lunedì 30 giugno 2008

laurea francis


Signore e Signori ho il piacere di annunciarvi il tanto gaudente giorno della laurea della fra, detta francis, francis bacon, francis bean, frabbie, francescuzza, francy(solo dalla sua mamma),futura madre del piccolo "maradona piopio è megli 'e pelè"
il grande evento per chi riuscisse a partecipare si terrà domani 1 luglio in sede di via Festa del Perdono, ala nuova, vicino alla cuem(credo), alle ore 15.30/16...
..per chi si liberasse solo dopo si annunciano festeggiamenti goliardici in guastalla o giu di lì...NON MANCATE!!!!
per qualsiasi info contattate ufficio stampa lauree amici:gaia
vi voglio numerosi!!!!!!

sabato 28 giugno 2008

Recinzioni - The "100 MOVIES I CAN'T LIVE WITHOUT" List

#51 - Accattone
Un film di Pier Paolo Pasolini. Con Franco Citti, Franca Pasut, Adriana Asti, Silvana Corsini, Paola Guidi, Sergio Citti, Alfredo Leggi, Mario Cipriani, Umberto Bevilacqua, Edgardo Siroli, Polidor. Genere Drammatico, b/n 120 minuti. - Produzione Italia 1961.



Sottoproletario romano vive alle spalle di una prostituta che finisce in galera. Ne trova un'altra, se ne innamora e cerca un lavoro. Buono o cattivo, onesto o disonesto, è sempre uno che sta “fuori”. Il 1° e, forse, il migliore dei film di Pasolini che vi trasferisce la tensione etica e formale dei suoi romanzi sul sottoproletariato romano. È un dramma epico-religioso che tocca il mistero “scandaloso” della Grazia. Cammei di Sergio Citti nel ruolo di un cameriere, di Elsa Morante in quello della detenuta Lina e della giornalista Adele Cambria in quello della madre popolana di molti figli piccoli. Fotografia: Tonino Delli Colli; scene: Flavio Mogherini; musica: 4 brani di J.S. Bach, amatissimo da Pasolini.

Recinzioni - The "100 MOVIES I CAN'T LIVE WITHOUT" List

#52 - Jesus Christ Superstar
Un film di Norman Jewison. Con Ted Neely, Carl Anderson, Yvonne Elliman, Barry Dennen, Bod Bingram. Genere Musicale, colore 103 minuti. - Produzione USA 1973.



Tratto dal più famoso dei musical che l'inglese Andrew Lloyd Webber (1948) compose – su libretti di Tom Rice – in forma di opera rock per le scene londinesi e che ebbe un grande successo anche a Broadway. È ispirato alla vita di Gesù di Nazareth, rievocata da giovani turisti in Israele: l'ingresso a Gerusalemme, il processo, la condanna a morte, il calvario. Nell'adattamento filmico, curato da Melwyn Bragg col regista (anche produttore per l'Universal), contraddizioni, invenzioni, cadute di gusto dello spettacolo teatrale possono sembrare eccessive viste oggi, ma rappresententano una straordinaria testimonianza sui colori e le atmosfere di un'epoca. Jewison contrappone un inespressivo e fievole Gesù (T. Neeley) a un possente Giuda (C. Anderson) afroamericano e fa resuscitare il secondo, ma non il primo. Passa da una fila di carri armati nel deserto (tocco antimilitarista) a un finale di mistico tripudio, seguito da un silenzio tombale sui titoli di coda, dal sadismo al rallentatore delle frustate a Gesù a un'intensa scena nell'orto del Getsemani e a una crocifissione ispirata alla pittura fiamminga. Smagliante Technicolor-Todd-Ao di Douglas Slocombe. La direzione musicale di Andrè Previn fu nominata all'Oscar. Mezzo fiasco al botteghino.

venerdì 27 giugno 2008

In my mind

Quando si lavora il tempo passa lento...Quando si è in vacanza tutto scorre anche troppo veloce!Quando non si lavora ma si è sul posto di lavoro,si vorrebbe essere al mare;quando si lavora e si è sul posto di lavoro,non ci si ferma un secondo,non si pensa,non ci si annoia e arriva mezzanotte! Si chiude e ci si concede la sigaretta della buonanotte sotto le stelle.
E' solo una settimana che sono via da Milano...mi sembra molto di più...
So che da adesso in poi il tempo volerà...Perchè non penserò...

Allora che fate stasera? E' venerdì!
Mi raccomando divertitevi!
A presto,Bacini
Manumanu

Nuovi racconti del tale con gli occhiali bianchi e rossi


questo personaggio in occhiali biancorossi ha scritto un altro paio di racconti.
ebbene sì.

Se le storie di deformazioni facciali e romanticismo sono la vostra passione, cliccate su "Riccardo - Una notte freddissima di marzo".
Altrimenti, per aridi assassinamenti adolescenziali in quel di Londra, cliccate su "JR - the morning after".


Avvertenza: il lettore è avvertito che, in caso non lasci commenti e/o pareri, il rischio di impotenza, infertilità e orrendi dolori alle articolazioni incombe su di lui!

Le massime perse di la Rochefoucault

La figa é il sale della terra.
Il cazzo é quello grosso.

giovedì 26 giugno 2008

VIVA ESPANAAAAAAAAAAAAAA!!!!

Confine



Eccomi!!!

Domani sera se non avete nulla di particolare da fare, vi va di andare a bere qualche birretta al Confine (ricordo birra 3.5€).

Ciao!!!

Recinzioni - The "100 MOVIES I CAN'T LIVE WITHOUT" List

#53 - Il cacciatore
(The Deer Hunter)
Un film di Michael Cimino. Con Christopher Walken, John Savage, Robert De Niro, Meryl Streep, John Cazale, George Dzundza, Chuck Aspegren. Genere Drammatico, colore 183 minuti. - Produzione USA 1978.



