunetta ha qualche problema per imbucare la scheda elettorale... che comunisti questi seggi elettorali per "alti"...

sabato 27 marzo 2010

BHOBLOG+MELTINGMINDS= ICEROCKET BLOG SEARCH

Navigavo qua e là,
quando ho scoperto questo Icerocket Blog Search
che ci cita!
Molto bene...
http://www.icerocket.com/search?tab=blog&lng=&q=bho+blog+manu

martedì 16 marzo 2010

Splendidi cinquantenni. /2

C'è qualcosa di più vomitevole dello splendido cinquantenne raffinato, di sinistra, ex sessantottino, appagato dalla vita, che compiaciuto dispensa perle di saggezza sul mondo, cambiando casacca e opinione a seconda della convenienza? Quel compiacimento è insopportabile, quell'egocentrismo è ributtante. Pregoddio di non farmi diventare mai qualcosa di simile.
Prendete Claudio Velardi, ex dalemiano di ferro, che come tutti i dalemiani di ferro - una volta venivano definiti lothar - fa notizia solo quando fa autogol o sputtana il suo stesso partito, uno che ha fatto l'assessore bassoliniano, uno che in un'intervista ha definito di Pietro "Un plebeo, mi fa orrore (plebeo! si può ancora usare questa parola?! ndR)", una persona di classe insomma, ora lavora serenamente come consulente immagine per la Polverini. Chiaramente lo fa con 'professionalità', ma sempre restando rigorosamente 'di sinistra'.
Un appunto: le poteva almeno consigliare di non farsi fotografarse a cavalcioni su una curva (!), insieme a Zarate. Gli 'Irriducibili', evidentemente, non sono plebei e non fanno orrore.

p.s.: update. Pare che questa furbacchiona si era fatta fotografare in precedenza nella sede della Roma.

domenica 14 marzo 2010

Splendidi cinquantenni.

Qualche anno fa Oliviero Toscani venne a farci una paternale a noi studenti bocconiani ("non avete più ideali, etc..). Ora dice: "Io sono il candidato dei Radicali: ho proposto al Pdl di appoggiarmi. Cosi’ ci sarebbe davvero il rischio di vincere e di battere la sinistra che qui governa da oltre 60 anni. Se fossero furbi accetterebbero". Congiuntivo perfetto, caro Toscani. Voto: -1.

sabato 13 marzo 2010

Per rallegrare il Melting

mercoledì 3 marzo 2010

dite ciao al Paese: "ciao!"

venerdì 26 febbraio 2010

iExpo2015


http://www.iexpo2015.com/archives/8274

Scusate ma devo condividere anche con il Melting
la mia felicità per questo inaspettatissimo

link che invia al BHO...BLOG!!!

Evviva la Crackin Art!!!

http://manu-bhoblog.blogspot.com/

mercoledì 24 febbraio 2010

Amabili resti



Un film che mi ha fatto apprezzare ancora di più
la VITA...



martedì 23 febbraio 2010

baraka




dedicato a manu e franzullina...perchè non mi perdono mai di vista...

mercoledì 17 febbraio 2010

Up in the air



Molto carino,
mi trovo d'accordo con la recinzione di PaulMoss...
Dolce- amaro finale che fa riflettere!

lunedì 15 febbraio 2010



It is the band's first album to reach number one on the Billboard 200, and the 12th independently distributed album in history to reach the number one spot on the Billboard 200 since Nielsen Soundscan began recording data in 1991.[5][6] The album sold 124,000 copies in its first week according to RUSE magazine.[7]

sabato 13 febbraio 2010

Funerali low cost.

Il nostro caro Bellomunno ne ha spuntata un'altra delle sue:



«Momento difficile, soluzione concreta: 1200 euro tutto compreso». (Anche al Tg2!)

giovedì 11 febbraio 2010

mercoledì 10 febbraio 2010

e-nigma

?????????

anche a voi non si apre più piratebay ?

????????

giovedì 4 febbraio 2010

Segnalazioni: The Running Man.





Tratto da un libro del 1982 di Stephen King, che allora si firmava Richard Bachman. La vicenda è ambientata negli anni 2017 e 2019, quando un collasso economico ha trasformato gli Stati Uniti d'America in un regime autoritario. Richards è un pilota di elicotteri che si rifiuta di fare fuoco sui civili a Bakersfield, California, durante una sommossa per il cibo. Viene incastrato dalla propaganda di Stato per il risultante massacro. Imprigionato, riesce ad evadere, ma viene catturato e costretto a giocare a L'uomo in fuga. Questo show è ritratto in stile gladiatorio ed ambientato in un quartiere terremotato di Los Angeles, in cui molti "corridori" tentano di sopravvivere, mentre vengono cacciati dagli "inseguitori" (che somigliano a wrestler professionisti, con armi personali, costumi e soprannomi), due compagni di Richards vengono brutalmente uccisi. Durante lo svolgimento del film Richards alla fine crea un gruppo di "corridori" che iniziano a lottare contro il network TV organizzatore de L'uomo in fuga.
Il film termina in crescendo (diversamente dal libro, in cui ogni capitolo era segnato come un conto alla rovescia: "Meno 100..."), con i buoni che battono i cattivi. Nel romanzo di King il protagonista si suicida schiandandosi, stile kamikaze, con un velivolo contro il grattacielo del network TV.

tremonti sugli sci ...e i giornalisti dietro

il mi babbo che semina un po' di zizzagna :)

300 parole sulla voce.info

e le foto di cicciobello Frattini sugli sci sul sito del ministero degli esteri :!

siamo proprio fortunelli

_____

lunedì 1 febbraio 2010

1995 - No comment.

domenica 31 gennaio 2010

Se fossi in te...


