mercoledì 30 gennaio 2008

MI ALLIBISCO SEMPRE PIU'

SUI POLITICI DI OGGI CI SCATARRO SU





Blu Notte - Il Mostro di Poggibonsi

La domenica è il giorno in cui, tra le poche cose che si ha voglia di fare, si ascoltano canzoni dimenticate nell'hard disk, si guardano trasmissioni a orari improponibili, o film d'essay scaricati abusivamente. Io vi propongo di condividere con me una delle delizie domenicali: guardare vecchie puntate di Blu Notte. Questa è una delle più incredibili, a mio avviso:



"La storia che stiamo per raccontarvi è una storia terribile. Fatta di orrori, scoperte macabre, indagini, sospetti, atroci verità. La storia che stiamo per raccontarvi può sembrare un romanzo, ma non lo è. La storia che stiamo per raccontarvi è quella del mostro di Poggibonsi".


"E’ ormai diventato quasi un luogo comune: di mostruoso a Poggibonsi, dal 1968 ad oggi, non ci sono stati solo i delitti del mostro (o dei mostri come ha fin qui stabilito la giustizia). Se possibile ancora più mostruoso è stato il modo in cui sono state condotte le inchieste sugli otto duplici omicidi che si sono succeduti in un arco di tempo compreso tra il 1968 e il 1985. Con il risultato che ancora oggi è difficile trovare qualcuno in Italia che creda davvero che il caso del mostro di Poggibonsi sia un caso risolto."



Salvatore Lo Ciacio nel 1990: era lui il mostro?



"I reati del mostro di Poggibonsi si sono sviluppati nell'arco di almeno un decennio (se si eccettua il delitto del 1968, già giudicato e non incluso dalla condanna a carico di Salvatore Lo Ciacio, cabarettista e pianista di piano bar, unico indagato nella vicenda), e hanno riguardato quasi sempre giovani coppie appartatesi nella campagna fiorentina in cerca di intimità."


Dal documentario "Poggibonsi sinonimo di morte", messo in onda il 9-4-1981 dalla RAI.

"Le costanti della vicenda non sono però limitate alla tipologia delle vittime, ma si estendono ai mezzi usati e al modus operandi dell'omicida; i delitti sono avvenuti nelle medesime circostanze, in luoghi appartati e nelle notti di novilunio, o comunque con cielo coperto, quasi sempre d'estate. È sempre stata usata la stessa arma: una pistola Beretta serie 70, calibro 22 Long Rifle. In quattro degli otto duplici delitti, l'assassino ha asportato parti anatomiche dai cadaveri delle donne uccise. I luoghi dei delitti (Vicchio, Calenzano, Scopeti, ecc.) erano per lo più stradine sterrate nascoste, adatte a garantire intimità alle coppie di amanti. Ciò ha portato a pensare che l'assassino fosse una persona esperta dei luoghi e ad ipotizzare che seguisse le sue vittime a distanza."



La locandina di "Sasà l'assassino" (P. Moss, 2003)


"[...] Natalino Mele si risveglia al primo colpo esploso, ma non sarà mai in grado di asserire con certezza di aver visto chi aveva in mano la pistola. Qualcuno lo caricherà in spalle subito dopo il delitto e lo condurrà attraverso la campagna, cantandogli La tramontana, una canzone molto di moda quell'estate (1968, ndA), fino a lasciarlo in Via Vingone, a due chilometri di distanza, davanti ad un casolare nel comune di Campi Bisenzio . Il padrone di casa viene svegliato attorno alle due di notte dal bambino che gli dirà: "Aprimi la porta che ho sonno e ho il babbo malato a letto. Dopo mi accompagni a casa, perché c'è la mì mamma e lo zio che sono morti in macchina."

martedì 29 gennaio 2008

Tuttiinsiemeappassionatamente...

Ehilà AMICI!!!
(mmh quasi mi spaventa dire questa parola con i post che girano in questo periodo)

facciamo così...

Ehilà "conoscenti"!!! (questa è proprio brutta però....)

va beh..

si va bere a qualcosa stasera? una cosa veloce dopo cena... tipo all'acerba o da qualche altra parte se avete qualche bella idea...
Dai, dai che io a causa influenza me ne sono restato a casa tutto il week-end :-(
A stasera allora...

Cats that look like Hitler!

Scusate, oggi ho scritto un pò troppo.... ma non potevo esimermi dal farvi notare che esiste un blog solo sui gatti che assomigliano a Hitler... sto male.

CONTROLLO

Oggi ho scritto il mio primo racconto... non o perchè ero lì seduta a studiare e si è configurato nella mia testa.
Eccolo, siate clementi.

CONTROLLO

“Sto male. Sto male.”
Quelle due parole le perforavano il cervello. “Forse sono come quei vermi…”, sì quelli che aveva visto la sera prima in una puntata CSI. Li riusciva a vedere: il corpicino viscido e giallo che si contorceva mentre scavava e mangiava il suo cervello. Siete mai stati mangiati vivi da qualcosa? È un dolore intenso, non insopportabile, ma continuo. Piacevole.

Provò ad alzarsi, ma sentiva come se ogni parte del suo corpo non potesse sostenere il peso… per via dei buchi che quei vermi lasciano per mangiare. Sono gallerie piccole e strette che si insinuano fin dentro, in profondità. Questi esserini affascinanti la tormentavano.

“Hanno preso il controllo del mio corpo.”
Un processo lungo ed inesorabile dove lei era solo lo scenario. Ha cercato di raccogliere tutte le sue forze e di gridare “aiuto”. In realtà non ha gridato: lei lo aveva sentito quell’urlo, ma le onde sonore non erano andate oltre la sua testa.

“Controllo, devo ritrovare il controllo.”
È una situazione buffa. Si mise a ridere. Nessuno le aveva mai spiegato in cosa consistesse prendere il controllo. Nessuno le aveva detto le azioni che avrebbe dovuto fare, le cose che avrebbe dovuto pensare.

Sara si sentiva debole, totalmente fuori controllo. Rise di nuovo. Trova davvero ironico come pur non sapendo cosa fosse il controllo, sentiva di non farne parte. “Molto postmoderno” pensò.

“Forse devo riuscire solo a crearmi una realtà dove poter esistere.”
Poi pensò che riuscire a trovare il modo di esistere fosse ancora più complesso che trovare il modo di controllare.

Sara era una ragazza strana. Così la definivano tutti; lei preferiva curiosa. In effetti si sentiva proprio così: curiosa.

Sto male. Sto male.
“Eccole, sono ritornate.”
Sara iniziava a pensare di non potersene più liberare. Non erano dei parassiti normali. Non sono come dei pidocchi, dove basta uno shampoo apposito per farli soffocare. Questi vermi non potevano soffocare.

Per un attimo riaprì gli occhi. Era distesa completamente nuda. I polsi le facevano male. Provò a muoverli, ma erano come incastrati. Allora si concentrò sulla bocca. “Prova a parlare” si disse. Non accadde nulla, era come se fosse stata dal dentista: tutti i muscoli completamente bloccati. “E’ colpa dei vermi” disse di nuovo a se stessa.

Si accorse, d’un tratto, che poteva muovere la testa. La girò, facendo attenzione; i vermi potevano avere scavato anche il collo.
Vide che i suoi polsi erano legati.

In quel momento sentì una sensazione di freddo pervadere il suo corpo, le mancava il respiro. Il sangue era bloccato e il suo cuore pompava come un matto. “Ecco è la fine, i vermi sono arrivati al cuore.”
Poi d’un tratto un piacere intenso. Non aveva mai provato una cosa simile. Attraversava ogni singola vena, ogni singolo capillare. Tutto il corpo era elettrizzato.

Lui mollò la presa. La vide cercare l’ossigeno. Era soddisfatto.
La lasciò lì qualche istante, il tempo di assaporare la sensazione di controllo che si mescolava con l’orgasmo. Provava per quell’essere nudo che si contorceva sul suo letto qualcosa che non riusciva a definire. La odiava perché, nonostante riuscisse ad avere il controllo sulle sue sensazioni fisiche, non aveva il controllo sulla sua definizione. Che cosa fosse Sara, nella sua testa non riusciva a capirlo.