Tre giovani amici di origine ucraina, operai in un'acciaieria di Clairton (Pennsylvania), partono per il Vietnam dopo aver festeggiato il matrimonio (rito ortodosso) di uno di loro. Catturati dai Vietcong, subiscono la tortura della roulette russa, ma riescono a fuggire. Mike (R. De Niro) rimpatria, carico di medaglie; Steven (J. Savage) perde le gambe e Nick (C. Walken) trova a Saigon la morte che aveva cercato con accanimento. All'inferno e ritorno. Il Vietnam occupa la parte centrale e un breve capitolo (enfatico) verso la fine, in cadenze di un'apocalisse allucinata, di un carnevale di morte. Film di taglio espressionista che alterna tempi dilatati (il matrimonio all'inizio, il finale col canto di “God Bless America”) a scorci fulminei. Gli imperativi etici sostituiscono l'analisi storica e i riti sociali s'impregnano di sacro. Due metafore come perni: la caccia al cervo (un solo colpo) e la roulette russa. 5 Oscar: film, regia, C. Walken attore non protagonista, montaggio, suono. 2° film di Cimino, 1° ruolo importante per M. Streep.

THE BOSS IN CONCERT

3 ore di puro, meraviglioso rock.
San Siro straripante e in delirio.
Canzoni a richiesta.
Insospettabili nonnine che cantano e ballano scatenate.
La più bella versione di Because the night mai sentita.
Le giravolte suonando la chitarra.
Twist and shout stile La bamba come ultima canzone.
40 gradi e avere i brividi.
Questo è stato il concerto di Bruce Springsteen & The E Street Band ieri sera.

mercoledì 25 giugno 2008

100 e passa film senza cui potrei vivere lo stesso... ma non tanto bene.

6) quelli che li cult da Filo (1a parte)

  • pulp fiction (mia wallace: Perché sentiamo la necessità di chiacchierare di puttanate, per sentirci più a nostro agio? [...] È solo allora che sai di aver trovato qualcuno davvero speciale, quando puoi chiudere quella cazzo di bocca per un momento e condividere il silenzio in santa pace.)

  • kill bill (figlio dello sceriffo: Sembra che è passato uno squadrone della morte niquaragueño, cazzo... - sceriffo: Lavati quella boccaccia di merda. Sei in un luogo di culto, cazzo!)

  • manhattan (Yale: Tu ti credi Dio! - Isaac: Beh a qualche modello dovrò pure ispirarmi!)

  • matrix (Pillola rossa... Resti nel paese delle meraviglie, e vedrai quant'è profonda la tana del bianconiglio)

  • la trilogia dei dollari di Sergio Leone (Ramón: Sembra che non amiate la pace. - Joe: Si può amare ciò che non si conosce e in cui non si crede?)

  • le iene (Mr. Brown: Ve lo dico io di cosa parla "Like a Virgin". Parla di una ragazza che rimorchia uno con una fava così! Tutta la canzone è una metafora sulla fava grossa. - Mr. Blonde: No, macché, parla di una ragazza vulnerabile perché se la sono sbattuta di sopra e di sotto, ma poi incontra un tipo sensibile e... - Mr. Brown: Nonononono, mammoletta, queste sono cazzate per turisti! -
    Mr. Brown: Ve lo dico io di che parla "Like a Virgin". Parla di una figa che scopa come una matta a destra e a sinistra, giorno e notte, mattina e sera. Cazzocazzo cazzocazzo cazzocazzo cazzocazzo cazzo. - Mr. Blue: Quanti cazzi fanno? - Mr. White: Una marea! - Mr. Brown: Finché un bel giorno incontra un tipo cazzuto alla John Holmes e allora vai alla grande! Cioè, uno che con l'attrezzo ci scava i tunnel, come Charles Bronson nella grande fuga. Lei ci da dentro come una maiala, finché sente una roba che non sentiva da un secolo: dolore... Dolore. Le fa male! Le fa male... Non dovrebbe, perché la strada e bell'e che asfaltata ormai, ma quando il tipo la pompa, le fa male. Lo stesso dolore che sentì la prima volta, capite? Il dolore fa ricordare alla scopatrice folle le sensazioni di quando era ancora vergine... E quindi, "Like a Virgin"! )

Welcomebacktothe80s - David Bowie - Ashes To Ashes (1980)

Uochi Toki - l'estetica

Forse uno dei pochi gruppi che davvero fa musica innovativa in Italia e con testi che abbiano un retaggio culturale alto e un qualche senso.

UOCHI TOKI - L'ESTETICA





The adventure of a clerk girl...ma si scrive così???





Buondì...Appena tornata dalla playa...Ok,faccio il mea culpa...che stronza culattona raccomandata,mortacci mea! Però quando faccio il bagnuzzo giuro che vi penso tantissimo! Come si sta nella fornace milanese?Raccontatemi qualcosa di voi,dai!Così vi leggo sul blog...
Io benone,ieri sera prima serata sola in negozio...il delirio,uffa! pENSAVO che mi ciulassero tutto...Per fortuna,no! E ho pure venuto un paio di cosette!E oggi sono arrivati i primi regali tra cui un paio di ballerine di Philosophy!!!( Come sto diventatndo modaiola!!!hihihihi!) Alla sera,quando esco ed è tutto buio,c'è solo un planetario di stelle...le guardo,penso e nonostante stia da Dio qua,mi mancano le nostre seratine demenziali...Mi mancano le risate,quelle vere senza senso...Quindi verso quell'ora vi scasserò con chiamate o messaggini...hihihihi!
Bene,ultima cosa prima della doccia prelavoro...
Oggi mio nipote ha detto per la prima volta ZIA...:)
Sono troppo felice!!!
Bom,già che ci sono vi posto le foto della "mia"boutique...
A presto.
Bacioni a tutti tutti tutti....
Venite a farvi un bagnooooooooooooo!!!

Recinzioni - The "100 MOVIES I CAN'T LIVE WITHOUT" List

#54 - Le iene - Cani da rapina
(Reservoir Dogs)
Un film di Quentin Tarantino. Con Harvey Keitel, Steve Buscemi, Tim Roth, Michael Madsen, Chris Penn, Lawrence Tierney, Quentin Tarantino. Genere Poliziesco, colore 99 minuti. - Produzione USA 1992.