Se fossi in te ci penserei
non devi dimostrarmi quello che non sei
se menti no non fai per me
come pretendi che ci sia fiducia in te

Non c'è bisogno di strafare
qui si parla terra terra pane al pane
non bluffare solo per farti accettare
mostra tutto il tuo fair play
tira giù la maschera
facci vedere come sei
facci capire quali sono le tue mire
zero lecca culo non c'è niente da pulire
poche balle tira il freno perché
la tua strada va in discesa e tanto spazio non c'è
qui ci son solo teste vere amicizie sincere
legami speciali alla pari che puoi vedere
con il potere delle tue buone maniere
gli puoi offrire un bicchiere ma le stronzate non le stanno a bere
non è sventolando in aria i soldi che metti in luce le tue peculiarità
questo voler piacere a tutti i costi
tieniti stretta la tua personalità
il rispetto si guadagna sul campo
non chiacchierando ma dimostrando
di essere un uomo leale su cui contare
è l'unico consiglio che ti posso dare

Rit:

Se fossi in te ci penserei
non devi dimostrarmi quello che non sei
se menti no non fai per me
come pretendi che ci sia fiducia in te
se fossi in te ci proverei
fammi vedere per davvero come sei
pensaci un po’ dai retta a me
che a questa tavola c'è un posto anche per te

Sono sicuro,
il mio istinto riconosce la lealtà
c'è una linea sottile…
che divide noi se non cambierai

Spero che tu sia la persona che credevo
ma temo che alle volte non sia vero
e vedo che con me non sei sincero
che nascondi un alter ego
devo far luce sulla situazione
perché questa finzione?
quel fare da sborone?
Fenomeno da baraccone
ma io non sono nato ieri e tu sei un banfone
perché parli di cose che poi non sai perché t'inventi storie che non fai mai
ti vai a cercare guai anche se non li hai
ma tu sei dottor Jekill o sei Mister Hyde
sei fuori strada se in questa gara non metti l'anima
che non riaccada questa scenata getta la maschera
e poi non ridere ad ogni battuta che faccio
sembra impossibile sei poco credibile e falso
sii te stesso sei ben accetto se no da adesso
per te divieto d'accesso

RECINZIONI / Tra le nuvole (J. Reitman, 2010)



L’eccellente George Clooney è un tagliatore di teste, uno che licenzia gente in giro per gli States. Ma ha modo, empatia, è simpatico (se no mica sceglievano Clooney). Ha castrato ogni passione. Viaggia beato 322 giorni all’anno; è triste solo a casa sua, un monolocale asettico. I bar degli Hilton sono il suo campo di seduzione, gli aerei il suo nido. Sogna la card di grafite, riservata a chi ha volato 10 milioni di miglia. Incontra la manager Vera Farmiga, impegnata quanto lui (forse di più). Parlano di autonoleggi, poi sesso spesso e volentieri. Arrivano gli imprevisti: la giovane Anna Kendrick (ottima), pseudo-bocconiana che mette a rischio il suo posto, il matrimonio della sorella lo costringe a snaturarsi, l’amore bussa devastando le sue abitudini. Solo apparentemente la solita-commedia-brillante-alla-Clooney, Up to the Air è, insieme a Soul Kitchen, uno dei film più significativi di questo inizio '10. Parla di temi fondamentali, come l'amore e la libertà, la solitudine e l'importanza della famiglia, di addictive behaviour as escape (direbbero gli psicologi del marketing), e di sradicamento. Amaro ma non triste, brillante ma non ruffiano, la sua forza sono i tre protagonisti e l'attaccamento alla realtà (paradigma del titolo). Memorabile l'arrivo nella Detroit devastata dalla crisi e splendida colonna sonora. Voto: ****

lunedì 25 gennaio 2010

venerdì 22 gennaio 2010

Exit Through The Gift Shop - A Banksy Film



Banksy come regista?
ahahah

ecco il link: http://banksyfilm.com/

giovedì 21 gennaio 2010

Sesso Sicuro

mercoledì 20 gennaio 2010

Napoli Monitor.