Fu pervaso da una sensazione di odio e di disgusto.
Prese il nastro di raso, la bendò.
Sentiva il suo sangue pompare verso il basso ventre. Lo doveva fare di nuovo, ne aveva bisogno. Doveva riavere il controllo su di lei.
Si insinuò come un verme dentro di lei. Sì, gli sarebbe piaciuto essere uno di quei vermi che avevano visto la sera prima in televisione, in quel programma americano… CSI. Gli sarebbe piaciuto scavare dentro di lei una via fino al suo cuore.

Iniziò a muoversi. Spingi, rilassa, spingi, rilassa, spingi, rilassa. Le mise le mani intorno al collo e iniziò a soffocarla.

lunedì 28 gennaio 2008

DE AMICIZIA

La parola amico è importante e da usare con parsimonia. Ma cos'è un amico? La definizione che viene data non è univoca e ultimamente mi sto domandando se, prima di iniziare un rapporto di amicizia, non sia meglio mettere in chiaro "le regole del gioco". L'altra sera mi sono trovata ad affrontare una discussione simile.

Il periodo che sto passando non è dei migliori, sto avendo grossissime difficoltà ad affrontare cose semplicissime. In questi ultimi mesi ho avuto un disperato bisogno di qualcuno che mi desse sostegno, che mi aiutasse a trovare una possibile via d'uscita. Qualcuno che si fermasse un attimo e trovasse il tempo di aiutarmi. In fondo io ho sempre visto gli amici come coloro che quando cadi, indipendentemente da tutto, si fermano un attimo e ti aiutano a rialzarti, perché finire il percorso con le persone a cui tieni e sempre meglio che finirlo più efficientemente, ma soli.

Essere amici vuol dire riconoscere le debolezze degli altri ed accettarli proprio per quelle. L'amicizia è una scelta di campo impegnativa, non è fatta solo di belle chiacchierate e scambi di informazioni. E' soprattutto un impegno, per questo gli amici si scelgono.

Io i miei amici li ho scelti, ma mi sono resa conto che loro non hanno scelto me. Ho visto, nel momento in cui ho iniziato a chiedere, una totale mancanza di ascolto. E' facile proclamarsi amici di qualcuno fintanto che non ti viene richiesto nulla. Nel momento in cui ho chiesto davvero supporto, mi sono sentita rispondere che dovevo risolvere da sola i miei problemi.
Questo è vero, ma infatti io non ho chiesto una soluzione, ma un appoggio.

Scegliere di essere amico di qualcuno non è obbligatorio e non si misura in base al periodo di frequentazione. Mi piacerebbe che i miei ipotetici amici mi dicessero chiaramente se questo impegno è troppo gravoso per loro. Per me non c'è nessun problema. Adoro le persone chiare, li rispetterei ancora di più.

domenica 27 gennaio 2008

Linee programmatiche.

Salve a tutti,
ecco alcuni degli argomenti che delizieranno (...) il blog nei prossimi 100 giorni. Siete liberi di esprimere le vostre preferenze e di scegliere le priorità. Se non dovessi rispettare questo programma non mi ripresenterò su queste pagine nei 100 giorni successivi.
In fede, PM


1) Il caso (ormai dimenticato) del "Mostro di Poggibonsi"
2) Pensieri e riflessioni dell'Utente Anonimo
3) Il Fine Ultimo di Ogni Conquista (capitolo 14 e successivi)

sabato 26 gennaio 2008

Leitmotiv @ La Casa 139

Ecco le foto del concerto dei Leitmotiv at La Casa 139, Milan.
Scusate se ci ho messo un po' di tempo, ma ormai sono un'uomo impegnato che lavora per innalzare il PIL di questo paese... Le altre foto del concerto le trovate su artofziggy
Al prossimo concerto!!!! Rock 'n' Roll




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Quando si dice una campagna marketing geniale:

venerdì 25 gennaio 2008

Niente paura.



ORA che è passato del tempo ne parlo. Non della caduta del governo Prodi, ma di cosa scrivevo durante quel periodo convulso, bellissimo e feroce che è l'adolescenza.
Io non ho mai avuto un diario del cuore, ma avevo un'agenda di governo. Eh già. Scrivevo metodicamente e con dedizione ciò che avrei fatto da Presidente del Consiglio. Dovrebbe essere ancora lì, in qualche anfratto del mio hard disk, quel file .exl targato anno 2000, in cui elencavo le mie "proposte" di legge in fatto di immigrazione, legalità, famiglia, difesa nazionale. Devo dirvi anche, per correttezza, che la mia preoccupazione principale non era che questi intenti non si realizzassero, quanto piuttosto che venissero realizzati da altri.

La mia ossessione per la politica era quella di un adolescente che leggeva troppo i giornali e usciva poco dalle mura di casa; la mia ansia di cambiamento era dettata dall'impatto con la realtà che lasciava, invece, piuttosto freddini i miei coetanei - quasi tutti entrati nelle prime turbe ormonali. Tiravao la gente per la giacchetta e chiedevo spiegazioni e mi preoccupava lo stato della Nazione: le risposte quasi sempre erano: goditi la vita, non ci pensare.

In effetti in sette anni i volti, i protagonisti, le vicende, tranne pochissime eccezioni, sono rimasti sempre gli stessi. L'Eterno ritorno dell'uguale. La mia agenda, se aggiornata, subirebbe pochissime modifiche: il tratto ingenuo di un sedicenne potrebbe essere scambiato per un manifesto di qualche associato alla rete di Grillo & co. Eppure tutto questo mi da' anche un senso di inspiegato ottimismo.

Sì, avete capito bene. Ottimista, con un "nonostante" grande come il Pentagono. Nonostante tutto ciò che vediamo sembra rimandare ai nostri incubi peggiori, e sembra un precipizio senza fine dove si riconferma la sola regola del ritorno dell'Uguale (peggiorato, semmai): l'impossibile riforma elettorale, il sempre non-risolto conflitto di interessi, Fede che brinda in diretta, Vespa che gongola insieme a mezzo Vaticano. Ma soprattutto, un Berlusconi più pimpante che mai, con tutta la sua Armata Brancaleone, pronta a fare man bassa di ciò che aveva lasciato sul tavolo due anni fa. E in questo scenario orripilante, persino la bruciatura dell'unica figura presentabile come opposizione al Cavaliere, quel Veltroni che tanto sta scongiurando le elezioni, proprio perchè sa di poter pagare con la sconfitta l'infausto accavallarsi degli eventi.

Ma tutto questo non mi scompone perchè so come abbiamo vissuto anche negli anni più bui, come hanno fatto i nostri padri quando, prima di noi, avevano ancora meno possibilità di scelta. Diciamo la verità: durante gli anni più gretti del governo berlusconi, periodo storico che va dal 2001 al 2006, ci sono stati gli stravolgimenti più importanti della nostra vita; sono stati gli anni di maggiore espansione "creativa" da parte nostra, gli anni in cui abbiamo risolto -forse proprio grazie alla cupezza del contesto politico- molti dei conflitti che ci legavano al nostro vecchio passato "liceale"; sono gli anni, infine, dove siamo maturati alcune volte innamorandoci di noi stessi, altre volte rimanendo schifati di ciò che eravamo stati fino a quel momento. Al contrario, durante gli ultimi due anni, quelli del Cavaliere all'opposizione, molto dell'entusiasmo accumulato nelle "sperimentazioni" precedenti si è indiscutibilmente ridimensionato. Si è ristretto, è evaporato. Molti di noi sono andati via. Torneranno? Nessuno lo sa. Altri vogliono partire. Chissà dove, poi.

In definitiva non si può dire se siamo più felici o più infelici, certo è che un governo -qualunque governo- non influisce più di tanto sulle nostre scelte, sul nostro umore, sul nostro vivere la vita. E non c'entra il tanto blaterato distacco tra cittadini e "casta", no, c'entra piuttosto il nostro essere concentrati principalmente su noi stessi, com'è giusto che sia. E' la superficialità, diciamocelo, il segno che ci contraddistingue nella nostra epoca, e qualunque vento di cambiamento spesso è solo una leggera brezza.