Dei sei partecipanti alla rapina fallita di una gioielleria a Los Angeles – che non si conoscono nemmeno tra loro e sono stati ribattezzati con nomi di colori – due sono morti (Mr. Blue = E. Bunker e Mr. Brown = Q. Tarantino) e un terzo (Mr. Orange = T. Roth) è ferito. I quattro superstiti si ritrovano in un deposito: uno di loro è una spia. Il deposito è il teatro principale dell'azione, frantumata in sconnessioni temporali che forniscono notizie su quel che è successo prima e dopo la rapina/trappola. Ottimo esordio di un giovane attore-sceneggiatore (1963) che allunga la lista eccellente dei registi americani di origine italiana con un film sotto il segno della morte e della violenza, caso raro di opera d'autore a basso costo nel quadro del cinema gangsteristico. Anche nella scena più cruda – la tortura del poliziotto – non c'è compiacimento: Tarantino è radicale, non morboso. Nella rappresentazione del mondo del crimine manca qualsiasi alone romantico. La compagnia degli interpreti è eccellente: oltre a H. Keitel (Mr. White) che del film è anche uno dei produttori, bisogna citare almeno Roth e S. Buscemi (Mr. Pink). M. Madsen è il sadico Mr. Blonde. Rititolato in Italia, con eguale insuccesso, Cani da rapina, dopo Pulp Fiction. Vietato ai minori di 18 anni. Trasmesso alla TV italiana con tagli per 29 minuti.

martedì 24 giugno 2008

100 e passa film senza cui potrei vivere lo stesso... ma non tanto bene.

5) quelli che gli attori sono dei grandi

  • M.A.S.H. (donald sutherland + elliott gould)
  • Indagine su un cittadino al di sopra di ogni sospetto (gianmaria volonté)
  • A qualcuno piace caldo (jack lemmon + tony curtis)
  • La grande abbuffata (tognazzi + mastroianni + noiret + piccoli)
  • Un tram che si chiama desiderio (marlon brando)
  • Qualcuno volò sul nido del cuculo (jack nicholson)
  • Edward mani di forbice (johnny depp)
  • i film dell'ispettore callaghan (clint eastwood)
  • Casablanca (humphrey bogart)
  • Tutto su mia madre (antonia san juan)
  • Il mercante di venezia (al pacino + jeremy irons)
  • Prendi i soldi e scappa (woody allen)
  • L'uomo del treno (jean rochefort + johnny hallyday)
  • La promessa dell'assassino (vincent cassel + viggo mortensen)
  • L'arte del sogno (gael garcia bernal)

Recinzioni - The "25 SONGS I WAS GROWN UP WITH (AND WHY)" List

#1: clicca per vedere (1969, per il piacevolissimo senso di malinconia e struggente vitalità)
#2: clicca per vedere (1966, perché è la canzone più romantica mai scritta)
#3: clicca per vedere (1970, perché l'ascoltai per una notte intera, dopo gli esami di maturita)
#4: 13th Floor Elevator - You're Gonna Miss Me (1966, perché se l'avessi scritta io mi sentirei un Dio)
#5: The Troggs - With a Girl Like You (1966, perché la canterei se fossi figo)
#6: Led Zeppelin - Tangerine (1970, perché è la colonna sonora perfetta per il primo viaggio in macchina con amici)
#7: Pink Floyd - Sheep (1975, perché mi rifugiavo nei Pink Floyd quando mi sentivo ancor più sfigato di ora)
#8: The Beatles - Across the Universe (1970, perché possiede il verso più onomatopeico dell'universo: "words-are-floating-like-an-endless-rain-into-a-paper-cup"...
#9: David Bowie - Ashes to Ashes (1980, per le atmosfere che evocava)
#10: 883 - Nord Sud Ovest Est (1993, per il senso di spensieratezza che mi metteva addosso)

lunedì 23 giugno 2008

divertimenti da Re

curiosità trovate per letture e così via.

alla corte di Luigi XVI (o XIV perdonate l'imprecisione) 600 paggi venivano ammanettati uno di fianco all'altro e a un capo della catena umana veniva data la scossa piuttosto forte con un elettrodo.

alla corte degli Stewart d'Inghilterra uno dei divertimenti prediletti era la lotta degli orsi. ma siccome gli orsi costavano tanto, hanno trovato dei diversivi. I mastini venivano sgunzagliati addoso a un orso con uno scimpanzé attaccato al collo.

first connection from paradise by a clerk-girl


Ciao ragazzi,eccomi qui,come promesso.Prima connessione da Porto Coda Cavallo,il bel lido dove vivo attualmente in compagnia di un nipotino carino,carino,di mia sister e suocera my sister.Oggi è la 3°giornata di lavoro:stamattina da sola in negozio ho venduto un po' di roba alle mie amiche sciure!Sono contenta,ormai la boutique è il mio mondo...Tra l'altro nel prox post vi farò vedere qualche foto del negozio.Fighissimo!Vestiti molto molto belli!Ora vado a prendermi un'ora di sole alla playa e riattacco.Oggi primo full time...Chi abbia voglia di farsi 2 chiacchere dalle 23.30,mi trilli che risponderò con enorme piacere.Quando volete,tutte le sere da qui a settembre!
Cercherò di passare di qui il più possibile!La connessione va da paura!
Voi come state?Spero bene,nonostante il caldo!
Eddai venite a farvi un tuffo qui!!!
Un bACIO a tutti, mi mancate ma sto benone!Come si vede dalla foto,d'altronde!
Ehi peccato per ieri sera,Europei finiti per noi,ma almeno c'è stata l'occasione di sentirvi tutti insieme!
Ora vado.Ciao!
Manumanu

sabato 21 giugno 2008

FORSE SONO UN TUBO

Sono qui seduta al parco. A Milano è una splendida giornata di sole, di quelle giornate che finiranno presto non appena riappariranno, puntuali come ogni estate, afa e zanzare.
È una giornata piacevole. Ho finalmente aggiustato la bici (anche se non sono del tutto convinta che sia a posto) e sono andata al mercato a fare la spesa. Io adoro comprare al mercato, è come venire trasportati in un altro tempo.