Ci sono iniziative che nel deserto generalizzato scaldano il cuore. Una delle più recenti è questa di Napoli Monitor, creata dall'impegno di tre amici che tanto hanno viaggiato, visto, incontrato, e poi sono tornati, per rischiare coraggiosamente. Monitor è innanzitutto un giornale di inchieste, cronache, reportages e disegni, che esce una volta al mese in circa trenta punti vendita sul territorio locale. Un giornale indipendente, che ricorda la migliore tradizione delle zine italiane tra la fine dei Settanta e i primi Ottanta: gruppo coeso, stili di scrittura (e di disegno) vari ma coerenti tra di loro, molta documentazione e soprattutto molta serietà, cosa rara di questi tempi. Partecipano al progetto writer come Kaf & Cyop, Diego Miedo, Malov, giornalisti come Maurizio Braucci, indagatori dell'attualità come Riccardo Orioles, più un numero imprecisato di collaboratori occasionali, napoletani e non che hanno anche loro viaggiato visto incontrato, e magari non sono ancora tornati, mantenendo così quella preziosissima e rara 'giusta distanza' per analizzare e giudicare le cose, senza cadere nel provincialismo.
Ma Napoli Monitor è anche una associazione culturale. Che, negli anfratti dimenticati - dalla borghesia 'bene' - di Vicolo Santa Maria del Pozzo, alla Sanità, organizza piccoli spettacoli, concerti intimistici, proiezioni d'essay, recital a sfondo civile, e corsi di fotografia 'd'assalto', cucina etnica, pittura. Lo spazio dove si tengono gli eventi è una specie di laboratorio d'artista dismesso, risistemato dal gruppo e ridipinto da vari artisti. Per entrarci bisogna passare prima per una porticina poco o niente illuminata - la si vede perché qualche ospite sta fumando una sigaretta prima di entrare -, poi si sale per una scaletta ripida e strettissima che sembra finire in una soffitta. E invece si finisce in questo open space - che ridicolo parlare di open space alla Sanità! - bianco e illuminato dalle stelle che si vedono dai finestroni aperti. La gente che c'è dentro, e che partecipa vivamente alle attività, è entusiasta e proviene da tutte le classi sociali: dai figli del benessere acculturati, agli ex-qualcosa, dai proletari alle ereditiere radical. Niente di trascendentale. Ma tutto molto concreto, pieno. Profondo. Com'è d'urgenza in questi tempi difficili. Gli ultrà-egotici e i vaneggiamenti ideologici sono accantonati: c'è la sensazione, insomma, di partecipare ad un vero nucleo di resistenza culturale, poco o nulla appannato dall'esaltazione dei singoli.


Bloodhound Gang - The Bad Touch

martedì 19 gennaio 2010

Jodorowsky's Dune.



Tutti o quasi conoscono il Dune diretto nel 1984 da David Lynch. Un film troppo bistrattato, ma sicuramente pieno di limiti e ingenuità. Una delle mostre più belle che ho visto a Napoli raccontava invece della lavorazione del film Dune di Alejandro Jodorowsky. Un film che non ci fu mai. Era il 1974. In quei dieci anni è cambiata l'iconografia, lo stile, le atmosfere, la produzione, la mentalità artistica.
Pensate, alla sceneggiatura doveva partecipare Dan O'Bannon (che dopo il fallimento finì in manicomio e partorì... Alien), alla direzione visuale avrebbero preso parte nomi come Moebius, Salvador Dalì e Orson Welles. Tra gli attori Gloria Swanson, David Carradine e Mick Jagger. Musiche dei Pink Floyd!
Il racconto completo di questo gioiello mai nato lo trovate qui.

In December 1974, a French consortium led by Jean-Paul Gibon purchased the film rights from APJ. Alejandro Jodorowsky was set to direct. In 1975, Jodorowsky planned to film the story as a ten hour feature, in collaboration with Salvador Dali, Orson Welles, Gloria Swanson, David Carradine, Geraldine Chaplin, Alain Delon, Hervé Villechaize and Mick Jagger. The music would be composed by Magma, Henry Cow and Karlheinz Stockhausen or Pink Floyd. Jodorowsky set up a pre-production unit in Paris consisting of Chris Foss, a British artist who designed covers for science fiction periodicals, Jean Giraud (Moebius), a French illustrator who created and also wrote and drew for Metal Hurlant magazine, and H. R. Giger. Moebius began designing creatures and characters for the film, while Foss was brought in to design the film's space ships and hardware. Giger began designing the Harkonnen Castle based on Moebius' storyboards, and Dali was cast as the Emperor with a reported salary of $100,000 an hour. Jodorowsky's son Brontis Jodorowsky was to play Paul Atreides. Dan O'Bannon was to head the special effects department.
Dali and Jodorowsky began quarreling over money, and just as the storyboards, designs, and script were finished, the financial backing dried up. Frank Herbert travelled to Europe in 1976 to find that $2 million of the $9.5 million budget had already been spent in pre-production, and that Jodorowsky's script would result in a 14-hour movie ("It was the size of a phonebook", Herbert later recalled). Jodorowsky took creative liberties with the source material, but Herbert said that he and Jodorowsky had an amicable relationship.
The rights for filming were sold once more, this time to Dino de Laurentiis. Although Jodorowsky was embittered by the experience, he stated that the Dune project changed his life. Dan O'Bannon entered a psychiatric hospital after the production failed, and worked on 13 scripts; his 13th became Alien.