C'è una commedia di De Filippo, da anni non replicata, che s'intitola La paura numero uno, e si svolge negli anni Cinquanta. Il protagonista, Matteo, è ossessionato da un'imminente "terza guerra mondiale" e per questo rende praticamente impossibile la vita a tutti. Per questo la sua famiglia, ormai esasperata, decide di realizzare uno scherzo atroce: un finto giornale radio, nel quale si annuncia, appunto, lo scoppio di un conflitto totale. Ma ecco lo stupore di tutti: Matteo è paradossalmente tranquillizzato dal materializzarsi delle sue fobie -che del resto aveva già vissuto- e assume per la prima volta in vita sua il controllo della situazione. Torna ad essere fiducioso. Alla futura suocera, invece, solitamente estranea ai fatti del mondo, la notizia risveglia recenti paure e un arcaico senso del possesso, tanto che mura il figlio in uno stanzino. Il terrore del passato grava sulla generazione che non riesce a comprenderlo.

Per questo sono ottimista. Chi è abituato a confrontarsi con il peggio e con i pericoli insiti nell'intorpidimento civile, è anche più allenato a sfidare certi demoni: uscire dal bunker dell'apatia non è più un rischio ma una sfida. Sono ottimista, perchè dopo i disastri c'è sempre qualcosa da ricostruire - dal letame nascono i fiori, cantava De Andre'. E poi perchè, in fondo, non c'è bisogno di colpi di Stato per stimolare la creatività, nè di suggestivi artifici letterari: eccola, la realtà, in tutta la sua disarmante scompostezza: è il finale che non finisce, il mostro-terribile-di-fine-livello, quello dei videogame di una volta, che scompare sempre ma non muore mai e si rigenera, pronto per stuzzicare la nostra adrenalina. La parola "fine" la possiamo mettere soltanto noi ed è lì, pronta ad essere scritta.

Lasciatemi dedicare le ultime righe a quei vigliacchi, miserrimi e scontati discorsi che già affiorano in certi salotti: le chiacchierate indignate di Eco con i suoi amici francesi; le prenotazioni Ryanair per la Francia di Michele Serra; la minaccia di suicidio di Grillo; quella di espatrio di tanti scribacchini intellettualoidi, sempre lì a prospettare "l'abbandono della nave". Ma questi figuri sono un po' come noi che scriviamo: eterni voltagabbana di se stessi; gente che starà sempre a galla, mentre chi veramente patisce e patirà un cambio di governo non può mai espatriare, non conosce la Ryainair, non ha amici francesi con i quali commiserare la solita Italietta.

E' tutto così tremendo, lo so. E così fragile è quel fascio di nervi che tiene insieme la volontà del singolo di fronte alle sfide, prima che si sfaldi in un reflusso di disillusione e cinismo. Ma non ci resta altra scelta. Ed con malcelata eccitazione che ricordo quel foglio di impegni presi con me stesso, da ragazzino, quando tante erano le cose da fare e l'entusiasmo era tanto. Fatti due conti, non vedo perche' allora, con i miei brufoli (pochi) e i miei complessi (molti), dovevo avere più motivi per essere ottimista. Ritorno ad essere l'inguaribile idealista di una volta. Quello che, anziché sentirsi martirizzato da quest'orda di barbarie, invita gli altri ad alzarsi e a reagire: niente paura, ci siamo qui noi.

WOMEN WILL NEVER UNDERSTAND

video

Concerto per utenti anonimi (e basso tuba)


si apre con la presente il
"Concerto per utenti anonimi (e basso tuba)".

Nella sezione commenti di questo post, gli utenti del blog sono invitati a darsi da fare:
ciascuno - firmandosi rigorosamente utente anonimo - potra' lasciare un verso (in senso poetico e in senso lato).
Tutti i versi, lasciati dai diversi utenti uno dopo l'altro, andranno a comporre il "concerto per utenti anonimi (e basso tuba)".
e' permesso agli utenti di partecipare piu' di una volta. diciamo da 1 a infinite volte.
il concerto e' virtualmente illimitato nel tempo: chissa' che tra duemila anni l'ultimo sopravvissuto della razza umana non si login come utente anonimo in questo blog e aggiunga un altro verso!

Ok, cosi', a vele spiegate verso l'arte 2.0!

buone notizie, "loro" stanno arrivando a salvarci...

25 gen 13:10 CRONACHE

BRATISLAVA (Slovacchia) - La televisione slovacca ha dato notizia di un piccolo meteorite che sarebbe caduta in una casa di Prievidza nella Slovacchia centrale. L'inquilina dell'appartamento, intervistata, si e' detta spavantata ma felice. Il meteorite ha sfondato la finestra della camera da letto: ''E' un meteorite ferroso con alto contenuto di pietra'', hanno constatato gli esperti che vorrebbero ora esaminarlo ma la donna si oppone: ''Lo voglio tenere per ricordo.'', ha detto. (Agr)

sul blog e' atterrata..


..una falena, che qui si dice "moth".
e quando una ragazza dalla bella voce pronuncia "moth", ti sembra di stare di notte e di volerti addormentare

richieste dal pubblico

Paolo, sto aspettando con trepidazione un tuo articolo sulla caduta del governo..

in tema di elezioni..

botta di culo

tornavo l'altro giorno da Firenze in treno e ho sbadatamente lasciato il cellulare sul sedile del treno eurostar-italia-provenienteda-napolicentrale-delleore-16-e-45. quando me ne sono accorto, ormai a 200 metri dalla stazione, la prima cosa che ho fatto é stata entrare in un bar e chiedere al barman se poteva chiamare il mio numero, giusto per controllare di non avercelo addosso o anche per capire se un'anima pia lo aveva trovato nel frattempo. arriva il gestore del bar e mi chiama il numero, non una, ma due volte: sempre occupato. comincio a temere il peggio. corricchio e m'affanno alla volta della stazione, salgo lo scalone, cerco il treno da cui sono venuto e lo trovo ancora lì, fermo, placido. monto su per vedere se c'é ancora qualcuno delle pulizie ma un africano col mocho mi dice che le pulizie sono già passate, che lui si occupa soltanto di pulire il ristorante-bar. checcazzo! dammi una mano, gli dico. saprai pure chi é passato a fare le dannate pulizie e dove posso trovarlo! no dice lui, per sapere chi ha fatto le dannate pulizie devo rivolgermi all'ufficio "mansioni" (o "Manzoni", non ho capito bene). l'ufficio Manzioni, diciamo così, si trova sotto ai binari in un lungo sottopasso. ci trovo un tipo magro coi capelli bianchi e la barba incolta, una specie di splinter modello milanese, che mi conduce all'ingresso dell'ufficio che altro non é che una porta bianca con scritto in pennarello nero "vietato l'ingreso agli estranei". fa capolino una cinese rotonda, completamente ignara del ritrovamento del mio cellulare, reticente nel dire chi ha pulito e quando. me ne vado, sconfitto, con lo splinter che mi fa notare quanta gente che passa sul treno una volta che si é fermato che loro neanche sanno. cazzo!
non mi resta che chiamare la wind e chiedere di bloccare il numero.

epilogo: il cellulare é stato ritrovato dal capo treno, il quale ha chiamato Giulia, la quale ha chiamato mia mamma che mi ha detto di andare a riprenderlo all''ufficio I.d.r. di fronte al binario 3. non me lo danno subito perché c'é stata "una controversia con l'assistenza" (non voglio immaginare) che ha fatto sì che il cellulare se lo tenesse il capo impianto, al momento assente. la mattina dopo il capo impianto c'é, non lo vedo, ma il mio cellulare é lì, vivo e vegeto, che risponde al PIN come le corde dell'arpa al tocco di Apollo. firmo e via. checculo!
e signoramia, vede che qualcuno di onesto c'é ancora in questo paese!

PELLE

Quando sono tornata a casa per le vacanze di natale, mia madre mi ha fatto leggere sull'espresso un articolo su un nuovo programma di All Music che stava rivoluzionando il modo di fare tv in Italia.

Parla con delle interviste della nuova vita sessuale dei cosidetti "giovani"...
A parte iniziare a domandarmi se davvero non sia troppo borghese, l'altra cosa che mi ha sconvolto nel vedere il programma è che c'era Grace...

ODDIO.

giovedì 24 gennaio 2008

TEST OCULISTICO

Mi hanno girato un piccolo test e non potevo esimermi dall'inoltrarvelo... anche perchè è carino...




SE NON RIUSCITE A LEGGERE NULLA, TIRATE GLI OCCHI IN MODO DA RENDERLI IN STILE GIAPPONESE...

