mercoledì 30 aprile 2008

il futuro non é più un mistero

video

Recinzioni - THE "100 MOVIES I CAN'T LIVE WITHOUT" LIST

#84 - Dillinger è morto
Un film di Marco Ferreri. Con Michel Piccoli, Annie Girardot, Anita Pallenberg, Gino Lavagetto, Carole André. Genere Drammatico, colore 95 minuti. - Produzione Italia 1969.



Rientrato in casa mentre la moglie dorme, un ingegnere-designer si prepara una ricca cenetta. Trova una vecchia pistola, la rimette in ordine, si proietta filmini, scivola nel letto della cameriera, elimina la moglie e s'imbarca su un veliero. Forse il miglior film di Ferreri in assoluto. Nelle apparenze di un esercizio di stile quasi sperimentale (per tre quarti della sua durata soltanto Piccoli davanti alla cinepresa) è un notturno happening sulla nevrosi e l'orrore del quotidiano. Astratto e, insieme, concretissimo. “L'astrazione è colta nel cuore stesso del quotidiano, permea ogni azione, si cala, viene incorporata nella strutturazione del personaggio, il protagonista fa tutt'uno con il suo essere alienato.” (Gianni Volpi).

martedì 29 aprile 2008

pippopippopippooooo!

ve le ricordate queste?

da "Indietro Tutta", varietà condotto da Renzo Arbore e Nino Frassica su Rai2 dal 14 dicembre 1987 all'11 marzo 1988.

"vengo dopo il tiggì" ovvero "sì, la vita é tutta un quiz"


le "ragazze coccodé" che cantano "viva la pappappappa col popopopo-pomodoro" (prototipo di ogni sogno erotico successivo) e le brasiliane che cantano "cacao meravigliao". una chicca!

PS: grazie a sandro scarafino!

solo io ti so fotografare così

La mia tesi

THE POWER OF FUGASA

guardate un po' cosa la fugasa riesce a far fare al nostro beneamato presidente operaio!


video

Lucio Battisti si confronta con un pubblico critico e ostile

Mercoledì30:PArty Anni'70 Ministri@Magnolia

Qualcuno sarebbe interessato/a???

Donne che avrei voluto conoscere

"Una sorta di co-scrittura, ecco quale sarebbe la mia scrittura ideale. Una penna che con la massima precisione possibile segua le tracce dell'esistenza, guidata da una mano che non è mia e non è mia; altro e altre mani ancora dovrebbero scrivere con lei. L'elemento più soggettivo e quello più oggettivo dovrebbero unirsi in un intreccio indissolubile "come nella vita", la persona mostrarsi per quello che è senza mettersi a nudo. Lo sguardo, colpito ma non offuscato da un residuo di oscuri sentimenti, non freddo ma partecipe, il meno sentimentale possibile, ne guadagnerebbe un'attenzione libera da pregiudizi"

Christa Wolf, 1994

lunedì 28 aprile 2008

Luci mai viste!

guardate che roba!

Recinzioni - THE "100 MOVIES I CAN'T LIVE WITHOUT" LIST

#85 - Wall Street
Un film di Oliver Stone. Con Michael Douglas, Daryl Hannah, Charlie Sheen, Martin Sheen, Frank Adonis, John C. McGinley. Genere Drammatico, colore 124 minuti. - Produzione USA 1987.



Fox, un agente di borsa desideroso di far carriera, ottiene il denaro di Gekko, potente finanziere, per speculazioni borsistiche. Resosi conto che Gekko si sta servendo di lui per loschi traffici, lo smaschera. Non è una critica del capitalismo in quanto tale, ma del capitalismo cattivo e dei suoi eccessi speculativi. A livello descrittivo ha, specialmente nella 1ª parte, grinta, forza, ritmo. Si sente che Stone parla di quel che conosce bene: il film è dedicato alla memoria del padre, agente di borsa. Oscar per M. Douglas nell'anno dell'Ultimo imperatore.

ubriachezza

È raro che gli ubriachi siano divertenti, a meno che non conoscano qualche bella canzone o perdano un sacco a poker.

> Karyl Roosvlet

foto mercato in p.ta ticinese

ho aggiunto alcune foto scattate un sabato mattina nel vivace mercato comunale di p.ta ticinese, dove affianco a peperoni e finocchi ormai vendono anche la yuca e il platano equadoregno... tra qualche anno ci toccherà vivere nelle riserve!

http://www.flickr.com/photos/filoceredi/

X EMA (di nuovo): come si fa a farlo apparire sotto forma di link?

domenica 27 aprile 2008

I MILANESI AMMAZZANO IL SABATO

Da il sito myspace www.afterhours.it: "Una strada,una macchina, un musicista guida nel traffico milanese:è concentrato,fissa al di là del vetro,estrapola pensieri,si spiega,esplora e ogni parola non è scelta a caso,come le strade che forse in questo breve tragitto accompagnano a qualcosa che non si potrà certo definire "solo musica."( Afterhours)

http://blog.myspace.com/index.cfm?fuseaction=blog.ListAll&friendID=165466985

23-5-2008 Afterhours @ PalaSharp, Milano MI
Prezzo del biglietto euro 16,00 + diritti di prevendita.

Io butto lì l'amo! Vediamo chi si fa pescare!

Recinzioni - THE "100 MOVIES I CAN'T LIVE WITHOUT" LIST

#86 - Eraserhead - La mente che cancella
(Eraserhead)

Un film di David Lynch. Con Jack Nance, Charlotte Stewart, Jean Lange. Genere Fantastico, b/n 90 minuti. - Produzione USA 1977.



Definito dal regista (cui costò 4 anni di lavoro e poche migliaia di dollari) “un sogno di cose oscure e inquietanti”. Un incubo popolato di incubi: il giovane Henry dai capelli ritti a presbitero; l'epilettica Mary che partorisce un mostriciattolo con la testa di un coniglio scuoiato; un teatrino tra gli elementi di un radiatore; la testa di Henry che si stacca dal corpo ed è portata in una fabbrica per farne gommini per cancellare; la testa del neonato che galleggia nell'aria. In bilico tra espressionismo e surrealismo, è un microcosmo formale autonomo sotto il segno della sterilità e della corruzione che evita simbolismi, allegorie, interpretazioni psicoanalitiche e ispira una sorta di angoscia metafisica e di paura ripugnante. Il linguaggio è classico, ma Lynch ne fa un uso aberrante nella dilatazione dei tempi e dei suoni. Straordinario, ingombrante, intollerabile, divenne un film di culto nei cinema di mezzanotte

sabato 26 aprile 2008

l'angolo delle buone idee

Medico chiede 2 milioni di danni allo Stato: «Gli italiani sono incivili»
«Per l'alta sofferenza, il disordine e il degrado in cui sono costretto a vivere»

CAPACCIO-PAESTUM (SALERNO) - «Gli italiani sono incivili»: con questa motivazione un medico ha avviato una singolare iniziativa giudiziaria, chiedendo i danni allo Stato per «rifarsi una vita». Vincenzo Barlotti, medico chirurgo di Capaccio Scalo in servizio nell'ospedale «San Luca» di Vallo della Lucania, ha depositato un esposto alla procura della Repubblica di Salerno nel quale si chiede al comune di Capaccio, alla Regione Campania e allo Stato Italiano un risarcimento di 2 milioni di euro «per l'alta sofferenza, il disordine e il degrado in cui sono costretto a vivere».