RECINZIONI / Avatar (J. Cameron, 2009)

Chi oserebbe dire che un film può essere soprattutto attesa? Attesa di entrare in sala, il mettersi in coda insieme a centinaia di persone di tutte le età, alcune che brontolano altre che fanno baccano; l'aspettare il proprio turno per ricevere i famigerati occhialini 3d. Proprio come le conformiste platee anni Cinquanta, solo che adesso il business è billionario e i bambini rimangono a bocca aperta senza aver bisogno delle mamme. Il cinema è in fondo questo: omologazione compiaciuta e godibile, un momento collettivo di piacevole e inebriante passività: come la coda per il seggio elettorale. Il film di Cameron, diciamolo subito, inventa poco o nulla, se non dal punto di vista squisitamente grafico. Cita a piene mani dalla simbologia filmica statunitense (Balla coi lupi, Un uomo chiamato cavallo, Pocahontas), giapponese (Miyazaki), sudamericana (Giocando nei campi del signore di Babenco), e dalle sue stesse opere (crolli Titanic-i e scenografie Abyss-ali). Le tematiche sono sempre quelle (antimperialismo ed pan-ecologismo), c'è il Colonnello Cattivo e pure la mega-Sparatoria Finale. Però pochi registi come Cameron e Zemeckis utilizzano gli effetti speciali per rendere coerente la narrazione, per ampliare la Meraviglia (come succede fin dai tempi dei Lumiere!) e non per anabolizzarla. Cameron non è certo Truffaut (nè vuole esserlo, come non vuole esserlo la scuola di Lucas-Spielberg) ma ha un grandissimo senso della storia, del ritmo e del pathos. Al diavolo la vecchia cricca di pesantoni: tutto è dannatamente bello. Andatelo a vedere. Voto: ***1/2

lunedì 18 gennaio 2010

Vecchie conoscenze

domenica 17 gennaio 2010

RECINZIONI / Commedie

E' uscito il nuovo Morandini 2010: un critico superlativo. Cattivissimo, se volete, a volte troppo "concettuale" e sbilanciato verso i film "di nicchia". Insomma, il classico brontolone d'altri tempi che non lascia passare niente. Vogliamo mettere la miserabile critica nostrana, molle e melliflua alla Mollica, che grida al "capolavoro" e al "genio" ogni due settimane? Però è una goduria trovarsi d'accordo con Morandini: nell'ultimo dizionario ha dato quattro o cinque stelle a film che solo, tra pochi, mi sono trovato a definire veramente come "capolavori" (mentre molti, quando un film è davvero bello e non si trovano difetti, finiscono col dire: sopravvalutato). Di quali film parlo? Vincere, Into the wild, Gran Torino, Ratatouille, giusto per dirne qualcuno. Chiusa parentesi.



Whatever works (W. Allen, 2009)
Il-classico-film-di-Allen, sì. Ma che mancava da dieci anni! Le ultime escursioni europee (Barcellona, Londra) a mio avviso erano di una banalità e di un'antipatia sconfinate. Qui siamo tornati al protagonista super-egotico, nevrastenico, ipocondriaco, pluridivorziato, innamorato di se stesso, solo e... ebreo. Ma ha le movenze catatoniche e l'irascibilità del bravissimo Larry David, una bravissima (e giovanissima) partner, e a disposizione una sceneggiatura che non perde mai colpi e una compriccola di comprimari irresistibili. Tutto già visto, tutto già sperimentato, eppure funziona, e ciò basta, come nel titolo. Voto: ***1/2



Rachel sta per sposarsi (J. Demme, 2008)
Uscita dal centro di riabilitazione per partecipare al matrimonio della sorella maggiore, Kym travolge l'apparente pace familiare con la sua problematica esuberanza. Tra riunioni di tossicodipendenti anonimi, preparativi nuziali, incomprensioni e liti, affronterà il drammatico episodio che ha segnato la vita di tutta la famiglia. Il film scorre leggero nella sua gravità, col passo-a-spalla della telecamera del regista (Demme, l'aveva sperimentata nei momenti migliori dei suoi film: l'incontro con l'assassino ne Il Silenzio degli Innocenti e nell'epilogo di Philadelhia). I personaggi sono ritagliata con delicata umanità. Il contesto è quello di una famiglia americana liberal, multietnica, che con la forza dell'amore, con la generosità, l'umiltà riesce a restare unita e a superare il dramma. Deliziosa la protagonista Hathaway, ma bravi tutti gli interpreti. Voto: ****