Nonostante tutto non riesco a sentirmi felice. La sensazione di insoddisfazione, che mi ha sempre attanagliato, si sta facendo più intensa. Non mi sento parte di nessun posto, di nessun rapporto. Non riesco a creare connessioni. Forse questa sensazione è stata accentuata anche dall’ultimo libro che ho letto “La metafisica dei tubi” di Amélie Nothomb.

Il libro si apre affrontando il problema dell’inerzia e si chiude affrontando il tema del suicidio.

Sarà proprio vero che il cercare qualcosa o il fare qualcosa… che in generale l’azione sia meglio dell’inerzia? Non è solo un modo umano e del tutto fallimentare di reagire alla nostra impossibilità di controllo? Non è un contentino che noi ci regaliamo?

In principio era il nulla. E questo nulla non era né vuoto né vacuo: esso nominava solo se stesso. E Dio vide che questo era un bene. Per niente al mondo avrebbe creato alcunché. Il nulla non solo gli piaceva, ma addirittura lo appagava totalmente”. (…) “ Dio era soddisfazione assoluta. Non desiderava niente, non aspettava niente, non percepiva niente, non rifiutava niente e niente lo interessava. La vita era di una pienezza talmente intensa che non era vita. Dio non viveva: esisteva”.

Per riuscire a prendere tutto, percepire tutto bisogna essere inerti. La viva implica una costante scelta, una costante preferenza.

Che differenza c’è fra occhi che possiedono uno sguardo e occhi che ne sono sprovvisti? Questa differenza ha un nome: si chiama vita. La vita inizia laddove inizia lo sguardo.” (…) “ Lo sguardo è una scelta. Chi guarda decide di soffermarsi su una determinata cosa e di escludere dall’attenzione il resto del proprio campo visivo. In questo senso lo sguardo, che è l’essenza della vita, è prima di tutto un rifiuto”.

La vita non è altro che un continuo susseguirsi di rifiuti mascherati dal piacere, la sua ricerca è l’unica cosa che ci mantiene in vita. Non si tratta di felicità, ma di piacere.

La voluttà gli dà alla testa, gli lacera il cervello e vi fa rimbombare una voce che non aveva mai sentito prima: “Sono io! Sono io, vivo! Io parlo! Non sono né egli né lui, io sono io! Non dovrai più dire egli per parlare di te, dovrai dire io!

Il piacere ti fa riscoprire te stesso, il tuo corpo e le tue dimensioni. È il piacere che dona la consapevolezza, chi ostenta la propria frigidità ostenta il proprio nulla.
Allora cos’è che mi frena dall’accettarlo? Il piacere è la più grande rinuncia che noi attuiamo. L’affermazione perentoria dell’io è l’esclusione di tutto ciò che ci circonda. È una questione di sguardo. Io non sono ancora pronta a rinunciare a scoprire ciò e chi mi circonda. Purtroppo questo comporta l’inerzia e io vivo, come voi, in un mondo che non accetta l’inerzia perché significherebbe accettare la constatazione che le azioni non servono a nulla perché completamente dettate dal caos. Chi crede di poter cambiare, modificare, governare la realtà mi provoca un sentimento di profonda tenerezza compassionevole e grande invidia. Vorrei poter credere anche io in questa ingenuità di pensiero.

London Calling

per vedere le altre foto di Londra clicca FedeCulo

venerdì 20 giugno 2008

Bye Bye my friends









Che dire...boh! NOn ho parole...Grazie a tutti,uno per uno,nessuno escluso...Cazzzzzzzzzzzzzzzzzzzzzoooooooooooooooooooooooooooooo se mi mancherete!!! BUona estate...oggi quando mi farò il primo bagno vi penserò tantissimo!;) Sentiamoci,scriviamoci,postiamoci sul melting...Insomma ci si ribecca a settembre!Lo so vi ho ingolfato di foto,ma ci tenevo che le vedeste!
Hola companeros!

giovedì 19 giugno 2008

ERRATA CORRIGE

più di 45 visualizzazioni in meno di 24 ore per la foto mangina di fede sul mio flickr.
FEDE: che famo? pubblichiamo anche quella da dietro e vediamo che succede?

E' tornato il sole!!!


Che ne dite di festeggiare con un apero il ritorno della bella stagione?!?!?

Propongo stase aperitivello al Brellin (vico dei lavandai), cocktail di qualità e a buon prezzo!!!

RECORD FLICKR x FEDE

più di 30 visualizzazioni in meno di 24 ore per la foto mangina di fede sul mio flickr.
FEDE: che famo? pubblichiamo anche quella da dietro e vediamo che succede?

Arrivederci a settembre!

E' giunta l'ora di levar le tende...
Ed è giunta l'ora di tornare nel mio Paradiso Terrestre...
D'altronde l'estate inizia sabato 21!
Così domani mattina parto per la Sardegna.
Mare,sole,lavoro,il piccolo Simo!

Vorrei salutarvi tutti,uno per uno,facendo due belle chiacchere seduti davanti ad un caffè in mega relax, ma purtroppo sarà impossibile...
Per me che sono in delirio prepartenza e per voi che siete dei lavuratur o dei laureandi!

Allora spero che stasera per qualcuno sia possibile fare un salto all'Hora feliz dietro Colonne per una birretta...e per una serata d'arrivederci a settembre...
Non so ancora se per l'ape o per dopo...
Forse per tutti è meglio dopo cena,vè?

Io propongo Hora Feliz ma va benissimo ovunque sia più comodo per tutti!
Fatemi sapere.

CAzzo se mi mancherete!!!!!!!

Ultima cosa: - 6 all'alba! Evvaiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiii!!!!!!!!!!!

...Rialzati, Italia?