LA MOTIVAZIONE - Il risarcimento milionario, spiega ancora il medico 56enne nell'esposto, dovrebbe servire per «iniziare una nuova vita per me e i miei familiari in un altro paese dove vige un modo di vita consono alla mia visione della società». «Il senso civico del nostro paese è ormai ai minimi storici - afferma Barlotti - l'esposto è una provocazione, ma fino a un certo punto. I fatti degli ultimi tempi, dall'emergenza rifiuti a tutto il resto, sono solo il sintomo di un malcostume diffuso che non può essere più tollerato. Nel nostro paese esiste una atavica maleducazione, favorita da tolleranza e permissivismo, se non proprio malafede. Spero con tutto il cuore che le cose possano cambiare, ma sono sempre pessimista».


26 aprile 2008
http://www.corriere.it/cronache/08_aprile_26/medico_danni_stato_8fcc8470-1380-11dd-a656-00144f02aabc.shtml

venerdì 25 aprile 2008








Una mattina mi son svegliato...

Evviva la libertà! Corteo h.15 Piazza Oberdan. Arrivo in Duomo previsto per le 16-16,30.


21 LOVE HOTEL " Bella ciao"
http://www.myspace.com/21lovehotel ( Non male questo gruppo!!!)

giovedì 24 aprile 2008






Sulla mia pagina scritta,
se voglio che non mi rimorda,
quanto ancora da rifare!
La scrissi in fretta.
Se voglio avanzare un poco,
per un piccol salto,
che lunghe lontane rincorse!
Su e giù,
per i luoghi e le decisioni,
per le stagioni e per l'eternità,
io sono sempre daccapo,
con levate di Lazzaro
e ricadute di convalescente
coi miei precoci mattini
esilarati di vitalità
perpetuamente guastati:
io faccio orgie di tempo.
Quante cose sono cominciate
e rotte, nella mia vita! 
Quante offerte rifiutate!
Le mie giornate sono
frantumi di vari universi
che non riescono a combaciare.
La mia fatica è mortale.


V.C.

(grazie Pablo per il sito!)

Laurea Virginia

su http://www.flickr.com/photos/filoceredi/ le foto scattate il giorno in cui la Virgi si laureò con un magico 109!
chi le volesse scannerizzate meglio scriva come commento alla foto "la voglio" e sarà accontentato (con questa definizione si possono vedere solo piccole)

Recinzioni - JUNO (J. Reitman, 2007) / "You're a part-time lover, full-time friend"





Ho scoperto la mia nuova droga: questo sito che permette di implementare nel proprio sito una canzone che adorate (in questo caso, un pezzo dolcissimo dei Moldy Peaches cantato dai protagonisti del film) senza passare da youtube e mostrare per forza il video che l'accompagna.

Per alleggerire della verginità il fidanzato bamboccio, una 16enne felpa&sneakers in look e carattere, col nome di una "dea bellissima e cattivissima... come Diana Ross", si ritrova "mirtillo fertile", "con la torta in forno". E’ Ellen Page, gran talento impulsivo. Dapprima pensa di abortire, caso raro nella recente filmografia yankee dove ogni travaglio esistenziale è lecito purché non escluda quello del corpo. Poi decide di dare il baby in adozione a "una donna con le ovaie scadute o a una coppia di dolci lesbiche", ma un’inserzione la porta in seno alla famiglia composta dalla perfettina Jennifer Garner e dall’ancora immaturo Jason Bateman. Fioccheranno l’azzurro e ogni altro colore, l’anticonformismo che non ha bisogno di esagerare, una citazione per Dario Argento e l’amore per la persona giusta "quella che pensa il sole ti splenda dal culo", Il perfetto regista di “Thank You For Smoking” (Jason Reitman, figlio di Ivan, babbo dei Ghostbusters) e una sceneggiatrice che si è scelta il nome d’arte di Diablo, viene dallo strip e ha ottenuto l’Oscar, fanno marciare incisiva e divertente la commedia senza pretese di dramma, lezione di cinema & dialoghi e non di morale. (Alessio Guzzano)

VOTO: 7

mercoledì 23 aprile 2008

TOP PICITURE!

é con estremo piacere che proclamo "le gambe delle mie amiche" la foto più visualizzata della mia pagina flickr (7 volte)

e al secondo posto le 5 visualizzazioni di Nico

a parimerito con



lascio a voi le conclusioni.

X EMA: come faccio a lasciare sul post il mio indirizzo sottoforma di link (evidenziato in blu)?

Fiesta al Lacerba

stasera Giulia festeggia la laurea (in architettatura, se qualcuno non lo avesse capito) al Lacerba dalle 10 - 10,30. Giulia mi delega per dirvi che siete tutti invitati... anche quelli che non si sono ancora laureati!

Notizie ANSA.

Napoli, 23 apr. (Apcom) - Cinque ragazzini sono stati denunciati insieme ad un insegnante di 40 anni per reati sessuali. Due dei minori coinvolti hanno 13 anni e tre se hanno 12. Il fatto si è verificato a Sant'Antimo, grosso centro e nord di Napoli, presso la Scuola media statale Giovanni XXIII.

In base ad una denuncia anonima alla polizia, effettuata con molta probabilità da un genitore, i poliziotti hanno accertato che i ragazzini, col pretesto di isolarsi nell'aula, hanno iniziato, dinanzi all'intera classe, una gara per verificare le dimensioni del proprio pene. Sembra che siano stati, in più occasioni, due dei ragazzini ad istigare gli altri, anche nelle ore di lezioni in cui era presente l'insegnante, una donna di 40 anni.

martedì 22 aprile 2008

Turn into Me

bene, domani svegliatevi, con calma, col sole, uscite di casa, e se potete andate in via fogazzaro alla fondazione prada. hanno allestito una mostra mooolto interessante: Nathalie Djurbeg, Turn into Me.è animazione colorata. è la crudeltà dentro ognuno. è la natura che è perfetta. è una forte ironica critica sociale.è ridere.è luce nordica. è nuovi spunti interessanti.è colonne sonore perfette.è catartico.è pazzesco..
qui di seguito il testo di Of course I am Working with Magic

puzzi
hai forse smesso di lavarti oppure ho delle allucinazioni olfattive?
naturalmente lavoro con la magia
con la radicata ingannevolezza della sincerità
credo che non esista affatto una situazione reale
e drammaticamente vera

dunque devo fare un gran frastuono
fracassare
fare a pezzi la carne
fare a pezzi me e gli altri

dovrei imprecare e piangere
e fare a brandelli

nei miei occhi fluttuano oscenità
il mio calore interiore è come un forno
fuma come una montagna
la piscia si trasforma in oro
le viscere fermentano e sibilano
le vene e il fegato scoppiano
e l'intestino è in ebollizione
le ossa scricchiolano come denti decrepiti

dunque mi dissolvo
vado in frantumi, in migliaia di pezzi
mi polverizzo, mi trasformo in polvere
e con me stessa,
posso penetrare i più piccoli elementi.