500 giorni insieme (M. Webb, 2009)
Un ragazzo come tanti, impiegato in una società che produce frasi per cioccolatini, si innamora di una collega, anche lei una ragazza come tante, ma forse un po' fuori di testa (lunatica, come direbbero le teenager nostrane usando l'aggettivo più in voga del decennio). Si amano, fanno tante cose insieme, lei però non vuol legami, lui dapprima acconsente, poi si incazza, scatta il possesso, lei lo lascia, lui non si spiega il perché, poi se ne fa una ragione. Ci credete che la trama è tutta qui? Eppure è un film notevolissimo, per il suo spessore e insieme per la sua leggerezza. Sottovalutatissimo, passato in sordina nelle nostre sale (il titolo è stato cambiato. Nell'originale, 500 days of Summer, si giocava col nome della protagonista, in italiano tradotto con Sole). Un film notevole per la scorrevolezza della sceneggiatura, mai banale pur raccontando la banalità; e per lo stile non-lineare, per le trovate grafiche (il congiungersi di scene in bianco e nero, l'intermezzo cartoon dopo l'amore), per la capacità, rara di questi tempi, di sprizzare allegria e melanconia senza ricorrere alle volgarità o a protagonisti insostenibili. Voto: ***1/2

sabato 16 gennaio 2010

venerdì 15 gennaio 2010

Time has told me you're a troubled cure for a trouble mind.



Time has told me
You're a rare rare find
A troubled cure
For a troubled mind.

And time has told me
Not to ask for more
Someday our ocean
Will find its shore.

So I`ll leave the ways that are making me be
What I really don't want to be
Leave the ways that are making me love
What I really don't want to love.

Time has told me
You came with the dawn
A soul with no footprint
A rose with no thorn.

Your tears they tell me
There's really no way
Of ending your troubles
With things you can say.

And time will tell you
To stay by my side
To keep on trying
'til there's no more to hide.

So leave the ways that are making you be
What you really don't want to be
Leave the ways that are making you love
What you really don't want to love.

Time has told me
You're a rare rare find
A troubled cure
For a troubled mind.

And time has told me
Not to ask for more
For some day our ocean
Will find its shore.
[La foto, il titolo un po' enfatico, e anche gli errori di battitura sono farina della redazione. Ma rendono l'idea del contenuto. pm]

Berlusconi: Europe's Real Pandemic
By Paolo Mossetti




[...] Silvio – so called among fans – is the leader who embraces the inconsolable widows-of-the-Earthquake. Who shows himself with a sweeper in the garbage-drowned Napoli (Naples). He’s the 'Commander-in-Chief' who, like one of his cosmetic surgeries, sends military to patrol the well-heeled shopping areas. It does not matter, for at least half of the nation, if behind him one finds the mafia, awful cultural patterns and an extremely dangerous idea of Power. He is the homo faber, the ‘working man’ who decides and fixes just about everything.

Many Italians, of course, love Berlusconi just because he is a completely amoral character, who hunts and cherishes their enduring attraction towards demagoguery. But, unlike Mussolini, this made-for-TV homo faber doesn’t want to create a homo novus, a better citizen. He prefers to focus on the worst aspects of being arch-Italian. ‘I am not different than the majority of you viewers’, he seems to be affirming to the public."

[il resto lo trovate qui].

Mi hanno detto che il target 2010 sono i teenager, sto iniziando l'immedesimazione

giovedì 14 gennaio 2010

mercoledì 13 gennaio 2010

Belle scoperte



I don't want to be the one to say goodbye
But I will, I will, I will
I don't want to sit on the pavement while you fly
But I will, I will, oh yes I will

Maybe in the future, you're gonna come back, you're gonna come back around
Maybe in the future, you're gonna come back, you're gonna come back
The only way to really know is to really let it go
Maybe you're gonna come back, you're gonna come back, you're gonna come back to me

I don't want to be the first to let it go
But I know, I know, I know
If you have the last hands that I want to hold
Then I know I've got to let them go

Maybe in the future, you're gonna come back, you're gonna come back around
Maybe in the future, you're gonna come back, you're gonna come back
The only way to really know is to really let it go
Maybe you're gonna come back, you're gonna come back, you're gonna come back

I still feel you on the right side of the bed
And I still feel you in the blankets pulled over my head
But I'm gonna wash away, oh I'm gonna wash away everything til you come home to me

Maybe in the future, you're gonna come back, you're gonna come back
In the future, you're gonna come back, you're gonna come back

Maybe in the future, you're gonna come back, you're gonna come back around
Maybe in the future, you're gonna come back, you're gonna come back
The only way to really know is to really let it go

Maybe you're gonna come back, you're gonna come back, you're gonna come back to me
You're gonna come back to me
You're gonna come back to me

martedì 12 gennaio 2010

Animal Collective - Brothersport

Uno dei più bei video degli ultimi tempi per un gruppo, a mio giudizio, magnifico.

lunedì 11 gennaio 2010

Utopia.