Vittoria soffertissima e inaspettata, capace di trascinare le folle in piazza per Cassano mentre in Parlamento si approvano leggi liberticide, nell'indifferenza generale (o quasi): anche in questo è stata, possiamo dirlo, una vittoria tipicamente italiana. Monca, rabbiosa, giunta nel momento di massima depressione e umiliazione. Agonia e Resurrezione. Patetismo e riscatto. Buon cuore e grande Culo. Ma è stata solo la conclusione di una delirio collettivo, iniziato molto prima: laddove immaginavamo complotti c'è stata la semplicità, l'onesta del professionismo (l'Olanda già qualificata che batte 2-0 la Romania, di fatto è l'unica entità da ringraziare per la serata dell'altroieri); laddove immaginavamo pasticci e debacle, c'è stata concentrazione e determinazione inflessibili (il nostro 2-0 contro i bleus). Insomma tutto è andato come nessuno sperava che andasse in questi casi, e cioè con tanta fortuna dal nostro lato. Si chiude così un ciclo iniziato dieci anni fa, con quella sconfitta -ingiusta- ai rigori ai mondiali di Francia, passando per lo scioccante rimonta subita agli Europei del 2000, la vittoria ai rigori del Mondiale di Germania ma poi, di nuovo, la semi-revanche dei transalpini alle qualificazioni per gli Europei. Speriamo adesso di non ritrovarci per un bel po': questa rivalità, vera o presunta, è stata tirata fin troppo a lungo per la cravatta; lasciamola alla coppia più kitsch del potere mondiale, quella Bruni-Sarkozy che rappresenta l'unione delle due culture, sì, ma nel loro peggio: opportunismo esterofilo da una parte, ostentazione del potere e della grandeur dall'altra. E pensiamo al ct francese Domenech, appena eliminato e probabilmente prossimo al licenziamento, che dichiara innanzi a tutto: "Penso solo a sposare la mia ragazza". Romanticismo da baguette, pessima cartolina di congedo per un personaggio che, negli ultimi due anni, ha sparso veleni e illazioni sulla nostra e altrui (in questo caso dell'Olanda) onestà. E poi la platora di commentatori del nostro servizio pubblico, pagati per parlare sempre e comunque bene dei soliti-nomi-intoccabili, tronfi di populismo stile-ventennio. Tutto questo mi fa ribrezzo. Lascino a noi, dunque le briciole di vero populismo e di vera cafonaggine. Una squadra ritrovata, la vittoria dei mediocri e dei modesti, in una partita giocata male per metà del tempo, con due gol fortunosi e l'aiuto determinante di un'altra squadra, con i pronostici e l'umore contro, nemici fuori e dentro il terreno di gioco: insomma, può esserci soddisfazione maggiore del ritorno del figliol prodigo all'ovile, sudicio e impuzzolentito dalla sbornia pagana? Dunque si festeggi pure, si saltelli sulle stampelle come ha fatto il buon Cannavaro, meno liberi e più malconci, ma si festeggi: è un segno di vita.

Radiohead live @ Arena Civica, Milano - 18/06/2008

Perché i Radiohead dal vivo sono quando…

Il pubblico si scalda piano piano durante il concerto
Ognuno ha la sua scaletta preferita diversa da tutti gli altri
Le mille luci sul palco sono il Radiohead illegittimo che non si sente
La luna piena si vede anche a Milano
Il vicino di casa che incontri in ascensore ti chiede “Ma c’era un concerto all’arena stasera?”
Il loro suono è più pulito di una formula chimica
Il pentagramma diventa troppo stretto per le note
Thom Yorke ti dice prego e non grazie
Non suonano Creep e nessuno si taglia le vene
È il primo concerto da mesi che ascolto senza un obbiettivo fotografico davanti all’occhio
La mattina dopo ti metti giacca e cravatta e prendi un treno per Sondrio

Perché i Radiohead, prima o poi, sono stati un po’ per tutti l’antistaminico della propria vita



'notte a tutti...

mercoledì 18 giugno 2008

breve rassegna per Fede Campagna

per vedere le altre, clicca Wlafiga

GOMORRA stasera ELISEO 22,30

chi ci sta?

100 e passa film senza cui potrei vivere lo stesso... ma non tanto bene.

4) quelli che li cult fin da medio:

  • i 3 giorni del Condor
  • Animal House
  • Amici miei
  • La dolce vita
  • Fino all'ultimo respiro
  • Tutti gli uomini del presidente
  • Arancia Meccanica
  • Blade Runner
  • i soliti ignoti
  • Divorzio all'italiana
  • Trainspotting
  • Ombre e Nebbia
  • Blow Up
  • Quarto Potere (l'ho pure rubato alle Messaggerie)

quello che ci vuole domenica contro la Spagna (senza rino e pirlo)

trapianto di culo

GOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOL!!!

GOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOL!!!

martedì 17 giugno 2008

la partita di pallone

Ciao a tutti,

visto gli appelli precendenti io propongo..casa mia!

Requisiti:
- tifo ultras
- ognuno porta qualcosa da mangiare o da bere
- amuleti e cornetti vari

Putroppo da mangiare per tutti non si può fare, ma possiamo andare a prenderci una pizza o un panino dopo..per consolarci o festeggiare.

Ciao

100 e passa film senza cui potrei vivere lo stesso... ma non tanto bene.

3) quelli che li cult fin da piccolo

  • Forrest Gump
  • Blues Brothers
  • Ritorno al futuro
  • Batman (solo il primo)
  • Indiana Jones e il tempio maledetto / e l'ultima crociata
  • Piccolo Buddha
  • chi ha incastrato Roger Rabbit?
  • Star Wars (la prima trilogia)
  • Salto nel buio
  • gli 007 con Sean Connery
  • Prima pagina
  • Piccolo diavolo
  • johnny Stecchino
  • il figlio della pantera rosa
  • Fa la cosa giusta
  • Grosso guaio a Chinatown
  • I film di Fantozzi
  • I film "una pallottola spuntata"
  • I film di Bud Spencer e Terence Hill
  • Mamma ho perso l'aereo
  • Ghostbusters
  • l'ultimo dei mohicani
  • Robin Hood (quello con Kevin Costner)
  • Robocop
  • Darkman
  • Le avventure del barone di Munchausen

galletti per cena

Ehi meltingmindiani!
Stasera partita decisiva italia-francia, tanto per cambiare..ci organizziamo e la vediamo assieme da qualche parte? dai, puo' essere anche un'occasione per rivederci,che ne dite?
io propongo frittatone di pasta birra e canottiera bianca per tutti..lo so che è grottesco ma quanto mi piace..no, apparte gli scherzi, per rimanere in linea con il post precedente direi che sarebbe divertente viversi quest'emozione tutti assieme, che dite, come siete messi a impegni?
anche perchè sennò mi annoio e finisce che a casa non la vedo la partita!
dai, proponete, proponete...

p.s. non ve l'aspettavate questo interesse calcistico da me,eh? ;)

Quelli che beatall....