NON CI RESTA CHE PIANGERE

Io purtroppo non ci trovo niente da ridere. Quello che è accaduto oggi è gravissimo.
Mi fa davvero schifo questo paese.
Sono davvero basita.

VOMITO SCHIFO DISGUSTO VOMITO SCHIFO DISGUSTO VOMITO SCHIFO DISGUSTO VOMITO SCHIFO DISGUSTO VOMITO SCHIFO DISGUSTO VOMITO SCHIFO DISGUSTO VOMITO SCHIFO DISGUSTO VOMITO SCHIFO DISGUSTO VOMITO SCHIFO DISGUSTO VOMITO SCHIFO DISGUSTO VOMITO SCHIFO DISGUSTO VOMITO SCHIFO DISGUSTO VOMITO SCHIFO DISGUSTO VOMITO SCHIFO DISGUSTO VOMITO SCHIFO DISGUSTO VOMITO SCHIFO DISGUSTO VOMITO SCHIFO DISGUSTO VOMITO SCHIFO DISGUSTO VOMITO SCHIFO DISGUSTO VOMITO SCHIFO DISGUSTO VOMITO SCHIFO DISGUSTO VOMITO SCHIFO DISGUSTO VOMITO SCHIFO DISGUSTO VOMITO SCHIFO DISGUSTO VOMITO SCHIFO DISGUSTO VOMITO SCHIFO DISGUSTO VOMITO SCHIFO DISGUSTO VOMITO SCHIFO DISGUSTO VOMITO SCHIFO DISGUSTO VOMITO SCHIFO DISGUSTO VOMITO SCHIFO DISGUSTO VOMITO SCHIFO DISGUSTO VOMITO SCHIFO DISGUSTO VOMITO SCHIFO DISGUSTO VOMITO SCHIFO DISGUSTO VOMITO SCHIFO DISGUSTO VOMITO SCHIFO DISGUSTO VOMITO SCHIFO DISGUSTO VOMITO SCHIFO DISGUSTO VOMITO SCHIFO DISGUSTO VOMITO SCHIFO DISGUSTO VOMITO SCHIFO DISGUSTO VOMITO SCHIFO DISGUSTO VOMITO SCHIFO DISGUSTO VOMITO SCHIFO DISGUSTO VOMITO SCHIFO DISGUSTO VOMITO SCHIFO DISGUSTO VOMITO SCHIFO DISGUSTO VOMITO SCHIFO DISGUSTO VOMITO SCHIFO DISGUSTO VOMITO SCHIFO DISGUSTO VOMITO SCHIFO DISGUSTO VOMITO SCHIFO DISGUSTO VOMITO SCHIFO DISGUSTO VOMITO SCHIFO DISGUSTO VOMITO SCHIFO DISGUSTO VOMITO SCHIFO DISGUSTO VOMITO SCHIFO DISGUSTO VOMITO SCHIFO DISGUSTO VOMITO SCHIFO DISGUSTO VOMITO SCHIFO DISGUSTO VOMITO SCHIFO DISGUSTO VOMITO SCHIFO DISGUSTO VOMITO SCHIFO DISGUSTO VOMITO SCHIFO DISGUSTO VOMITO SCHIFO DISGUSTO VOMITO SCHIFO DISGUSTO VOMITO SCHIFO DISGUSTO VOMITO SCHIFO DISGUSTO VOMITO SCHIFO DISGUSTO VOMITO SCHIFO DISGUSTO VOMITO SCHIFO DISGUSTO VOMITO SCHIFO DISGUSTO VOMITO SCHIFO DISGUSTO VOMITO SCHIFO DISGUSTO VOMITO SCHIFO DISGUSTO VOMITO SCHIFO DISGUSTO VOMITO SCHIFO DISGUSTO VOMITO SCHIFO DISGUSTO VOMITO SCHIFO DISGUSTO VOMITO SCHIFO DISGUSTO VOMITO SCHIFO DISGUSTO VOMITO SCHIFO DISGUSTO VOMITO SCHIFO DISGUSTO VOMITO SCHIFO DISGUSTO VOMITO SCHIFO DISGUSTO VOMITO SCHIFO DISGUSTO

e rido a crepapelle mentre faccio le crespelle

16:03 Malore di Cusumano in Aula per le urla di Barbato
Al termine del suo discorso nell'aula del Senato il senatore dell'Udeur Nuccio Cusumano si è sentito male. Il malore è arrivato dopo che il capogruppo del Campanile Barbato è entrato in Aula e andandogli incontro gli ha urlato in faccia "Pagliaccio, venduto". In aula intanto era scoppiato l'inferno con insulti - "cesso", "troia" e "frocio" - indirizzati a Cusumano. Il senatore è stato soccorso da colleghi e commessi, mentre il presidente Marini ha sospeso la seduta per cinque minuti. Cusumano, dopo essersi messo a piangere, si è sdraiato tra i banchi circondato dai colleghi, in attesa dell'arrivo del medico
(da Repubblica)

Idea per un'opera


sono appena tornato da EAT, una catena di fast food "biologici" in cui ogni tanto compro il panino del pranzo.
alla cassa quattro ragazze, piu' o meno mie coetanee, tutte straniere, sfinite.
una di loro richiamava l'attenzione della massa di clienti in fila gridando "Can I help anyone?".
Lo ripeteva in continuazione, in tono monocorde, come un lamento.
"Can I help anyone?", quando evidentemente era lei che aveva bisogno di aiuto.

ho immaginato una stanza, pareti bianche.
due gabbie ai due lati opposti, appoggiate su treppiedi.
in ciascuna un corvo nero, addomesticato, di quelli che parlano.
Uno dice semrpe "Can I help anyone?"
L'altro dice sempre "Next Please"

si', un giorno o l'altro faro' quest'opera.
cosi' diverro' ricco e apriro' una mia catena di fast food.

gli scherzetti di Dio


TRENTO - L'anziano fedele viene colto da infarto e muore sui banche della chiesa. Ma la Messa deve continuare. Accade a Trento, in una parrocchia di periferia dedicata alla Madonna Bianca, dove l'altra mattina un uomo di 86 anni, Pio Leita, si è accasciato sui banchi durante la Messa del mattino, vittima di un attacco di cuore fulminante che gli ha fatto perdere conoscenza, tra lo spavento dei presenti.
[...]
Impossibile rimuovere il corpo senza l'autorizzazione del magistrato di turno, vietato spostare l'anziano fedele - un affezionato della Messa mattutina - prima dell'arrivo dei necrofori comunali. Che fare? Il parroco Mario Peron, un sacerdote benvoluto dagli abitanti della zona, ha invitato i fedeli a prendere posto e ha ripreso la celebrazione della Messa di fronte a un pubblico incredulo. Ma la foto del morto sotto il lenzuolo, pubblicata su L'Adige, con i fedeli che gli voltano le spalle per seguire la preghiera del sacerdote ha acceso le polemiche: sono molti, anche tra i cattolici, a scandalizzarsi per la Messa celebrata con un morto nella navata.

"Dovevano fermarsi" in segno di rispetto per quell'uomo. Ma lui, il parroco, si è giustificato: "Che dovevo fare? La Messa andava celebrata, non è giusto farne un caso. Solo chi non conosce il funzionamento della Messa non capisce le ragioni della mia scelta. Non potevamo fermarci, eravamo riuniti in chiesa e abbiamo pregato per lui".

I familiari dell'anziano non vogliono accendere polemiche mentre un figlio, missionario in servizio in America Latina, ha scritto che il padre avrebbe approvato il proseguimento della celebrazione: "Purtroppo non posso essere presente - ha scritto - ma mio padre sarebbe stato d'accordo con la prosecuzione della Messa". Questa mattina invece, ore 10, proprio in quella chiesa sarà celebrata un'altra Messa, quella funebre, durante la quale forse il parroco darà nuove spiegazioni. Chi è entrato nella chiesa l'altra mattina ha descritto una situazione irreale, con i fedeli che hanno seguito l'invito del parroco senza capire bene la situazione. Altri fedeli sono entrati nell'edificio religioso quando la messa era ormai quasi conclusa e non hanno capito che lì, sotto quel lenzuolo bianco, c'era il corpo senza vita di Pio Leita.

rivolto a SSY, per favore..