Lisa - Oceano



Piove sull'oceano
Piove sull'oceano
Piove sulla mia identità
Lampi sull'oceano
Lampi sull'oceano
Squarci di luminosità
Forse là in America
I venti del Pacifico
Scoprono le sue immensità
Le mie mani stringono
Sogni lontanissimi
E il mio pensiero corre da te
Remo, tremo, sento
Profondi, oscuri abissi
E' per l'amore che ti do
E' per l'amore che non sai
Che mi fai naufragare -e
E' per l'amore che non ho
E' per l'amore che vorrei
E’ per questo dolore-e
E’ questo amore che ho per te
che mi fa superare queste vere tempeste
Onde sull'oceano
Onde sull'oceano
Che dolcemente si placherà
Le mie mani stringono sogni lontanissimi
E il tuo respiro soffia su me
Remo, tremo, sento
Vedo in fondo al cuore
E’ per l’amore che ho per te
Che mi fa superare mille tempeste
E’ per l’amore che ti do
E’ per l’amore che vorrei
Da questo mare
E’ per la vita che non c’ho
Che mi fa naufragare in fondo al cuore
Tutto questo ti avrà
E a te sembrerà tutto normale

Per Elisa - Alice

Guardando il serale di X Factor, Morgan mi ha fatto tornare in mente una canzone (l'autore è Battiato) che mi piaceva un sacco da piccola :-)
Ho scoperto, solo molto dopo, che Elisa in realtà era l'eroina... Vabbè, i segnali erano arrivati sin dalla più tenera infanzia :-)

A parte gli scherzi, la canzone merita davvero ascoltatela con attenzione.

Segnalazioni dai blog altrui /laFranzine




Vi inoltro una mail che mi è arrivata dall'Utente Anonimo:

"Visto che l'utente Franzine, pur sgravata dagli oneri universitari, continua a latitare da queste pagine, distillando la sua interiorità in video d'annata e criptici commenti ai post altrui (ma uguale rilievo potrebbe essere fatto al ben noto utente-d'Otremanica) mi sono permesso di copiare-e-incollare dal suo blog un pezzo che ha scritto di recente. Alcuni di voi l'avranno già letto, forse. Io l'ho trovato molto gustoso, consivisibile in molte parti, meno in altre (la forma-romanzo un po' come uno sproloquio? ma dai). In ogni caso, se può servire come sprone per superare la pigrizia -doveva servire MeltingMinds a segnalare video trash anni Ottanta, o piuttosto a superare barriere intercomunicative?-, ben vengano questi saccheggi dal blog altrui."

L'utente anonimo ha proprio ragione. Non è una novità, del resto. Ma passiamo la parola alla Fra:

"Durante una delle nostre conversazioni notturne in sede londinese, un mio amico mi ha parlato di uno scrittore svizzero Robert Walser. Superato le mie prime divagazioni di pensiero: “ma gli svizzeri hanno anche degli scrittori?” “no, no svizzero. Novi!”; ho ascoltato parte di quello che mi diceva**.

Pare che questo tal Walser, suggeritogli da un giovane artista inglese, fosse morto camminando nella neve, proprio come un suo personaggio. (Poi ho scoperto che non era tanto improbabile: il trekking era il suo passatempo preferito).
Comunque sia, la storia mi aveva colpita… ho provato a lungo a cercare di ricordare il nome dello scrittore, in vano… Fintanto che il predetto amico, tornato per pochi giorni sul suolo natio, mi ha ripetuto il nome e mi ha dato un buono da spendere alla Feltrinelli ( lo so, lo so… un buono è davvero un regalo da nonna che ti da i soldi “perché non conosce i tuoi gusti e si sbologna lo sbatti di informarsi”. Ok, non un gesto di gran classe, ma ormai…). Ho colto l’occasione e ho comprato due volumi dell’Adelphi: “Storie che danno da pensare” e “La passeggiata”.

Data la mia predilezione per le storie brevi (i romanzi li trovo un po’ degli sproloqui), ho deciso di dirigere il mio approccio con Walser attraverso “Storie che danno da pensare”, anche perché io adoro pensare sulle storie non mie.
Durante la lettura del libro, mi sono imbattuta nella storia “Schizzo” (che nessuno di voi maliziosi pensi male.. per favore!). La storia mi ha impressionato anche perché è diametralmente opposta, come stile e come approccio, a Marcela Serrano. A prescindere dalla battuta umoristica del finale, con cui lo stesso Walser sottolinea le differenze tra lui ed una ipotetica scrittrice donna (la spocchia degli scrittori uomini a volte è insopportabile), mi ha colpito molto la distanza tra i due. Mi ha colpita soprattutto perché l’argomento è oggetto di moltissime discussioni tra me e l’emigrante di sopra.
Il gioco della conquista, quella delicata sensazione di tensione, per l’animo maschile è di gran lunga più importante della costruzione di una realtà comune. Non voglio scadere nella solita retorica, ma mi stupisco sempre di fronte a questa distanza di pensiero.

Mi piacerebbe farci un post… Intanto se avete un po’ di tempo vi posto il racconto “schizzo” e qui potrete trovare alcune citazioni dall’ “albergo delle donne tristi” della Cerrano.

** Vorrei vedere voi al mio posto! Non è facile ascoltare! Specie se:
(1) l’interlocutore parla di cose che non sapete;
(2) attraverso queste vuole darvi una lezione di vita;
(3) è l’unica persona da cui non vorreste lezioni di vita;
(4) al piano di sotto c’è una bottiglia di zio Jack che vi aspetta.

SCHIZZO - ROBERT WALSER

Arrivò come da nebulose lontananze. Già questo giocava a suo favore. Aveva un aspetto come nessun altro ha. Lei pensò “Ha l’aspetto di uno su cui ancora incombono pericoli”. Era povero, indossava vestiti laceri, ma si comportava con grande fermezza. Il suo contegno esprimeva grande calma e grande letizia interiore. Lei pensò “Che gusto meraviglioso debbono avere i suoi baci”. Inoltre dava l’impressione di un uomo che non poteva non aver già suscitato molto favore e destato già molto interesse, e che comunque avesse provocato entrambe le reazioni, fosse poi andato avanti per la propria strada, senza gettare un solo sfuggevole sguardo da una parte o dall’altra.
Lei pensò “C’è qualcosa di ardimentoso e magnanimo in lui. Chissà se lo amerò. In ogni caso è degno di essere amato”.
Costui inoltre pareva ben sapere, e d’altro canto non sapere affatto, quanto fosse attraente. Vi era nel suo comportamento un che di smarrito, un che di ambiguo. Lei si diceva “Questo giovane sa di sicuro essere discreto. Immagino sia dolce confidare in lui. Ancor più dolce e bello dev’essere buttargli le braccia al collo e stringerlo a sé”. Nonostante la sicurezza e la fermezza con cui sapeva presentarsi, recava su di sé l’ombra di un essere reietto e indifeso.
Lei pensò “Ha proprio bisogno di protezione. Come sarei felice di poterlo proteggere”. Era giovane e tuttavia, a quanto sembrava, già provato: era di ferro, l’immagine stessa dell’irremovibilità e della pertinacia, e tuttavia aveva l’aspetto di chi desideri una profusione di tenerezze e di intimità.
Allora lei gli sfiorò il braccio, come per caso e inconsapevolmente. Arrossì e pensò “Si accorge di quel che voglio”. Anche lui arrosì. Allora lei pensò “Che uomo straordinario! Mi tiene in considerazione. Che cavaliere!”. Da quel momento in poi, agli occhi di lei il contegno di lui fu sempre più bello; e sempre più forza, fierezza e delicatezza emanavano dall’intero suo essere.
Lei pensò “Io amo. È vero, non mi è lecito amare, perché sono sposata. Ma io amo”. Glielo fece capire con gli occhi e lui ebbe sufficiente attenzione, gentilezza e intelligenza per capire ciò che lei intendeva, sentiva e desiderava. Se, anzichè un autore, io fossi un’autrice, muovendo di qui scriverei di filato due volumi."