In Paradise Now, del Living Theatre, era tutto semi-improvvisato: gli attori declamavano una rosario di tabù sociali, farneticavano, cadevano in trance, si spogliavano in scena. Molto spesso la polizia interveniva e poneva fine alle rappresentazione. In Brasile alcuni attori furono arrestati. Nel 1969 la loro tourné europea li porto in Italia, con un impatto e uno sconvolgimento inaspettati. Molti studenti si spostavano di città in città, pur di seguirli e ripetere quell’incantesimo ad ogni tappa. Poi tornavano con la testa sui libri. Ricordate Trintignant ne Il Sorpasso?

Mi sono sempre sentito un po’ come quegli studenti, strabiliati dalle novità. In questi anni ho scritto e letto molto, mosso da nient’altro che la curiosità verso il mondo. E dalla voglia di intervenire. Di lasciare un segno che non fosse soltanto su me stesso, né solo sulla mia famiglia, o sulla mia cerchia ristretta di ‘compagni’. Ma è sempre stata un’equazione difficile, me ne rendo conto. Dunque tantissimi i mal di testa; e il nervosismo, constante, ingiusto, proprio nei confronti di chi mi era più vicino. Inevitabilmente attribuivo quello stato di costante tensione, in fondo voluto, ad una sorta di ‘attesa”, che non sapevo ben spiegare. Si era sempre in “attesa” di qualcosa.

Per fortuna ho anche viaggiato molto, e mi piace ascoltare le storie altrui. Come quella di Federico, a Londra, con la sua “tribù” (la sua “banda”, direbbe Hakim Bey). Ma potrei fare molti altri esempi, magari più vicini e che riguardano non le élite quanto piuttosto il fondo della società: sono cresciuto per dieci anni in un ambiente povero, quello calabrese, eppure felice. Ero a contatto con quella felicità, e l’ho praticamente rimossa. Chiaramente ogni utopia nasconde anche il suo lato oscuro, e i suoi rischi: isolamento dalla realtà, autoreferenzialità, concentrazione su di sé, l’effimero spaventoso che attanaglia certe esperienze.

Eppure la scoperta di quelle esperienze, la consapevolezza che, da qualche parte, esistono, mi aveva scaldato il cuore. Avevo compreso visivamente, immediatamente, «irrazionalmente» e con tutti i miei sensi che l’utopia andava realizzata subito, non chissà quando, ma immediatamente. Non il socialismo dopo la presa del potere (e sappiamo che razza di socialismo sarebbe stato, appunto, dopo «la presa del potere»!). L’obiettivo delle minoranze deve essere anche quello di costruire e vivere nuovi rapporti tra le persone, e tra le persone e le altre creature, tra le persone e la natura, in questo momento, senza rinviare niente a dopo la «presa del potere». Quell’attesa, l’attesa del sole dell’avvenire, il rinvio a dopo la rivoluzione dei cambiamenti più radicali dell’individuo e del suo rapporto con gli altri è il ricatto della tradizione rivoluzionaria marxista: lotta, aspetta e vedrai. Mentre non c’è nulla da aspettare, e la stessa lotta è diversa se dentro di essa si costruiscono e vivono rapporti che sono subito «socialisti».

Purtroppo c’è sempre la tentazione dell’edonismo - il solo tempo che mi rimane è quello presente, e io voglio vivere e godere di questo presente - che è il sentimento della sconfitta, del nichilismo incoscio che porta a disprezzare il resto e le maggioranze, quando piuttosto sarebbe più utile, e giusto, persuadere, comunicare, connettere. Ho avuto sempre presente questo rischio – forse anche troppo – e in qualche modo mi sento come vaccinato.

Bisognerebbe quindi essere utopisti adesso e non solo domani: avere un'idea concreta del bene. Cercare un guado oltre la nebbia. Impegnarsi alla costruzione di un futuro per stare bene insieme, non solo con se stessi. Già qui e ora. E subito bisogna elaborare nuove strategie, nuovi modi di stare insieme, di unire in modo nuovo le persone, le creature, le cose.

venerdì 8 gennaio 2010

Manu esci? No, stasera studio...ahahahahah

martedì 5 gennaio 2010

Re: Indignazione

Mi ha molto colpito il post di Paolo sull'indignazione. Io sinceramente non l'ho mai provata. Di solito di fronte ad accadimenti forti provo rabbia, stupore, impotenza, ma mai indignazione.

Io non sono assoluta come Paolo nel condannarla, il problema è che per indignarsi bisogna essere degni, avere una dignità. Io non ce l'ho, come credo molti di noi. Non ci sentiamo degni di qualcosa, o per lo meno capita molto raramente.

Quello che osservo nella mia piccola realtà è che la parola dignità è scomparsa, non diciamo più come cantava il bel Gianni "non son degno di te", ma "non ti merito".

Merito e dignità sono due concetti nettamente distinti, che ora, a causa o grazie, all'etica capitalistica sono assolutamente sovrapponibili. Mi chiedo ha ancora un senso parlare di dignità in una realtà, dove anche noi, spingiamo per la meritocrazia?