Cari Ema, Fede, Fra, DArio e non so chi altri..mi sto occupando per vari motivi della situazione restauro mura spagnole-pubblicità, e memore dei vostri infiniti sbattimenti con SSY per la notte bianca di porta romana ho pensato che sicuramente voi foste a conoscenza dei "segreti massonici" che si celano nei meandri del quartiere. esiste un'associazione dei cittadini, un comitato di quartiere, o quant'altro? avete dei contatti?
so dell'esistenza dell'associazione mura spagnole, ma è fatta solo dai commercianti della zona, invece io cerco contatti tra i privati, per scoprire se c'è qualcuno che si è o si sta occupando della faccenda a livello di quartiere.
scopo della ricerca: capire se il quartiere si è mobilitato e fare delle interviste...sto aiutando un'amica giornalista a fare una video inchiesta..

grazie,
paladini postmoderni!!

P.S. ho utilizzato meltingminds perchè ho pensato fosse il modo più veloce per avere info,e dal momento che sono tutti al lavoro o a studiare non volevo rompere le palle telefonicamente. mi scuso con gli altri...

Crollano Wall Street e le borse asiatiche


alcuni investitori, colti dal panico, ricorrono all'estremo gesto.

haiku

ottimismo

sbucavo stamattina in piazzale Loreto baciata dal sole e sento un vecchio dietro di me che esclama: "oh, che meraviglia!"
certo, baciata dal sole, ma per effondersi in quel modo di fronte a piazzale Loreto ci vuole davvero un ottimismo irriducibile!

PARI OPPORTUNITA'

Buongiorno a tutti voi,
sono il ministro per le pari opportunità. Mi è stato riferito che su questo blog sono apparse delle immagini che offendono la dignità femminile.
Per questo ho deciso di usare il login di un vostro membro (scusate il gioco di parole) per postare qualcosa che possa rendere felici le donne e riparare all'insulto ricevuto precedentemente.
Cordiali saluti,
Barbara Pollastrini



P.S. coglierei l'occasione per richiede le quote azzurre nella moda italiana.

mercoledì 23 gennaio 2008

Oh Jesus.



Bazzicando per Internet ho trovato quest'interessante recensione:

"(...) Quando Mossetti si apprestava a consegnare nelle mani di uno sconosciuto editore un libello di nome Oh, Jesus! , non immaginava minimamente le conseguenze -gli stravolgimenti- che esso avrebbe provocato nel mondo editoriale. Eppure, in quell'italietta che viveva il suo terzo governo berlusconi, che vedeva sfilare ossequiosi tutti i rappresentanti istituzionali a baciare le pile dei Papi-martiri, che vedeva, soprattutto, tragicamente emigrare i suoi figli migliori in cerca fortuna all'estero, lo sconvolgimento era già in atto. Il capolavoro mossiano si prese l'onere -e l'onore- solo di favorire il gonfiarsi di quest'onda. Chi scrivi e chi scriverà di Oh, Jesus! non potrà prescindere da questo riconoscimento. La storia la conosciamo tutti: un noto attore hard, empio e miscredente, si ritrova a dover convivere per una settimana nientepopodimeno che con il Creatore in persona, per via di un disguido divino (cioè dopo l'ennesima invocazione del nome-di-colui). Il calvario è narrato con cadenze a volta tragicomiche, a volte grottescamente misticheggianti, con rimandi continui all'attualità e alla cronaca, alla storia e ai protagonisti di quel periodo. Non ce n'è per nessuno. Moltissimi i passaggi finiti, giustamente, nel "culto". L'arrivo del Nazareno al centro di un set porno, nel bel mezzo di un amplesso multiplo, è un pezzo da antologia che non si dimenticherà facilmente. Ristampato dalla Sperling&Kupfer (specializzata in thriller e horror) in occasione del decennale del Nobel ricevuto, questo mito sempreverde potrebbe divenire il testo sacro su cui decine di aspiranti scrittori potrebbero formarsi. E, perché no, una pietra di paragone imbarazzante per altri autori. Pahmuk, Roth e De Lillo sono avvisati." Wu Ming 5.


P. Mossetti - Oh Jesus!. Sperling & Kupfer, Milano 2016, Euro 15,5

I wanna be your dog.



"I cani non sono ammessi e neppure le persone strane". Con questa motivazione ad una coppia di "gotici" inglesi, Dani Graves di 25 anni e Tasha Maltby di 19, è stato impedito di salire in autobus in Gran Bretagna. Il ragazzo, infatti, teneva al guinzaglio la fidanzata proprio come un cagnolino. Nessuna violenza, ha giurato lei: "è una mia libera scelta essere il suo animale domestico" ha spiegato la ragazza al Daily Mail, "e non danneggia nessuno". Di diverso avviso il controllore del bus, che ha chiesto ai due di allontanarsi. La coppia però non si è arresa ed ha querelato l'azienda dei trasporti, dichiarandosi "vittima di una discriminazione".
Ovviamente il controllore è er mejo, ma c'è da dire che il deficiente alla quale la tettona si è sottomessa (e che ha capito tutto della vita. Voto: 7 per l'idea..) se non altro ha la compostezza di impugnare i suoi, di diritti civili...Voto: 3
Ho trovato su NazioneIndiana.com (sito di buone letture talvolta un po' onanistiche, nonche' fucina di discreti talenti letterari, che vi consiglio) questo testo che potrebbe interessare Fede..

Apologia del cattivo maestro
di
Toni Negri

1. Chi è un cattivo maestro? Riusciremo mai a dare una definizione, meglio, a risolvere il conflitto che costituisce il concetto stesso di «cattivo» «maestro»? Mi pongo questi problemi dal punto di vista della filosofia, che non è quello del diritto. Il conflitto tra la facoltà filosofica e quella giuridica può essere infatti estremo. Lo chiarisce bene Friedrich Nietzsche (Frammenti 1886-1887, in Colli-Montinari, Genealogia della morale, ed. it., p. 202):
«La questione se l’umanità abbia una tendenza al bene è preparata dalla questione se esiste un avvenimento che non si possa spiegare in nessun altro modo che con quella disposizione morale. Tale è la Rivoluzione». (continua)


Ciao ragazzi!!!

Allora nessuno vuole la mia macchina????

Paolo mi ha girato questa mail, che ne dite di andarci?

Dai così proviamo nuovi locali!!!


salve ragassuoli sono stato invitato venerdì ad un aperitivo in sto localehttp://www.miamilano.it/AperitiveBar/?action=scheda&id=26fate sape se vi va di venire per teo: se ti va dillo pure alla fra e compagnia bella se han voglia..per leo: mi han detto molto bello, pieno di figa (di modelle e non)..a prestoriguz

LA TEOLOGIA SECONDO WOODY ALLEN

"Tu mi dai fastidio perchè ti credi tanto un Dio!"
"Bé, dovrò pur prendere un modello a cui ispirarmi, no?"

Sono un ateo teologico esistenziale. Credo in un'intelligenza nell'universo, ad eccezione di qualche cantone svizzero.

"Dio esiste. Siamo fatti a sua immagine."
"E io sarei a sua immagine? Guardami. Credi che lui porti gli occhiali?"

Se viene fuori che c'è un Dio, io non credo che sia cattivo. Il peggio che si può dire di lui è che fondamentalmente è un disadattato.

ciao heat

lo so che è stupido farsi prendere dalla tristezza per queste cose, e che i sentimentalismi suscitati dalla lettura del quotidiano di prima mattina fanno poco bene. lo so che nel mondo ci sono ben altre cose importanti a cui pensare e so che uno che muore per overdose è un coglione, so anche che ora mi dispiace solo perchè il "magico mondo mediatico" mi ha inculcato nella testa l'esistenza di costui.
ma sono sincera, la morte di heat ledger mi addolora lo stesso, così..
ora alla maggior parte di voi non fregherà niente, ma io faccio un uso personale del blog questa mattina, perchè mi va di farlo.
heat ledger era il mio attore preferito, insieme a pochi altri, incredibilmente bello e pure simpatico per quel che ne so. non ha fatto film impegnati ma fa niente, mi piaceva ugualmente. morire a 28 anni per un errore personale è un peccato.
ciao cavaliere.

martedì 22 gennaio 2008

scartabellando, racconti

In attesa che Fede abbia nuovamente tempo per la sua vena da scrittore, mi prendo la libertà di riproporre una cosa che lui aveva scritto e che avevo postato sul mio blog.