FESTA GIULIA AL LACERBA

domani (mercoledì) Giulia (finalmente!...non se ne poteva più :)) si laurea (in architettatura, se qualcuno non lo avesse capito). festeggiamo al Lacerba dalle 10 - 10,30. Giulia mi delega per dirvi che siete tutti invitati... anche quelli che non si sono ancora laureati!

Recinzioni - THE "100 MOVIES I CAN'T LIVE WITHOUT" LIST

#87 - La donna scimmia
Un film di Marco Ferreri. Con Ugo Tognazzi, Annie Girardot, Achille Majeroni, Filippo Pompa Marcelli. Genere Drammatico, b/n 92 minuti. - Produzione Italia 1964.



Scoperta in un monastero, Maria, donna interamente ricoperta di peli, il trafficone Antonio Focaccia la sposa e la espone come un fenomeno da fiera. Tra i due nasce l'amore, e poi un bambino. Maria muore di parto e il figlio non le sopravvive, ma il marito continua a girare le fiere esponendo i corpi imbalsamati. Per intervento del produttore Carlo Ponti quest'ultima parte fu eliminata. Il film si chiude con la morte della donna barbuta. È un grottesco che continua con sgradevole genialità il discorso sull'anormalità familiare e sulla dimensione mostruosamente economica della convivenza sociale avviato con L'ape regina (1962). Esiste anche, nell'edizione francese, un finale lieto: Maria perde il pelo. Scritto da M. Ferreri con Rafael Arcona. Fotografia di A. Tonti, scene di M. Garbuglia, costumi di P. Tosi.

23/04: The waste land

Domani alle 21 al Teatro Carcano va in scena La terra desolata di T.S. Eliot nella traduzione di Roberto Sanesi. Il costo del biglietto è di 5 euro.
Io ho prenotato tre biglietti, per cui se qualcuno di voi fosse interessato, me lo faccia sapere al più presto.
Ah, vi ricordo che lo spettacolo va in scena soltanto domani!

Recinzioni - THE "100 MOVIES I CAN'T LIVE WITHOUT" LIST

#88 - Piccolo grande uomo
(Little Big Man)
Un film di Arthur Penn. Con Martin Balsam, Faye Dunaway, Dustin Hoffman, Jeff Corey, Richard Mulligan, Chief Dan George, Aimée Eccles, Kelly Jean Peters. Genere Western, colore 147 (142) minuti. - Produzione USA 1970.



Dal romanzo di Thomas Berger, sceneggiato da Calder Willingham: all'età di 121 anni Jack Crabb racconta la sua vita avventurosa nel West; come nel 1859, decenne, fu rapito dai pellerossa con la sorellina e, ritornato giovanotto tra i “visi pallidi”, imparò i principi religiosi da un pastore e il sesso da sua moglie, fino alla sua partecipazione alla battaglia di Little Big Horne. Western anomalo e, in un certo senso, unico, ha qualcosa del racconto filosofico francese del Settecento (non lontano dal Candide di Voltaire) e del romanzo picaresco spagnolo. La smitizzazione del West e dei suoi miti (bianchi) è radicale nella sua continua (e un po' prolissa) mistura tragicomica; la simpatia per i pellerossa, il rispetto per la loro cultura, la denuncia del loro genocidio non scadono quasi mai nel (melo)dramma didattico. Hoffman allo zenith del suo fregolismo istrionico.

Badate ai vostri bambini.

LA MAESTRA porge il foglio alla donna. «Guardi cosa ha fatto sua figlia». Il disegno ritrae una bimba accovacciata su un ragazzino. Sopra, la scritta: «Giorgia tutte le domeniche fa sesso con suo fratello, per 10 euro. A lei piace». La mamma osserva, poi dice tranquilla: «Non è la grafia di Giorgia». La piccola, 9 anni, conferma: «Macché, quello l'ha fatto la mia compagna per farmi dispetto, perché ho i dentoni e sono povera».

Pochi giorni dopo, i servizi sociali di Basiglio, ricchissimo Comune a sud di Milano, prelevano i fratellini dalla casa dei genitori e li sistemano in due comunità protette. È il 14 marzo. Giovanni, il più grande, in quel momento sta festeggiando il suo tredicesimo compleanno. È da 40 giorni che Giorgia e Giovanni (nomi di fantasia) non tornano a casa. Una famiglia spezzata. «Siamo distrutti, sconvolti», dice il padre. «Ce li hanno portati via senza dire niente, senza una spiegazione». Il giudice del Tribunale per i minorenni ha deciso così. Anche se, scrive, «esistono rilevanti elementi di perplessità». Perché fin da subito è stato chiaro che in questa storia, ambientata nel Comune con il più alto reddito pro-capite d'Italia, sono in gioco tanti fattori. «A partire da una buona dose di pregiudizio e di classismo».

A spiegarlo è l'avvocato che da oltre un mese sta combattendo per restituire i fratellini ai genitori: «I figli di due persone umili non sono visti di buon occhio. Anche la scuola si è schierata contro di loro. È bastato un sospetto». Un sospetto tante volte smentito dai protagonisti della vicenda. Il ragazzino, piangendo: «Io non ho fatto niente a mia sorella, non me lo permetterei mai». I genitori: «Il sabato e la domenica non li lasciamo soli un attimo». La piccola: «Io quel disegno non l'ho fatto». Anche la scrittura di Giorgia, confrontata con quella del foglio incriminato, confermerebbe la sua estraneità ai fatti. È lo stesso giudice a spiegarlo: «Non si può escludere che i disegni siano stati fatti solo in parte dalla bambina o addirittura che non ne abbia fatti». Tanti tasselli che vanno in un'unica direzione: Giorgia sarebbe solo vittima di un crudele atto di bullismo. Colloqui individuali, perizie, lacrime. E una famiglia divisa. Da oltre un mese.

Vuoi svegliarti a nuova vita?

SENZA PAROLE....

lunedì 21 aprile 2008

MITICI !!!

niente più di queste sigle riesce a riportarmi ai miei primi anni, segnati dalla teledipendenza. non so voi (forse più i maschi). [quasi tutti basati su trasformazioni adesso che ci faccio caso]














e non poteva mancare...

domenica 20 aprile 2008

Per rendere giustizia al nostro MeltingLeader!e sputtanare un po' anche il nostro Filo!