Ormai a beatall non ci sono più orari lavorativi dato che la parte consulting (io, bree, dario e ste) lavoriamo di giorno e i grafici di notte.
Mentre ero inchiodata a skype a parlare col mitico mario e la bree, l'ometto ci ha suggerito di consultare un sito internet dove io e bree abbiamo trovato il nuovo gadget irrinunciabile per essere davvero 2.0:

Vibratore Boditalk senza fili

Qualità : Lunghezza : 17.5 cm
Diametro : 2 cm Colori : Rosa brillante
Funzione : Vibrante
Prezzo : 99,00 €

L'accessorio indispensabile per il vostro cellulare!
Vibratore molto grazioso, che vibrerà a seconda dei segnali inviati dal vostro telefonino. Boditalk verrà attivato dalle chiamate o dagli sms ricevuti dal vostro cellulare che terrete sempre a portata di mano. Il telefonino suona, il vibratore si attiva, la conversazione inizia ed eccovi travolte da una delle telefonate più intime possibili!Durante la chiamata, il vibratore vibra seguendo un ciclo di 3 variazioni diverse. Due segnali corti indicano la fine del ciclo delle 3 vibrazioni. Tuttavia potete interrompere la stimolazione premendo sul pulsante on/off rotondo di metallo.
Il vibratore può essere utilizzato anche per un uso standard, e in questo caso dispone di 7 stimolazioni diverse: le prime 3 offrono una vibrazione continua (debole, media e forte), la quarta offre dei rapidi scatti, i 3 modi seguenti propongono dei programmi che combinano in diversi modi gli aumenti di potenza delle vibrazioni e degli scatti. Per attivarli, premete sulla piccola freccia che si trova all estremità, per cambiare il modo e la velocità delle vibrazioni, e premete sul pulsante rotondo per fermare il vibratore in qualsiasi momento. Sia che il/la vostro/a ragazzo/a si trovi a qualche chilometro di distanza o all altro capo del mondo, trasformate il vostro cellulare in un nuovo oggetto del piacere!
Rifinitura vellutata e concezione liscia, Boditalk è stato modellato con una plastica non porosa e ipoallergenica. Di facile manutenzione, vi consigliamo di pulirlo dopo ogni uso.
Vi sarà consegnato con una graziosa bustina in velluto rosa.
Compatibile con tutti i telefonini cellulari.
Funziona con 2 pile LR06-AA non fornite.

The Hormonauts live @ MIAMI 2008





Strano gruppo… sono ormai vecchi, ma sembrano più giovani dei Finley e dei Sonohra messi insieme, pochi conoscono le loro canzoni, ma tutti ballano ai loro concerti, sembra che non suonino mai in giro e invece hanno tour interminabili che vanno dai grandi festival ai locali di provincia…

Il genere di riferimento è il rockabilly, una forma di rock ‘n’ roll che si diffonde negli anni ’50 nel sud degli Stati Uniti e viene suonato principalmente da bianchi (vedi Elvis e il simil ciuffo del cantante). L’obiettivo è uno solo… far ballare la gente trasmettendo pura corrente elettrica che ti scuote e trasmette buon umore.

Gli Hormonauts rivisitano questo genere in chiave più moderna sfruttando ritmiche molto più pestate e riff di chitarra semplici,ma irresistibili.

Il mix è di successo grazie allo stile del bassista Sasso Battaglia, all’umorismo del cantante Andy MacFarlane, all’imprevedibilità del batterista Matt "Pinna" De Paule e a come era conciato quel cazzo di one man band in fondo al palco…

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lunedì 16 giugno 2008

Have you ever seen the rain-

Someone told me long ago
There's a calm before the storm
I know it's been coming for some time

When it's over so they say
It'll rain on a sunny day
I know shinning down like water

I want to know
Have you ever seen the rain
I want to know
Have you ever seen the rain
Coming down on a sunny day

Yesterday and days before
Sun is cold and rain is hot
I know, been that way for all my time

'Til forever, on it goes
Through the circle of fast and slow
I know it can't stop, I wonder

I want to know
Have you ever seen the rain
I want to know
Have you ever seen the rain
Coming down on a sunny day



Recinzioni - The "100 MOVIES I CAN'T LIVE WITHOUT" List

#55 - Quando la moglie è in vacanza
(The seven year itch)
Un film di Billy Wilder. Con Marilyn Monroe, Evelyn Keyes, Tom Ewell, Sonny Tufts. Genere Commedia, colore 105 minuti. - Produzione USA 1955.



È il desiderio del settimo anno. Rimasto solo in casa (la famiglia è in villeggiatura), funzionario editoriale è messo a dura prova dalla procace e svampita vicina di casa. Resisterà la sua virtù? Commedia satirica sulle ossessioni erotiche dell'americano medio con cui Wilder traccia una feroce critica del consumismo e dei miti del mezzo secolo sulla scorta di una commedia (1952) di George Axelrod di cui mantiene l'impianto teatrale, pur facendone il film più metacinematografico della sua carriera con frequenti citazioni e rimandi parodistici ad altri film. Una delle migliori interpretazioni di M. Monroe.

Recinzioni - The "100 MOVIES I CAN'T LIVE WITHOUT" List

#56 - Tim Burton's The Nightmare Before Christmas
(The Tim Burton's Nightmare Before Christmas)
Un film di Henry Selick, Tim Burton. Genere Animazione, colore 76 minuti. - Produzione USA 1993.