Le sette. Era già tardi.

Chiuse i libri dell’università sul tavolo della cucina e accese la macchinetta del caffè. Doveva essere ben sveglia quella sera.

Mentre dalla macchinetta usciva un doppio rivolo di caffè caldo, Chiara andò in bagno a darsi un’occhiata. C’era molto da fare. Le sopracciglia erano ricresciute disordinate, le occhiaie invadevano buona parte degli zigomi. E la pelle...! Pallida come una malata.

Corse indietro a recuperare il caffè strabordante dalla tazzina.

Bevve silenziosamente, con gli occhi persi lungo le piastrelle.

Scorreva mentalmente il guardaroba che custodiva in camera, con la memoria di un pastore che conta il suo gregge.

Aveva appena comprato un vestitino azzurro, in un negozio di Porta Ticinese, che le piaceva da impazzire. Pensò alle scarpe con cui abbinarlo.

Mordicchiò un’unghia fino a consumarla, poi attaccò il polpastrello.

Gironzolava per la stanza con la punta del dito in bocca. Canticchiava. Le pupille le si stringevano e si allargavano ogni volta che entrava e usciva dall’armadio.

Per primo indossò il vestitino azzurro. Leggero sulle spalle, senza maniche, stringeva dolcemente la vita e i fianchi per poi scendere morbido lungo le gambe. Si girò, torcendo la testa per guardarsi allo specchio. Mmmmh.. Lo sfilò con cura e l’appoggiò su una sedia.

Uno dopo l’altro estrasse dall’armadio tutti i vestiti. La sua espressione cambiava ogni volta davanti allo specchio. Alcuni le rimasero addosso per un po’, osservati con attenzione, altri sparirono al primo sguardo. Il letto scomparve lentamente sotto gli abiti.

Accese lo stereo su una stazione che trasmetteva musica pop sudamericana.

Si annusò le ascelle. Si toccò le gambe, passando il palmo della mano lungo il polpaccio. Si tolse tutto tranne il tanga nero e riprese a gironzolare per casa. Emozionata, agitata. I piedi nudi calpestavano indifferenti la sporcizia del corridoio e del bagno. Prese un paio di vecchie pantofole e le appoggiò sul bordo del tappeto sotto il lavandino. Entrò nella vasca e in piedi, spruzzando tutt’attorno, si fece una lunga doccia calda. La spugna scivolava frizionando la pelle e le mucose. Il profumo del bagnoschiuma allo zucchero a velo invase l’aria e le diede un senso di infinito benessere. Bella. Bella. Ad occhi chiusi sotto il getto d’acqua si sentiva già più bella. Da mangiare. Si baciò una spalla e la punta della lingua leccò la pelle del braccio. Il bagnoschiuma aveva un sapore amarissimo e al riportò alla realtà.

Dovevano essere le sette e mezza, aveva solo mezz’ora.

E lui…lui sarebbe stato puntuale. Come sempre.

Riempì il lavandino d’acqua calda per scaldare la ceretta.

Aprì l’asciugamano bagnato e si sedette sul letto.

Il colore dell’impasto la disgustava, e ancora di più la disgustavano le strisce usate, piene di piccoli peli neri.

Accese il phon. Piacevole, caldo suono del phon. Le faceva nascere sensazioni e ricordi indefinibili. Come una carezza profonda, un senso di casa. Chiusegli occhi mentre si passava il getto caldo sulla pancia. Vide il volto di lui, le sue mani. Un piccolo brivido salì lungo le braccia. La cera era pronta. Appoggiò il phon acceso sul cuscino e applicò le strisce. Pensò al freddo pungente della neve. Strappo. All’acqua del mare di notte. Strappo. Pensò alle sue gambe lisce. Strappo. Alle mani di lui. Strappo.

Prima di passare i capelli nella piastra cercò le creme per il corpo. La stanza era in un disordine incredibile. Cumuli di vestiti, borse, libri e biancheria spuntavano ovunque. L’unico spazio ordinato era il ripiano sotto il grande specchio, dov’erano allineate le creme. Scelse l’idratante al profumo di vaniglia. L’annusò. Ancora liceale, aveva un profumo alla vaniglia che usava spesso. Lo metteva sempre prima di andare a casa del suo fidanzato di allora. E quando tornava a casa la vaniglia s’era mischiata a mille nuovi odori.

Le otto meno un quarto!

Tardi!

Ma la piastra richiede il giusto tempo e attenzione.

Sentì i capelli lunghi e lisci sul dorso della mano.

Piegata verso lo specchio passò il fondotinta e poi la terra. Gli occhi seguivano attenti il lavoro del pennello sulle guance. Prese un rossetto acceso con i brillantini. Un po’ di ombretto color del bronzo. Poi la matita. E il rimmel.

Indossò il vestito azzurro. Attraverso la trama leggera del tessuto si intravedevano le gambe.

Salì su un paio di scarpe con la zeppa. La tensione delle cosce le diede coscienza di essere più alta di dieci centimetri.

Otto meno cinque.

Uscì dalla stanza lentamente. Il corridoio dell’ingresso era buio e la porta della sala si scorgeva a malapena sul fondo. Fece scivolare la mano sullo stipite prima di chiudersi la porta alle spalle. Pochi passi, al ritmo leggero del respiro. Era tutto perfetto, quando girò la miglia e entrò nella sala. Il buio che avvolgeva i divani era rischiarato dalla luce dei lampioni.

Sul tavolino al centro della stanza una bottiglia di vino rosso ed un bicchiere. Ne versò un poco.

Si sedette sul divano, sorseggiando il vino. Guardò l’ora segnata sul display del videoregistratore.

Le sette e cinquantanove.

È pronta.

Il canale già sintonizzato.

Accende la tivù.

Espira profondamente, affoga la bocca nel bicchiere.

Ancora pochi attimi, e sullo schermo appare Lui, “profumato”, splendente….

…Puntuale, come sempre.

Come tutti i martedì sera.

27 settembre 2006

Federico

LA SCORPACCIATA INFAME, parte 49

Chi era pratico del mio malandatissimo blog non si sconvolgerà troppo, visti i tempi che corrono, del trasferimento su MeltingMinds della mia rubrica più cafona e fascistoide:
LA SCORPACCIATA INFAME!
Daje!

  1. Poche figure sono state pompate dallo star system come Amy Winehouse: sulla voce non si descute, sul talento nemmeno. Ma dire che è una delle cantanti più sexy del momento, beh, mi è sembrato un insulto alla bellezza.
    Ma dico, i giornali l'hanno vista bene? Fisico da anoressica cocainomane, testa sproporzionata rispetto al corpo, capigliatura orribile, trucco da pornoattrice disfatt, bocca esageratamente larga, denti storti e nasone. Aggiungo: tutto questo ha l'aggravante d'essere stato accuratamente pianificato dagli addetti stampa (vedi caso Pete Doherty-Kate Moss).
    Insomma, inqualificabile. Voto: 5

  2. Sempre dalla GB, una notizia che farà contento Fede: alle ragazze inglesi stanno venendo su le tette grosse. Non si è capito bene il motivo, però. Forse eccesso di farmaci per la menopausa, forse l'alcool, forse l'obesità. Complimenti. Voto: 7

  3. Ora iniziamo con le chicche internettiane:Audiosurf, un incrocio fra puzzle e racing game, costruisce il terreno di gioco basandosi su qualsiasi file mp3 gli viene dato in pasto, e fa in modo che tutte le interazioni con i blocchi colorati che scorrono sulle tre corsie siano perfettamente a tempo con la musica.Il risultato? Un’esperienza sempre diversa e affascinante, che trascende la competizione: osservate ad esempio le differenze fra le piste generate da Mr. Blue Sky degli Electric Light Orchestra e da Inside and Out di Feist.Il gioco uscirà a febbraio e sarà a pagamento, ma è già disponibile una demo limitata che da sola vale oro. Imperdibile se avete una macchina Windows su cui installarla. .::.
    Link: Audiosurf Beta Preview (via Waxy). .::.