...Filo non me ne volere,ma è stato più forte di me...Comunque una di queste foto ti rende onore!

X la FRA! Da vedere insieme

Dall'esilarante film del 1972 "Tutto quello che avete sempre voluto sapere sul sesso, ma non avete mai osato chiedere" ( che vi consiglio appunto in quelle sere di debacle mentale ) eccovi l'ultimo episodio, il più geniale. Concedetevi 10 minuti per sorridere!E ricordate: "(...) O si ovula,o si muore!"

Assalto alla Diligenza!

stavo guardando "la valigia dei sogni" su la7, puntata su john ford, e hanno fatto passare pochi secondi di una sequenza che trovo magnifica: l'assalto indiano alla carrozza su cui viaggiano i protagonisti di Ombre Rosse (1939)

indovina chi?

quale volto si nasconde sotto la fulva chioma?
in palio un impianto B&O da millanta euro

Recinzioni - THE "100 MOVIES I CAN'T LIVE WITHOUT" LIST

#89 - Umberto D
Un film di Vittorio De Sica. Con Maria Pia Casilio, Carlo Battisti, Lina Gennari, Memmo Carotenuto, Alberto Albani Barbieri, Elena Rea, Lamberto Maggiorani, Riccardo Ferri, Ileana Simova, Pasquale Campagnola. Genere Drammatico, b/n 89 minuti. - Produzione Italia 1952.



Un mite, silenzioso pensionato, ridotto a non essere più (economicamente) in grado di sopravvivere, rifiuta la tentazione del suicidio per non abbandonare il proprio cane. Uno dei capolavori del cinema neorealista, e il suo canto del cigno. Frutto maturo del sodalizio tra Zavattini e De Sica, sostenuto anche da ricerche, non tutte risolte, sul tempo e la durata (famosa la sequenza del risveglio della servetta), il film tocca una crudeltà lucida senza compromessi sentimentali, fuori dalla drammaturgia tradizionale. Non ha la “perfezione” di Ladri di biciclette, ma va al di là.

New Backstreet Boys

Ragazzi... l'altro sabato, alle colonne di S.Lorenzo, ho scovato i nuovi Backstreet Boys che stavano provando qualche coreografia... teneteli d'occhio...questi faranno carriera.

Uni-Mostro Bocconi...


Recinzioni - THE "100 MOVIES I CAN'T LIVE WITHOUT" LIST

#90 - Provaci ancora, Sam
(Play it Again, Sam)
Un film di Herbert Ross. Con Diane Keaton, Woody Allen, Jerry Lacy, Tony Roberts, Susan Anspach, Jennifer Salt. Genere Commedia, colore 87 minuti. - Produzione USA 1972.



Nevrotico e inibito critico cinematografico di San Francisco, divorziato, vede apparire al proprio fianco il fantasma del Bogart di Casablanca come una specie di angelo custode e, vincendo la propria timidezza, cerca di imitarlo. Scritto da W. Allen che l'ha tratto da una sua commedia di successo (1969) in 3 atti, replicata sul palcoscenico per 453 volte, è un film brillante, armonioso, un po' verboso, con personaggi psicologicamente ben definiti, che contribuì alla nascente popolarità di Allen più delle 2 regie precedenti (Prendi i soldi e scappa e Il dittatore dello stato libero di Bananas). Il titolo riprende una celebre ma inesistente battuta di Casablanca (1942) in cui Ingrid Bergman, rivolta al pianista nero, dice: “Play it, Sam” (Suonala, Sam). Il personaggio di Allen si chiama Allan Felix nell'originale, ma fu ribattezzato Sam in Italia perché i distributori pensarono che non si capisse l'allusione.

sabato 19 aprile 2008

1987 - Brava Giulia

questa naturalmente la dedico alla mia dolce metà che si laurea tra pochi giorni!



penso che sia una buona immagine della scena musicale degli anni '80 nostrani. con uno scoppiato vestito da axl rose (che qualcuno più tardi ha preso sul serio) e un chitarrista che imita spudoratamente Brian May senza riuscire nemmeno a fingere un'assolo!

Welcomebacktothe80s - Whitney Houston

Accetto volentieri l'invito di Filo (a proposito, qualche commento sulla Top100 dei film selezionati?). Pur sottolineando che WBT80s non è una compilation di video scrausi, ma una acuta riflessione sull'inquietudine e la malinconia che -seppur in maniera non così evidente- traspariva da quella iconografia. Ok, non è il caso del video sottostante, dove tuttavia si registra uno dei tormentoni più in voga in quegli anni: la nostalgia -un po' cafona- per gli anni Cinquanta e la grease age. Nostalgia per nostalgia, mettiamo anche questa volta due decenni a confronto.

1986, 23 anni:



2006, 43 anni:

venerdì 18 aprile 2008

indovina chi? (parte 2a)

come avrete capito stasera non c'avevo proprio un cazzo da fare. allora mi sono messo a sfogliare le cartelle di foto degli amici e tu guarda chi ci trovo!
PS: perdonami ema, non ho resistito!

1983 - Moonlight Shadow

un tuffo negli anni '80, causa questa canzoncina che ho avuto per la testa tutto il giorno!

...io a questo punto proporrei una top list dei video scrausi anni '80, che ne dici paul?

indovina chi?

al primo che indovina di chi é questo cestino una bambolina tettona in palio

Video Politic

Forse era proprio meglio non votare (...segnalato dagli amici di Cotoletta Connection)



Images d'une femme heureuse





fuck innovation


"Nell'arte non si tratta mai di innovare, ma solo di concepire una certa cosa in modo nuovo, mai di fare pulizia, ma solo di essere puliti, mai di creare nuovi valori, ma solo di cercar d'essere in prima persona colmi di valori.

Ai dilettanti, invece, piace soprattutto essere degli innovatori, gente che dà una ripulita al mondo e lo sovverte, laddove a questo mondo non ci sarà mai, in lungo e in largo, nulla che essi siano in grado di migliorare.

Solo la passione, l'impeto del sentimento, il duro destino personale di un uomo sincero può, alla fine di una singolare carriera, imporre al mondo qualcosa di mai esistito prima, ma questo avviene sempre e assolutamente da sè.

Verso l'esterno l'autentico artista è leale, silenzioso e non impetuoso."