John Skellington (in italiano: Skeletron) – principe del mondo di Halloween, abitato da mostri – è triste, stanco di spaventare i bambini. Penetrato per caso nel regno di Santa Claus (Babbo Natale), decide di sequestrarlo e di prendere per una volta il suo posto. Si mette in viaggio per consegnare i propri spaventevoli doni. Lo salva dal disastro Sally, una bambola di stracci di lui segretamente innamorata. Realizzata con la vecchia tecnica della stop-motion aggiornata con quella moderna computerizzata, ideato e prodotto da T. Burton che s'è ispirato a un libro per bambini, scritto e disegnato quando lavorava per la Disney, e ne ha affidato la regia all'amico e socio H. Selick, è paradossalmente il più autobiografico e personale dei suoi film, spiritualmente apparentato ai mostri innocui di Beetlejuice e al triste eroe di Edward mani di forbice. Grafica raffinata, originali effetti nel movimento come nell'atmosfera, suggestiva colonna musicale (Danny Elfman) cui non è estranea la lezione di Kurt Weill. Nell'edizione italiana la voce di Jack è di Renato Zero.

domenica 15 giugno 2008

Recinzioni - The "TOP 25 SONGS I WAS GROWN UP WITH (AND WHY)" List

#11-#25:
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#11: Colplay feat. Buena Vista Social Club - Clocks (2002/2006, perché è una delle più belle canzoni del decennio)
#12: Rolling Stones - Sympathy for the Devil (1969, per l'esibizione live di Jagger a RnR' Circus)
#13: David Bowie - Heroes (1977, perché è epica)
#14: Pink Floyd - Another Brick in the Wall, pt. II (1979, v. #9)
#15: Bronski Beat - Smalltown Boy (1983, perché ci ho messo tanti anni a trovare il titolo)
#16: Equipe 84 - 29 Settembre (1967, perché mi fa respirare un'atmosfera di pace)
#17: The Strokes - Under Control (2003, perché mi fa venire in mente le montagne russe)
#18: Michael Jackson - Black or White (1991, perché volevo ballare come MJ)
#19: The Verve - Bittersweet Symphony (1997, perché è avrei voluto rifare mille volte quel video)
#20: The Platters - Smoke gets in your eyes (1955, perché è la prima canzone che ho scaricato da Napster)
#21: Gary Numan - Cars (1979, perché adoro quelle sviolinate sintetiche)
#22: Lucio Battisti - Anna (1969, per l'introduzione)
#23: Crash Test Dummies - Mmm Mmm Mmm Mmm (1995, mmm... qui proprio non c'è un perchè)
#24: Alphaville - Foverer Young (1984, perché mi fa piangere)
#25: Bob Dylan - Like a Rolling Stone (1965, indubbiamente il più bel testo per una canzone mai scritto)

sabato 14 giugno 2008

2500 soldati. In sardegna controllano le pecore con meno pastori.

2500 militari nelle strade italiane, a svolgere "servizio di sicurezza".
Pensavo di trasferirmi in argentina tra qualche anno, ma forse potrei assaporare un po' di sudamerica vicino casa...

A parte gli scherzi, mi sembra una svolta vergognosa e disgustosa.
E non tanto per i rischi di "deriva autoritaria", quanto piuttosto per la rivoltante passività del gregge italiano. In mancanza di cani da pastore, i militari possono andare bene per controllarlo, punirlo e guidarlo alla tosatura.
E' triste pensare che le uniche reazioni "dignitose" o anche solo "segni di vita" nel belpaese siano rappresentate dai burini neofascisti romani, dai teppisti napoletani, dalla malavita organizzata, dagli ultras e dai brigatisti. Tutto il resto è noia. Noia su due gambe. E, spesso, noia molto arrogante e molto ignorante.
Tutto il resto, tutti gli altri, come un brutto sogno, rimangono incagliati sul fondo della realtà, in attesa di un getto di gayser o di scarico che li lanci tutti insieme come una cometa verso la storia.
Pasolini aveva ragione: l'italia è un paese intimamamente fascista.

Perfortuna che me ne sono andato.

E non venitemi a dire che ci vuole coraggio, che bisogna restare, lottare...
Tenetevela voi questa merda.
Potrete chiamarmi codardo, ma almeno non sarò un animale da fattoria.

The Zen Circus @ MIAMI 2008





Ho avuto il piacere di assistere ad un concerto dei “Zen Circus” in occasioni del festival di musica indipendente MIAMI che si è svolto dal 6 all’8 giugno al Magnolia, Milano.
Il Circo Zen sono 3 elementi (basso, chitarra, batteria) che ricordano molto da vicino gli storici Violent Femmes… non a caso l’ultimo loro disco “Villa Inferno” vede la partecipazione del cantante Brian Ritchie. In comune i due gruppi hanno sia la rabbia e l’energia delle canzoni, che l’appeal tipicamente acustico. I tre nostrani dimostrano sul palco un carisma da rock band scafata riuscendo a trasmettere al pubblico ondate di energia utilizzando soltanto l’essenziale… niente effetti, un basso 4 corde acustico, una chitarra e una batteria formata soltanto da charleston, 1 tom e 1 piatto.
L’immagine che mi è rimasta più impressa del concerto è il chitarrista che circola nervosamente in tondo aspettando che gli altri due finissero il sound check, come un leone in una gabbia in attesa di essere liberato...

Recinzioni - The "100 MOVIES I CAN'T LIVE WITHOUT" List

#57 - Terminator 2 - Il giorno del giudizio
(Terminator 2: Judgment Day)
Un film di James Cameron. Con Arnold Schwarzenegger, Edward Furlong, Linda Hamilton, Robert Patrick, Earl Boen, Joe Morton. Genere Fantascienza, colore 135 minuti. - Produzione USA 1991.



Nel 2039 un cyborg T-1000, ancor più sofisticato e letale del precedente, viene inviato indietro nel 1990 per eliminare il decenne John Connor, ma contemporaneamente viaggia a ritroso nel tempo un secondo cyborg col compito di proteggerlo dalle aggressioni del primo. Per correggere, nobilitandola, la meccanica pomposità narrativa di questo violento thriller d'inseguimento, J. Cameron ha puntato su due ingredienti supplementari, un'iniezione di ironia e una massiccia dose di moralismo mischiato al pragmatico ottimismo made in USA. Ma, costato un'enormità (95 milioni di dollari), il film conta mirabolanti effetti speciali, un ritmo impeccabile, diverse scene visivamente memorabili (per l'epoca). Schwarzenegger, una delle massime esternazioni del nostro tempo, si defila abilmente sul piano recitativo con espedienti che denotano più intelligenza che talento. Raramente un'operazione è riuscita meglio. Se non fosse stato per la sua duttilità e intelligenza, Schwarzy non sarebbe riuscito a superare i ruoli di personaggi alla Van Damme, Lundgren, Seagal, gente da cazzotti e arti marziali. Ma poi eccolo portatore di una comunicazione positiva, per certi versi persino didattica, come nel Poliziotto alle elementari. Arnold è stato addirittura attore comico in Gemelli, campione fumettistico in Predator, ha ironizzato su se stesso in Danko. Ma alla fine la prima identificazione di Schwarzenegger è il robot Terminator.