  4. - Why Humans Have Sex (Pdf, 475 Kb). Da uno studio condotto su un campione di circa 500 uomini e donne escono fuori ben 273 motivi per cui può valere la pena fare sesso, alcuni dei quali sorprendenti (”I wanted to get rid of a headache”), altri meno (”I wanted to change the topic of conversation”). .::.

  5. Twitter! (beh, sort of) .::.

  6. Lana’s Dancing ASCII Kat. Ora, immaginatelo pieno di link… .::.

  7. Unforeseen circumstances. The Astrological Magazine chiude a causa di eventi imprevisti. Lol. (via Bad Astronomy). .::.

  8. FYI: Top 20 websites run by people under 30 (con due diciassettenni in classifica).

  9. Batman, un fumetto. Might be offensive. .::.

  10. A un anno esatto di distanza dalla pubblicazione del primo episodio esce dalla beta privata il seguito del miglior gioco della serie “Tower Defense”. L’interfaccia è curata fino alla maniacalità e lo schema di gioco presenta un’interessante variazione sul tema, garantendo parecchie ore rubate alla produttività. L’unico appunto che mi sento di muovere riguarda il livello di difficoltà: se sono riuscito io a completare i 50 livelli al primo tentativo, vuol dire che è troppo facile. Link: Flash Elementd TD 2 (via Slackdaddy). .::.

  11. Attualmente in mostra alla Gallery 1988 di Los Angeles. Link: Stan Lee Tribute Artwork. .::.

Puntate precedenti:

#1 #2 #3 #4 #5 #6 #7 #8 #9 #10 #11 #12 #13 #14 #15 #16 #17 #18 #19 #20 #21 #22 #23 #24 #25 #26 #27#28 #29 #30 #31 #32 #33 #34 #35 #36 #37 #38 #39#40 #41 #42 #43 #44 #45#46 #47 #48 #50 #51 #52 #53

Tell me soon

Ecco il secono video dei Rooney che avevo promesso alla Fra.
Ema, non te la prendere troppo, puoi sempre postare qualche video di Beyoncè... Hi hi!!!

Vendo auto



Ciao ragazzi!!!

Vendo la mia macchina, se qualcuno fosse interessato questo è tutto:

Ford Fiesta, 1.400i 16valvole, immatricolata nel luglio 1996, 98700 km, 3 porte,autoradio lettore CD+ingresso per collegare lettore mp3 o Ipod.
Prezzo di vendita €1.400 trattabili.

A volte ritornano



No comment.

lunedì 21 gennaio 2008

Se qualcuno fosse interessato...me lo dica!

FAHRENHEIT451 al Teatro Strehler:
Per Ronconi, Fahrenheit 451 è «una metafora, una sollecitazione, o ancora un monito alla "necessità della memoria". In questo senso, non è più necessario pensare al "futuro". La perdita di memoria è qualcosa che, da quando il romanzo ha visto la luce ad oggi, ha subito un'accelerazione esponenziale. Chiedersi il mondo dov'è, come è l'informazione, affrontare il problema della non-conoscenza. Insomma il tema della utilità della non-perdita di memoria mi sembra qualcosa tutto sommato ovvio, ma sensato, di cui parlare».Tramite Università Statale:
Mercoledi 30 gennaio ore 20:00, 14.00 euro
Mercoledi 6 febbraio ore 20:00, 14.00 euro
Giovedi 7 febbraio ore 20:00, 14.00 euro

Se qualcuno avesse voglia di andare a vedere questo spettacolo, in una di queste date ,me lo faccia sapere...così prenoto su internet...non dev'essere male!

Bifo

Ah, dimenticavo.
qualcosa meglio delle cyborg-tette (!!??): Bifo!

Sabato sono andato a una lecture alla Tate Britain dedicata ai "filosofi radicali" italo-francesi.
Tra gli altri, sono intervenuti Toni Negri e Franco Berardi detto "Bifo" (di cui allego foto in posa intellettuale)

Bifo!
Bifo e' un personaggio geniale e affascinante, tra i fondatori di Radio Alice a Bologna e d rekombinant.org.
vi invito a cercare qualcosa su di lui e a dare un'occhiata a quello che ha fatto. E' uno dei personaggi "(ex)underground" italiani che stimo di piu' per la sua capacita' di unire uno sguardo acuto sulla societa' ad un'azione profonda e precisa.

Naturalmente, l'ho tallonato fino a quando non mi ha dato la sua email.

Il resto della discussione, invece, e' stato uno strazio:
Toni Negri sembrava Fidel Castro al suo ultimo discorso prima del ricovero.
Maurizio Lazzarato, la moglie di Negri e altri personaggi di "alto spessore culturale e politico" hanno ammorbato le palle con interventi ultraccademici e inutili.
La "filosofia radicale" e' forse radicale come filosofia, ma sicuramente non in senso politico...

Bifo invece, naturalmente, ha fatto un intervento assurdo, teatrale e strabiliante.
Appena mi manda il testo dell'intervento lo posto da qualche parte.
Bifo!

scusate, ma mi sono accorto che in questo blog fin'ora e' mancato qualcosa


oh!
non potevo sopportare di stare in un posto dove non ci fosse nemmeno una foto di un paio di tette.
grazie.

le transoceaniche

Ho ritrovato questo paragrafo della "Gaia Scienza" del mio omonimo:

"Abbiamo lasciato la terra e ci siamo imbarcati sulla nave! Abbiamo tagliato i ponti alle nostre spalle - e non e' tutto: abbiamo tagliato la terra dietro di noi. Ebbene, navicella! Guardati innanzi! Ai tuoi fianchi c'e' l'oceano: e' vero, non sempre muggisce, a volte la sua distesa e' come seta e oro e trasognamento della bonta'. Ma verranno momenti in cui saprai che e' infinito e che non c'e' niente di piu' spaventevole dell'infinito. Oh, quel misero uccello che si e' sentito libero e urta ora nelle pareti di questa gabbia! Guai se ti coglie la nostalgia della terra, come se la' ci fosse stata piu' liberta' - e non esiste piu' "terra" alcuna".

mmmmm.....

domenica 20 gennaio 2008

Tributo ad Alda Merini...

Canzone per Alda Merini ( Roberto Vecchioni)
Noi qui dentro si vive in un lungo letargo,
si vive afferrandosi a qualunque sguardo,
contandosi i pezzi lasciati là fuori,
che sono i suoi lividi, che sono i miei fiori.
Io non scrivo più niente, mi legano i polsi,
ora l'unico tempo è nel tempo che colsi:
qui dentro il dolore è un ospite usuale,
ma l'amore che manca è l'amore che fa male.
Ogni uomo della vita mia
era il verso di una poesia
perduto, straziato, raccolto, abbracciato;
ogni amore della vita mia
ogni amore della vita mia
è cielo è voragine,
è terra che mangio
per vivere ancora

Dalla casa dei pazzi, da una nebbia lontana,
com'è dolce il ricordo di Dino Campana;
perchè basta anche un niente per essere felici,
basta vivere come le cose che dici,
e divederti in tutti gli amori che hai
per non perderti, perderti, perderti mai.

Cosa non si fa per vivere,
cosa non si fa per vivere,
guarda... Io sto vivendo;
cosa mi è costato vivere?
Cosa l'ho pagato vivere?
Figli, colpi di vento...
La mia bocca vuole vivere!
La mia mano vuole vivere!
Ora, in questo momento!
Il mio corpo vuole vivere!
La mia vita vuole vivere!
Amo, ti amo, ti sento!

Ogni uomo della vita mia
era il verso di una poesia
perduto, straziato, raccolto, abbracciato;
ogni amore della vita mia
ogni amore della vita mia
è cielo è voragine,
è terra che mangio
per vivere ancora.

Ed ecco Milva...Il testo di questa canzone è tratto da una poesia della Merini...
Se riuscite ad ascoltare la sanremese canzone,ascoltate prima di tutto il testo.

NON PAGATE IL CANONE!!!

Oggi durante la pausa ho acceso la tv, grande sbaglio di domenica. Su raidue e dico RAIDUE hanno mandato in onda le canzoni rifiutate al festival di San Remo...
C'erano due soggetti improponibili:

JO DONATELLO - IL GELATINO
(da notare quanta cazzo di gente c'è sotto il palco, incredibile! La chicca finale sono le tappe del tour)



GIGIONE - IL BALLO DEL CAVALLO
Da notare Gigione è il padre di Jo Donatello... ma allora è genetico!
Ho trovato questo video che mi faceva pisciare dal ridere (da notare lo squallore)

99 Problems



If your havin girl problems I feel bad for you son,
I got 99 problems but a bitch ain't one
.