Robert Walser,
da Bedenkliche Geschichten, Prosa aus der Berliner Zeit 1906-1912.

dance to revolution, fuck innovation

Come io rivedo e correggo un pensiero di mister Campagna :-)

respirare nelle immagini:

cari tutti, vi posto il link per vedere "Mono No Aware", il lavoro di Giuseppe La Spada vincitore del webby awards 2007 (oscar del web) nella categoria NeTart.
Per chi non lo conoscesse, si tratta di un artista italiano piuttosto giovane, che fa dei lavori davvero molto interessanti utilizzando l'arte digitale. io l'ho consociuto l'altra sera alla performance in cui le immagini di LaSpada venivano proiettate su uno schermo gigante e si compenetravano con i suoni di fennesz....incredibile, mi ha completamente rapita.

facendomi un giro sul web ho visitato il suo sito ( http://www.glsdesign.it/swf3/base3.html )

e soprattutto il lavoro di cui parlavo prima ( http://www.mono-no-aware.org/index1024.htm):


This works was made to support Mr. Sakamoto's 'Stop Rokkasho' project. He wants urgently call your attention to the massive radioactive contamination that is occurring at a nuclear fuel reprocessing plant in the village of Rokkasho in Japan.


vedetelo, che merita.

giovedì 17 aprile 2008

Laurearsi

MARZO 2008: Giulia si addentra nelle tenebre della tesi

Come disegnare un LOGO




Nell'Università dei Balocchi: ma chi se ne va più?;-)

















Recinzioni - THE "100 MOVIES I CAN'T LIVE WITHOUT" LIST

#91 - Un borghese piccolo piccolo

Un film di Mario Monicelli. Con Shelley Winters, Alberto Sordi, Vincenzo Crocitti, Romolo Valli, Pietro Tordi, Mimmo Poli, Renato Romano, Roberto Antonelli, Ettore Garofalo, Paolo Paoloni, Renato Scarpa, Enrico Beruschi, Renato Malavasi. Genere Drammatico, colore 122 minuti. - Produzione Italia 1977.



Il figlio di un impiegato ministeriale romano è ucciso per caso durante una rapina. Il brav'uomo comincia a preparare ed esegue una lenta, bieca, allucinata vendetta. Dal romanzo (1976) di Vincenzo Cerami, storia di vittime che sono anche mostri, un film omogeneo, sapiente nella mescolanza di toni (commedia, grottesco) e nella progressione drammatica, con un Sordi all'apice della sua carriera d'attore inserito in un contesto sociale efficacemente descritto. Efebo d'oro 1979 di Agrigento.

Recinzioni - THE "100 MOVIES I CAN'T LIVE WITHOUT" LIST

#92 - L'armata Brancaleone
Un film di Mario Monicelli. Con Gian Maria Volonté, Enrico Maria Salerno, Vittorio Gassman, Catherine Spaak, Barbara Steele, Maria Grazia Buccella, Carlo Pisacane, Folco Lulli, Fulvia Franco, Luis Induni, Pippo Starnazza, Ugo Fangareggi. Genere Avventura, colore 120 minuti. - Produzione Italia 1966.



Nel Medioevo lo spiantato cavaliere Brancaleone da Norcia si mette alla testa di un gruppo di scalcinati senza famiglia e parte alla conquista del feudo di Aurocastro. Pur essendo uno dei più classici esempi di commedia all'italiana, il film ne dilata i confini con un'operazione culturale originale che comprende Kurosawa e Calvino, una rilettura della storia in chiave nazional-popolare, l'invenzione (di Age & Scarpelli) di una parlata mista di latino medievale e italiano prevolgare, il gusto anarchico di una scampagnata becera e i temi tipicamente monicelliani del gruppo dei piccoli perdenti e del senso della morte. 3° incasso nella stagione 1966-67, 3 Nastri d'argento (Gherardi per i costumi, Di Palma per la fotografia, Rustichelli per la musica) e un titolo passato in proverbio.

Recinzioni - THE "100 MOVIES I CAN'T LIVE WITHOUT" LIST

#93 - Duel
Un film di Steven Spielberg. Con Dennis Weaver, Lou Frizzel, Jacqueline Scott, Eddie Firestone. Genere Drammatico, colore 88 minuti. - Produzione USA 1971.



Un commesso viaggiatore ha la malaugurata idea di superare a tutti i costi un'autocisterna che non gli dà strada. Da quel momento comincia una gara che si trasforma in un incubo: l'altro pilota, invisibile, fa di tutto per buttarlo fuori strada. Sceneggiato da Richard Matheson, maestro dell'horror quotidiano, e tratto da un suo racconto, nato come film-TV di 73´ e diretto in 16 giorni dal 24enne Spielberg, nel '73 fu distribuito, allungato di un quarto d'ora, nelle sale cinematografiche e divenne un successo internazionale. A parte la maestria tecnica (con un ingegnoso senso del ritmo e dello spazio), Spielberg ha il merito di aver trasformato, spingendo una situazione banale alle estreme conseguenze, un qualsiasi on the road in un thriller onirico e angoscioso dagli evidenti risvolti metaforici

Cattivissimo Serra? /2



" 'Sinistra extraparlamentare' (il manifesto) è un titolo spiritoso e caustico, come si conviene a chi sa defungere a ciglio asciutto. Ma riguarda una frazione piccola e rispettabile della storia novecentesca, non i milioni di elettori di sinistra che hanno votato Pd e in Parlamento saranno ampiamente rappresentati. Spiace assistere all'inabissarsi di esperienza, culture, persone che hanno fatto politica valorosamente e quasi sempre senza alcun tornaconto personale, ma torna d'obbligo ricordare ai teorici delle "due destre" e del "veltrusconismo" che la visione ombelicale del mondo, il volerlo continuamente passare al vaglio del proprio giudizio ultra-selettivo, raramente conduce al governo (e non sarebbe poi un gran guaio), ma soprattutto non conduce a condividere davvero con il resto della società la buona e la cattiva sorte.
Ci sono molte altre attività dilettevoli (l'arte, le libere professioni, la fondazione di circoli intellettuali) che consentono una gioiosa pratica del senso di superiorità, o anche il vanitoso vizio di sentirsi ai margini. La politica no, la politica è un autobus strapieno di gente che sgomita e puzza, che non ci somiglia e manco ci riconosce. Farla è promiscuo e compromissorio. Ma non farla più, cara sinistra extraparlamentare, è anche peggio."

mercoledì 16 aprile 2008

..che fine ha fatto Carmen Sandiego?

Ciao a tutti..

..che fine ha fatto francescom? (chi se ne sbatte? :P)

Beh approfitto di un attimo di pausa dalla tesi per scrivere un paio di righe.

Giovedi 24 finalmente arriva il grande giorno..e mi laureo. Ovviamente il blog al completo è cortesemente invitato a partecipare alla festa che si terrà la sera stessa. Luogo e modalità classiche: casa mia.

Un occasione per beccarci e fare un po' di casino..

Torno a scrivere..
A si biri.

Kylie Minogue - Come into my world



"The accompanying video features Kylie strolling around a city block within the Boulogne-Billancourt suburb of Paris, France. Each time she completes a circuit of the area, a new Kylie emerges from one of the stores (which is in fact the 'old' Minogue, that did the circuit the first time around), and each of the people in the background are also duplicated in slightly different positions. By the time the video concludes there are four unpertubed Minogues amidst an extremely chaotic scene with each background extra also depicted four times. The video ends as a fifth Minogue emerges. The video was directed by Michel Gondry and updated a concept that he had used in Neneh Cherry's Feel It music video." (wikipedia)

Il miglior video di Kylie Minogue.