Pensandoci guardate questo e ditemi se vi sentite indignati o incazzati:

lunedì 4 gennaio 2010

Them Crocked Vultures



A Natale, direttamente da Londra (grazie al nostro Fede Viciuos), si insidiano nei miei timpani le vibrazioni prodotte da questo super gruppo nato a Los Angeles nel 2009 per merito del mai sazio Dave Grohl che, dopo i Probot, si inventa un altro mix leggendario coinvolgendo il cantante e chitarrista Josh Homme (Queens of the Stone Age), e il leggendario bassista e tastierista John Paul Jones (Led Zeppelin).

La distorsione degli innumerevoli riff di chitarra e le rullate molto Nirvana di Dave regnano incontrastate in questo disco rendendo onore al più genuino e sano Hard Rock. Pura energia scaturisce dalle 13 tracce di fuoco che spazzerebbe via pure la nebbia di Buzzetti a capodanno. L'unico difetto però è che si fatica a riconoscere un senso globale dell’album e le canzoni si spintonano un po’ l’una con l’altra con troppo egoismo...

Segnalo “Elephants” , di cui riporto un video dal vivo in cui rende ancora di più, che si distingue per gli originali cambi di tempo e il riff maledetto. Da non perdere anche la lunghissima “Warsaw Or The First Breath You Take After You Give Up” con un’organetto e una voce molto Doors, il rock fresco e spumeggiante di “New Fang” e il groove condito da un pizzico di sintetizzatore di “Gunman”.

Peccato che il basso di John non sempre trova la grinta e lo spazio degne della sua storia passata.

Voto. 7,5

Indignazione.

Ulrike Meinhof giornalista nel 1964.

Gli anni Zero sono stati colmi di gente che si indignava: registi, giornalisti, opinionisti, politici, presentatori televisivi. L’indignazione è una merce molto facile da usare, perché ti fa sentire dalla parte della ragione e ti da un nemico con cui prendertela. Ti evita di fare i conti con te stesso, con le tue complicità, con le tue menzogne. Chi si indigna, molto spesso, finge di parlare al plurale, ma è un plurale fasullo, che copre tutta una serie di corresponsabilità.

Siamo sicuri di non mettere sempre, davanti all'indignazione, il nostro Ego, piuttosto che l'ingiustizia subita dagli altri? Personalmente non mi sono mai sentito troppo vittima di ingiustizie. Ho sempre avuto ben chiari i privilegi di cui godevo. Non ho mai, neppure per un attimo della mia infanzia, sognato di impugnare armi per difendere me stesso. Ha agito molto più fortemente il sentimento della vergogna.

Ulrike Meinhof torna indignata dall’aver visto da vicino i modi del dominio israeliano sui palestinesi: qualche anno dopo entra nella R.A.F. A suo modo, anche Bin Laden è indignato quando apprende dalla televisione i massacri nei campi profughi in Libano, e successivamente fonda Al-Quaeda. Sono esempi che confermano come il fondamentalismo, che sia ideologico o religioso, è spesso frutto di mancanza di confronto, di settarismo, di cieca violenza propugnata da solitudini esistenziali (pensate al proselitismo tra i disoccupati urbani). L’indignazione per un sopruso subito, o visto subire da altri e che ti risulta intollerabile, è innanzitutto qualcosa di individuale, di egocentrico, ma che può e deve allargarsi ad altri.

Credo che la vergogna sia una cosa molto più importante e positiva del’indignazione. Certo, si mischia con i sensi di colpa che hai magari introiettato da una cultura bigotta e oppressiva, com’è in generale quella cattolica. Ma anche i sensi di colpa hanno le loro ragioni di essere, se non ti sopraffanno. (E se non te li fanno collocare nei posti sbagliati!)

Choose your style

Geniale campagna Durex

Troppo cerebrale



Troppo cerebrale per capire che si può star bene senza complicare il pane,
ci si spalma sopra un bel giretto di parole vuote ma doppiate
Mangiati le bolle di sapone intorno al mondo e quando dormo taglia bene l'aquilone,
togli la ragione e lasciami sognare, lasciami sognare in pace
Liberi com'eravamo ieri, dei centimetri di libri sotto i piedi
per tirare la maniglia della porta e andare fuori,
come Mastroianni anni fa, come la voce guida la pubblicità
ci sono stati dei momenti intensi ma li ho persi già.

Troppo cerebrale per capire che si può star bene senza calpestare il cuore
ci si passa sopra almeno due o tre volte i piedi come sulle aiuole
Leviamo via il tappeto e poi mettiamoci dei pattini per scivolare meglio sopra l'odio
Torre di controllo, aiuto, sto finendo l'aria dentro al serbatoio

Potrei ma non voglio fidarmi di te
io non ti conosco e in fondo non c'è
in quello che dici qualcosa che pensi
sei solo la copia di mille riassunti
Leggera leggera si bagna la fiamma
rimane la cera e non ci sei più...