C'è hip-hop e hip-hop. Non sono mai stato un fan del genere, ma dopo aver visto questo video di Jay-Z mi sono dovuto ricredere su questa faccia da cazzo, che ha nel portafoglio mezzo miliardo di dollari e soprattutto si sta fottendo alla bell'e meglio qualcosa come Beyoncè Knowles. Cosa pensa del mondo lo grida fin dai primi memorabili versi: non me ne fotte un cazzo dei tuoi problemi con le ragazze, io ne ho ben altri e adesso te li racconto. Eppure questo è il bello: inizia non il lamento del ghetto ma una percussione ritmata, violenta e adrenalinica, mai vista da queste parti. Un ritmo metallico e cafone. L'autore del crossover è quel genio di Rick Rubin, 40 anni, già creatore di quel gioiello epocale che fu Walk this way cantata dai Run DMC. E lui eccolo qui, insieme a Jay-Z, con quell'aspetto da barbone sfuggito da un penitenziario del Texas. Il video è diretto da Mark Romanek, maestro dell'arte del videoclip, già regista di capolavori come Scream di Micheal Jackson, Bedtime Stories di Madonna e soprattutto Hurt di Johnny Cash, tutti degni di essere proiettati in loop dal MOMA di NY.
Jay-Z e la sua Beyonce' in realtà passano le nottati a lavorare in studio, lui a 28 anni era già capo della Def Jam Record e lei a 15 già si faceva le trafile da una parte agli altra degli stati del Sud per sbattere il culo davanti a qualche produttore: sono due dannatissimi carri armati dell'industria e possono permettersi di dire e fare quello che vogliono.
Però questa non è finzione: la merda di quest'industria bellica è molto più vera del buonismo della nostra viscida industria culturale. Capite di cosa stiamo parlando? Stiamo parlando di sensazioni purissime, di carne, di fisicità. Tutte cose totalmente sconosciute all'hip-hop di casa nostra, cresciuto nei centri sociali e non nelle periferie. Qualcosa è cambiato con la nuova ondata: Co Sang, Fuossera, A67, ed anche qui si potrebbe aprire un intreccio di nomi e di fatti: si da il caso che i Co Sang siano stati lanciati grazie ad un articolo di Roberto Saviano quando ancora non era divenuto famoso per Gomorra; che il loro primo video è una copia quasi spudorata di 99 Problems; e che, infine, il loro ultimo video sia stato girato con la consulenza di un writer molto famoso, Kaf. Ma sono casi isolati.
E poi: dove c'è empatia d'intenti e dove bieca speculazione?
Ascoltate infine Hate it or love it dei Game, cantata niente di meno che da 50cc. Come si può apprezzare 50cc? Eppure è possibile, se vedete il video della canzone, che racconta della gioventù nera che si arruola per l'Iraq, e decifrate i testi in slang:
"Hate it or love it the under dog's on top
And I'm gon shine homie until my heart stop.
Go'head'n envy me i'm rap's MVP
and i ain't going no where so you can get to know me"
Secondo me sono stupendi. Qualcosa di ispirante, di fenomenale, che ti entra nelle vene anche se hai solo capito di sfuggita cosa significhi. E questo non è provincialismo: è sentire il richiamo delle cose, della terra e della realtà. E' sentire il soffio caldo della vita che ti brucia sul petto, qualcosa che non ho mai trovato nella fiacca, lacrimevole e segaiola musica di casa nostra.
Hit me!

Alla fine della fiera

Dopo aver sentito Rutelli, dopo aver sentito Mastella, dopo aver sentito Cicchitto, le uniche parole che mi hanno fatto riemergere dal disgusto sono -ci crederete?- quelle di Rosy Bindy: "Non sarò a San Pietro: seguirò l'Angelus da casa mia in tv, come faccio sempre quando sono con i miei genitori. Non ci sarò anche per non essere accomunata a chi, non andando mai a sentire l'Angelus, domani sarà invece presente allo scopo di rispondere alle adunate".

New Photos

Buona domenica a tutti!!!
Vi posto qui alcune delle prime foto scattate con la mia nuova macchina fotografica... figata!!
Le ho fatte alla Salumeria della musica al concerto di un tromettista barese di nome Gianluca Petrella... le altre le trovate su artofziggy



sabato 19 gennaio 2008

DE GLI ACQUISTI D'IMPULSO IN LIBRERIA.

OVVERO FRASI DA NERD CHE PIACCIONO AD UNA NERD CHE LEGGE UN LIBRO SCRITTO DA UN NERD CHE RACCONTA IL SUO RAPPORTO NERD CON I LIBRI CHE HA LETTO.

tratto da
"Memorie di un artista della delusione" di Jonathan Lethem (minimum fax; 2005; 268 pagine; prezzo 14 euro)

"Richiedevo alle opere d'arte di essere conformi alle mie aspettative, di dimostrarsi migliori della vita e in grado di redimerla. E in effetti io sono convinto che o siano, e che lo facciano. La mia vita è tutta basata su questa convinzione. Eppure, dalle opere d'arte pretendevo troppo: gli chiedevo anche di essere meno pericolose della vita e più appaganti, di essere una famiglia migliore. E questo non me lo potevano dare. Una volta sondate alla profondità a cui arrivavo io, tante opere d'arte di assoluto rispetto diventavano inconsistenti e anemiche.
Il fatto di dichiarare uno scrittore, un musicista o un regista il mio preferito, a quanto pare, implicava una specie di patto suicida con il mio entusiasmo. Ero l'artista della delusione."

Quelli che vorremmo voluti volere, ma non voleremo mai


Nella foto: Jack London con la figlia (1907)


Ancora una volta un post di Fede mi ha dato uno spunto per un'idea: proviamo, per una volta e con la massima spontaneità, ad elencare le persone, gli eroi o i personaggi di fantasia che hanno popolato maggiormente la nostra mente da bambini, da ragazzi e perchè no, anche da adulti. Insomma, la "Top-qualcosa" di chi avremmo voluto essere, o di chi ci ha maggiormente ispirato.
Ripercorrendo questa lista ho scoperto, così come Fede, che vi erano parecchi elementi inaspettatamente comuni. Quindi, ricostruire questo "album di famiglia" per ricostruire anche un po' noi stessi e le nostre radici. Siate sinceri, lo ripeto (non inserite per es. "Topo Gigio" sono per fare i fighi), e vedrete che sarà utile.
Calo le braghe in pubblico prima io, ovviamente:

- Stephen King (scrittore: per giocare nel suo ranch...)
- Eddie Brock (alias Venom, nemico/amico di Spider-Man)
-Guybrush Threepwood (protagonista del videogioco Monkey Island)
-Mick Jagger (cantante)
-Indro Montanelli (giornalista)
-Ernst Hemingway (scrittore)
-Jack London (scrittore)
-Alekòs Panagulìs (patriota)

WOMEN AS EXPLAINED BY ENGINEERS

Part I




















Part II
















Part III




















Part IV













Adwords Meltingminds

Questo è veramente curioso.... è la lista delle principali parole di ricerca immesse in google e che indirizzavano al nostro meltingminds... alcune sono veramente strane...le ho recuperate da Adwords che tiene conto di tutte queste analisi sul blog...
aaaah... l'importanza dei tag... fede tu sei ufficialmente nominato "mastro Tag"...


aperitivo mensa aem milano
emmanuel casto
emanuel casto
uovo magazine
sandra lonardo
www.terraefuoco.altervista.org
c' hai delle sbarbe a mano
casto emmanuel
dexter sigla
nonciclopedia bocconi
soko il kill her lyrics
terra dei fuochi
"biondi" "pietra dura"
"che bella la cappella"
"i non luoghi"
"mantovani" diritto sanitario
"tom porta"
"tom porta" guitar
"william hut" "road star"
8bit capodanno
abiti tradizionali danesi
all the best for 2008
analisi de principatibus novis qui
anche tu puoi partecipare con un verso al potente spettacolo
ansa colpo di stato italia
art-caffè via celestino iv milano
autocritica
azione neofuturista roma, palline
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