Kylie Minogue - Slow



"A music video (...) was shot over a period of three days in the Spanish city of Barcelona. The first two days of shooting were postponed due to heavy rain, but the video was completed by the end of the third day." (Wikipedia)

l'albergo delle donne tristi

-Hai mai sentito parlare dell'autolesionismo dell'affogato?-
- No-
- E' molto semplice: quando stai per affogare, mentre cerchi disperatamente di tornare a galla e stai ingoiando acqua e sale, arriva un momento preciso in cui ti arrendi e decidi di annegare. Questo è quello che più o meno è successo a me.-




Sa cosa penso?

martedì 15 aprile 2008

Il sampietrino e la camera da letto.

"...sono un ragazzo di ventisette anni, senza lavoro, senza mutuo, senza moglie, senza partito, senza prospettive. senza rappresentanza in parlamento. l'unica è andare ad accendere una candela in chiesa..." (dal Forum di Repubblica.it)
"Che Allah lo maledica e scateni la sua rabbia contro di lui e contro il Papa cattivo." (da un forum islamico vicino ad Al-Qaeda)


Due mesi fa, alla caduta del governo Prodi avevo titolato: "niente paura". Lo ripeto ancora adesso. Il risultato si commenta da sé, e non credo che su MeltingMinds ci sia spazio per analisi politiche complesse che già si trovano -abbondantemente e in qualità sopraffina- sui giornali di oggi. Però ripeto il mio grido di speranza: niente paura, perché oggi come ieri sopravviveremo. Resisteremo anche stavolta. L’impressione, però è che ognuno cercherà il suo angolo di resistenza e libertà isolato dagli altri. Un orticello distaccato dalla bosco. Felici, ma nel nostro piccolo. Sopravviveremo, ma ci sentiremo sicuramente più soli.
Tornando all'attualità: «Cercate l’orso bruno», aveva ordinato l’altro ieri Alfonso Pecoraro Scanio, preoccupato dove fosse finito un simpatico Yoghi sparito dal parco dell’Adamello. Da ieri, però, ha altri problemi per la testa: con l’orso è sparita la sinistra radicale. Perché ha perso dappertutto, questa sinistra rancorosa e sognatrice, pacifista e bellicosa che in questi anni ha detto no alla Tav e no all’eolico, no alle missioni di pace e no alla riforma delle pensioni e no a tutto o quasi tutto. "Il Novecento ci è precipitato addosso", ha detto Niki Vendola. E ha ragione. Gli Anni Zero hanno fatto irruzione in Parlamento con la delicatezza di un carro cingolato in una cristalleria.

* * * *

Probabilmente siamo davanti al più brutale processo di razionalizzazione politica che si sia mai visto in Italia. Ma io in questo processo ci credo, ci ho sempre creduto, lo vagheggiavo già anni fa, sono poco sognatore e molto idealista, ma credo -purtroppo- anche nell'ordine e che il cielo stellato sopra di me non sia l'unica legge morale.
Nella vita c'è sempre bisogno d'amputare qualcosa. A volte è il proprio Ego, la tendenza a scappare freneticamente in tutte le direzioni, senza bussola, come cavalli pazzi, che va sfrondata degli eccessi. Del resto la vita, come l'arte che inseguo e che imito, è fatta di compromessi. E i compromessi ci sono in quello che faccio: ho rinunciato ad aggiornare il mio blog -duecento visite al giorno- pur di mescolare i miei pensieri in questo salotto meltingminds; il mio cupo individualismo superomista ha parzialmente abdicato, pur di fondare un gruppo che fosse composto -per una volta- di persone che avessero vera rabbia in corpo e non vaghe proiezioni di se stessi, e fa niente se con queste persone spesso è impossibile instaurare un dialogo che sia maturo. Oppure, per esempio i racconti che scrivo, lì occorreva il rimbrotto di qualcuno che stava più in alto, l'umiliazione di una censura, per farmi capire quando tagliare, quando dire basta. Serve anche quello.
Ed è quanto avvenuto -traumaticamente- nella politica italiana. In Parlamento sedeva un'infinità di sigle che era -anche questo- la degna rappresentazione dell'individualismo sfrenato degli italiani: ma era una varietà ipocrita, di facciata, che nella realtà si riduceva a puro ostruzionismo, a dei distinguo ridicoli, al menefreghismo del campanile. Questo era dialogo? Non mi pare. Io credo nel dialogo, ma non il dialogo finalizzato a se stesso, fluviale, infinito, celebrale: bensì quello che mira a far cambiare idea, far arrivare un messaggio -ma veramente!- a emozionare. Credo alla necessità di vincere e convincere; così come alla lealtà di perdere e di lasciarsi convincere. Io sono una folla, come scriveva Fede sui muri, ma con un senso forse capovolto: piuttosto che reiterare me stesso all'infinito per sentirmi meno solo, vorrei -talvolta- rendere me stesso un "io" simile agli altri, per fare numero.

* * * *
"Il mucchio non è mai abbastanza", diceva Serra ieri, e aveva ragione. Si è realizzato il mio piccolo sogno di ordine e pulizia, dunque, ma nella sconfitta. Curioso, no? Almeno, va dato atto agli astenuti che non è colpa loro questo risultato. La maggior parte degli italiani ha votato, oltre l'80%, e ha votato come me, il meno peggio. In altri scenari avremmo un Berlusconi comunque vittorioso, ma su un'opposizione ancora più frammentata.
Come dicono Francesca e Federico, il Parlamento finisce purtroppo per rappresentare un popolo, un popolo nel quale non si identificano. Capisco il loro stato d'animo. Scherzosamente, ogni tanto li invito a guardare la Nazionale di calcio con un piatto di spaghetti e una birrozza in mano: non è per acquisire un "valore aggiunto" (quello patriottico, nel quale neanch'io credo) ma per affibbiare, semmai, un "disvalore" alle proprie convinzioni individualiste, scettiche fino all'inverosimile, refrattarie alla massa. Partecipare alla massa, invece, essere "mucchio" pur col proprio bagalio individuale, può servire secondo me a vivere meglio il mondo. A conoscerlo meglio, prenderne vera ispirazione, guidare e lasciarsi guidare.
Per questo invito Francesca e Federica non a rinunciare alle proprie battaglie individuali, alla propria ricerca (sulla "mentalità", sul "vero significato"): è una lotta che -ne sono sicuro- è sincera e va continuata.
Ma nello stesso tempo li pregherei di non immaginarsi in un isola (Federico sì, in effetti, ma parlavo in senso astratto), perché queste prima o poi vengono travolte dalle correnti: la Storia entra nella persino nella camera da letto (ambientazione preferita dal Fede suddetto) con la violenza di un sampietrino (avete visto The Dreamers? A me non è piaciuto, ma quella scena è la più azzeccata del film).
Alla fine di tutto, credo nel Potere e nell'incapacità degli uomini di autogovernarsi: sono hobbesiano nel profondo, e non ci posso far niente. In questo non voglio fare nessun proselito. Ma credo anche nella partecipazione, nella capacità degli uomini di prendere parte al sommovimento della Storia, di decidere cosa essere e di non lasciarsi trasportare. Insieme, tuttavia. Non da soli. "La libertà non è star sopra un albero, non è neanche il volo di un moscone, la libertà non è uno spazio libero", cantava Gaber, e credo anche a questo.