Vuoti di memoria, non c'è posto per tenere insieme tutte le puntate di una storia
piccolissimo particolare, ti ho perduto senza cattiveria
Mangiati le bolle di sapone intorno al mondo e quando dormo taglia bene l'aquilone
togli la ragione e lasciami sognare, lasciami sognare in pace
Libero com'ero stato ieri ho dei centimetri di cielo sotto ai piedi
adesso tiro la maniglia della porta e vado fuori
come Mastroianni anni fa, sono una nuvola, fra poco pioverà
e non c'è niente che mi sposta o vento che mi sposterà

Potrei ma non voglio fidarmi di te
io non ti conosco e in fondo non c'è
in quello che dici qualcosa che pensi
sei solo la copia di mille riassunti
Leggera leggera si bagna la fiamma
rimane la cera e non ci sei più, non ci sei più, non ci sei...

domenica 3 gennaio 2010

Auguri ManuManu



Che sfigata che sono...
mi faccio gli auguri da sola sul Melting...
o ma se mi va che ci posso fare?

E festeggerò in modo molto sfigato...
Come i dodicenni...
Me ne vado al cinema a vedere qualche bel film!
Se vi va di fare una popcorn e movie night
siete i benvenuti!

sabato 2 gennaio 2010

Consigli di lettura.



In occasione del trentennale del '68 ricordo che furono pubblicati una sfilza di saggi che ne demolivano i miti fondanti, ridicolizzando i vari "capetti" (alla Mario Capanna), l'appellomania (in realtà fu un prodotto dei primi Settanta) e i vari testi sacri (Marcuse, Lukacs, Sartre). Allora c'era il centrosinistra al governo, un centrosinistra pallido e inciucione, manco a dirlo con un D'Alema al governo che, solo qualche giorno fa, faceva il verso ad Adriano Sofri ("che nel '63 si alzava dall'assemblea e chiedeva a Togliatti perché non fate la rivoluzione?") In parte ci godetti, visto che parte del linguaggio sessantottino ci è giunto fino a noi, completamente burocratizzato, mentre i suoi inventori sono sapientemente finiti a dirigere le leve del potere mediatico berlusconiano.
Ma è anche vero nessuna rivolta, nei momenti storici successivi, si è trovata nella possibilità di incidere così tanto nella realtà, di influenzare così tanto le arti, il cinema, la letteratura, i mass media, la società, il linguaggio. Non andrebbe dimenticato, insomma, che una generazione non si giudica solo dalle sue eredità visibili (altrimenti il radicalismo anni Novanta potrebbe pure suicidarsi, avendoci consegnato il trionfo delle destra, il disastro climatico, la guerra permanente), ma dal senso di ottimismo, di entusiasmo e di empatia verso i mali del mondo che si è caricata sulle spalle. E dal senso di vera rottura nei confronti del passato. Ho trovato questa antologia quasi per caso, ed è commovente per il senso di gioiosa serietà che pervade ogni intervento , ogni pagina, ogni riga.
Rispetto ai tanti quarantenni che per darsi un tono e farsi beffe della catastrofe parlano come adolescenti in acido, come freak sempreggiovani, ho sempre ammirato i ventenni di un tempo che scrivevano con la consapevolezza e la gravità di chi sa d'essere davvero in prima linea.

«Quella dei "Quaderni piacentini" fu una rivoluzione di carta. Una storia di generazione e di amicizia. Nacque destinata a singoli e finì dentro le moltitudini della politica. Cominciò con un pranzo, anno 1962, mese di marzo, Piacenza. La casa era quella di Piergiorgio Bellocchio, via Poggiali, luce e libri. All'altro capo del tavolo Grazia Cherchi. Lui trentun anni, lei venticinque. Solitudine di provincia italiana. L'idea che si dovesse smuovere l'aria e la politica, "capire il mondo, provare a opporsi alle sue tendenze peggiori". Primo numero, sedici pagine dattiloscritte, cento lire. "Vogliamo sia un foglio di battaglia". Impegnato, vivo, serio. Provando "che si può essere seri senza essere noiosi. Con allegria". Le pagine di questa antologia sono un pezzo di quella storia. Da leggere non più con il cuore di allora e, com'è giusto, con occhi nuovi. Scoprendo la trama di quei giorni, la ricchezza, le illuminazioni e anche gli errori. Perché poi le donne e gli uomini fanno la storia, ma non sanno mai quale storia stanno facendo».

Consigli di lettura.



Molte delle riviste cyberpunk nate in Italia negli anni Ottanta erano davvero illeggibili. Contorte, convulse e autolesioniste persino nella scelta del linguaggio, sono quasi tutte defunte e finite nel dimenticatoio. Decoder, al contrario, l'ho scoperta per caso e mi è sembrata subito un vero gioiellino: pubblicata ogni morte di papa, un sacco di collaboratori interessanti, dall'Italia (Dr. Bad Trip, neo-Leoncavallini e Marco Philopat, lo ricordate?) e dal mondo (Mark Davis, Bruce Sterling). Il numero 9, del 1994, è da incorniciare.




Es.: il modello "gibsoniano" di controllo sociale urbano (1995)