THE GRADUATE (quella con le tette grosse)

le foto di questa serata boudoir al Lacerba le trovate su
http://www.flickr.com/photos/filoceredi/

Recinzioni - THE "100 MOVIES I CAN'T LIVE WITHOUT" LIST

#94 - Il conformista
Un film di Bernardo Bertolucci. Con Jean-Louis Trintignant, Stefania Sandrelli, Dominique Sanda, Gastone Moschin, Enzo Tarascio, Yvonne Sanson, Fosco Giachetti, Giuseppe Addobbati, Carlo Gaddi, Massimo Sarchielli, Alessandro Haber, Christian Alegny, Benedetto Benedetti, José Quaglio, Pierre Clémenti, Luciano Rossi, Milly. Genere Drammatico, colore 116 minuti. - Produzione Italia 1970.



Il desiderio di normalità trasforma Marcello Clerici in sicario del regime fascista. Va a Parigi a uccidere un suo ex professore fuoriuscito. Il 25 luglio 1943 fa una tremenda scoperta. È il più inventato e liberamente critico dei film tratti da Moravia, di raffinata eleganza figurativa e di trascinante invenzione stilistica, pur con qualche compiacimento. Il sesso e il fascismo sono i suoi due poli. Restaurato nel 1993 con l'aggiunta di un episodio scartato al montaggio.

lunedì 14 aprile 2008

Le elezioni su MeltingMinds

Votanti: 15

Affluenza: 75%

fennesz live domani sera

Fennesz è un capo assoluto, e su questo non ci piove.
speriamo che il cielo domanisera mi prenda sulla parola.
io e abdul ci andiamo.
per chi vuole ci vediamo li!

Consolazioni.

"Non si può far finta di niente. Queste elezioni sono una svolta epocale. Da domani il paese non sarà più lo stesso. E’ inutile negare che in questo modo si esce da uno stallo secolare. Il popolo ha voluto la sua libertà. Ha parlato chiaro. E quando il popolo parla, bisogna ascoltare. Anche quando la sua parola non ci piace."



Consoliamoci col Nepal.

L'angolo sexy...?

Le splendide immagini che seguono provengono dal sexy-calendario di beneficenza delle mamme di una scuola elementare di Salamanca. Nonostante le splendide doti delle modelle - le mamme - il calendario ha avuto così poco successo commerciale che le pormotrici si trovano adesso oberate dal debito con la stamperia (9mila euro).
Solidarizziamo con il coraggio di queste mamme e con la loro audacia estetica.
Nella speranza che queste avanguardistiche porvocazioni, un giorno, possano essere apprezzate anche nei migliori musei d'arte contemporanea.
E che i figli delle coraggiose crescano ciechi..



Recinzioni - THE "100 MOVIES I CAN'T LIVE WITHOUT" LIST

# 95 - La grande illusione
(La grande illusion)
Un film di Jean Renoir. Con Jean Gabin, Pierre Fresnay, Erich von Stroheim, Dita Parlo, Marcel Dalio, Julien Carette, Georges Péclet, Werner Florian, Jean Dasté, Sylvain Itkine, Gaston Modot. Genere Drammatico, b/n 114 minuti. - Produzione Francia 1937.



Durante la guerra 1914-18 due aviatori francesi prigionieri, un aristocratico e un proletario, sono inviati in un castello trasformato in campo di concentramento, comandato da un asso dell'aviazione tedesca. Alcuni prigionieri evadono. Un capolavoro di J. Renoir, e dell'umanesimo al cinema. La verità – dei fatti, dei personaggi, dell'atmosfera – si fa poesia in un accorato messaggio pacifista più che antimilitarista che non trascura le differenze sociali. Scritto da Renoir con Charles Spaak, possiede una generosa ricchezza ideologica che nasce dalla sua ambiguità. Grande galleria di personaggi: P. Fresnay, J. Gabin, E. von Stroheim, M. Dalio. Molte sequenze memorabili tra cui la più famosa è quella dei prigionieri francesi, travestiti da donna che cantano la “Marsigliese”. Premiato a Venezia, fu proibito in Italia e Germania. Insieme a La passion de Jeanne d'Arc (1928) di Carl T. Dreyer, è il solo film francese che figura stabilmente nelle classifiche dei “dieci migliori film della storia del cinema”. Col medesimo titolo – The Great Illusion – nel 1910 uscì un libro dell'inglese Norman Angell, amico di Bertrand Russell, che s'interrogava sui vantaggi che i vari paesi europei avrebbero ricavato da una guerra tra loro.

Recinzioni - THE "100 MOVIES I CAN'T LIVE WITHOUT" LIST

#96 - La meglio gioventù
Un film di Marco Tullio Giordana. Con Luigi Lo Cascio, Adriana Asti, Sonia Bergamasco, Maya Sansa, Fabrizio Gifuni, Jasmine Trinca, Alessio Boni, Camilla Filippi, Valentina Carnelutti, Andrea Tidona, Lidia Vitale, Greta Cavuoti, Riccardo Scamarcio. Genere Drammatico, colore 360 minuti.



Saga dei borghesi Carati, padre romano e madre milanese con due figli maschi e due femmine, dall'estate 1966 ai giorni nostri. Tre generazioni, da Roma a Palermo, da Capo Nord alla val d'Orcia, toccando alcuni dei grandi eventi collettivi di quel terzo di secolo: l'alluvione di Firenze (4-11-1966), i movimenti giovanili, l'antipsichiatria, la lotta armata tra i '70 e gli '80, la strage mafiosa di Capaci (1992). Di questo film corale – 6 ore in due atti – sono protagonisti i due fratelli Nicola, psichiatra basagliano, e Matteo, spigoloso poliziotto, entrambi figli del '68. Compatta e complessa sceneggiatura di Sandro Petraglia e Stefano Rulli con simmetrie, conflitti, incalzare di avvenimenti e sottigliezza psicologica, passioni e compassione, coraggio e tenerezza, scarti del caso e decisioni personali. Probabilmente è il risultato più ammirevole del loro lungo lavoro di sceneggiatori così com'è il più maturo e felice film di M.T. Giordana che alla maturità era giunto con I cento passi. L'alchimia e la sintonia fra i tre ha del miracoloso nel cinema italiano del primo 2000. In questo film di memoria – fedele al suo titolo che è di Pasolini, ma prima ancora di una canzone alpina della guerra 1915-18 – contano anzitutto i personaggi: non perché siano tipici o esemplari, determinati dagli avvenimenti: gli autori, anzi, ne hanno privilegiato l'irripetibilità e la singolarità. Alle virtù dello stile si aggiunge una lucida volontà di comunicazione emotiva con lo spettatore: ha il momento più alto nella sequenza dei libri (una grande A. Asti) dopo il suicidio di Matteo; qua e là nel 2° atto s'inoltra nel territorio del mélo, persino ruffiano nel finale, l'unica caduta di gusto che gli possiamo rimproverare.
6 David di Donatello e 6 Nastri d'argento. Premiato a “Un certain régard” di Cannes 2003. Prodotto dalla RAI i cui responsabili – per incompetenza e/o ignavia – ne hanno ritardato la messa in onda.

Await / L'attesa