L'epica del calcio.

Incredibili i corsi e i ricorsi calcistici. Una settimana fa abbiamo incontrato l'Olanda, che battemmo soltanto ai rigori in una partita storica, quella seminifinale stregate e insieme magica degli Europei del 2000, che loro ospitarono, e dai quali uscirono pur avendoci ridotto in dieci e con Toldo che parò tutto quello che si poteva parare. Una settimana fa però l'Olanda si è vendicata, ci ha schiantato per 3-0, guidata da quel Van Basten che, esattamente vent'anni fa, la porto per la prima e unica volta sul tetto d'Europa, segnando 5 gol di cui uno memorabile, contro l'U.R.S.S nella finale. Ed eccoci a giocarci tutto contro la Romania: proprio nel momento in cui tanti vogliono mandare i rumeni - o rom, per alcuni è lo stesso - fuori dall'Italia, Mutu & co. hanno seriamente provato a mandarci fuori dall'Europa. Incredibile, no? E ancora: ci giocheremo tutto (ma basterà?) contro la Francia -la solita, antipaticissima Francia- che sembra volerci perseguitare da esattemente un decennio, da quel 1998 dove perdemmo ai rigori -per il terzo mondiale consecutivo- e loro diventarono campioni del Mondo, fino alla testata di Zidane - passando per il golden goal di Trezeguet, che il destino farà sbagliare un rigore a Berlino - e il 3-1 delle qualificazioni europee. Ora spetta al "cigno di Utrecht", un tempo collega di Donadoni nel mirabolante Milan sacchiano, farci il favore di non vendicarsi ulteriormente e di rifiutare rigorosamente il "biscotto": una facile vittoria dei rumeni sugli orange li qualificherebbe entrambi, ma per noi signicherebbe fare le valigie. Premesso che, ovviamente, dovremmo battere i galletti entro i 90', impresa che non ci riesce esattamente da trent'anni, dai mondiali di Argentina. Insomma, sarà per questi corsi e ricorsi, più ancora che per le azioni e le emozioni sul campo, che il calcio continua e continuerà ad appassionare tanti dementi come noi.

I numeri:

-1978: Mondiali di Argentina: Italia batte Francia 2-1 nel primo girone: da allora non siamo mai più riusciti a vincere con i bleus nel tempo regolamentare.
-1988: Olanda diventa campione d'Europa, Van Basten capocannoniere del torneo: 5 gol.
-1998: Campionati del mondo, quarti di finale, Francia batte Italia ai rigori.
-2000: Gli Europei si giocano in Olanda, poi sconfitta in semifinale dall'Italia ai rigori, poi la Francia diverrà campione.
-2006: Italia campione del Mondo dopo aver battuto la Francia in finale ai rigori (1-1 il risultato al termine della partita).
-2006/07: l'Italia si gioca la qualificazione agli Europei del 2008 con la Francia nel girone: andata in Francia e ritorno in Italia, 3-1 e 0-0 i due risultati.
-2008: Campionati d'Europa: Olanda 6 punti, Romania 2, Francia e Italia 1: se la Romania vince, si qualifica con l'Olanda indipendentemente dal risultato di Francia-Italia; se pareggiano, la Francia o l'Italia dovrà vincere per qualificarsi; se l'Olanda vince va a sei punti, Francia e Italia potrebbero anche pareggiare, si guarderà alla differenza reti e agli scontri diretti per decidere la seconda qualificata.

Italia-Romania

Ebbene questi europei di calcio si stanno rivelando occasione di interessanti scoperte. Non sono mai stata una grande appassionata di calcio, ma come di consuetudine quando gioca l'italia il mio agonismo patriottico fa capolino e si traduce in frasette del tipo: " vai, vai,fai goal" oppure: "era fuori gioco!"..che in pratica sono le uniche due cose che conosco delle regole del calcio.
questa volta pero' ho avuto modo di vivere un'esperienza davvero unica,grazie al pretesto del calcio.
ieri pomeriggio sono stata nel campo rom di via Triboniano a vedere la partita, ospite di una simpatica famiglia di rumeni. L'iniziativa era stata organizzata da Radio Popolare, bastava mandare una mail e presentarsi al campo, proprio dietro il cimitero maggiore.
Con tre amiche(di cui una appena arrivata da napoli a trovarmi)decidiamo di partecipare, così alle 5 si parte.
prima scoperta: a molino dorino non esiste solo la motorizzazione.
uscite dalla metro prendiamo la 72 per fare 4 fermate...sull'autobus insieme a noi ci sono un gruppo di rom, ma la spontanea tendenza a non chiedere loro informazioni sul momento non ci ha fatto rendere conto che in effetti noi stavamo andando a casa loro...solo dopo abbiamo scoperto che seguendo loro avremmo tagliato per una comoda scorciatoia, invece di circumnavigare il monumentale...primo pregiudizio sulla nostra pelle smascherato!
E più questa esperienza è continuata, più gli involontari pregiudizi che inconsapevolmente avevo sono venuti a galla e sono svaniti come bolle d'aria.
Arriviamo, ci presentano Leonard, padrone di casa che ci ospiterà. Lo seguiamo e poco dopo conosciamo il resto della famiglia: sua moglie Alina e il piccolo Fabrizio,un bimbo di tre anni nato a 7 mesi in puglia,semplicemente esilarante!
Ci accomodiamo nel dehors di casa loro: una roulotte piena di pupazzi per far giocare il piccolo.Lì era stata sistemata la tv che trasmetteva la partita,e subito i nostri ospiti cominciano ad offrirci cibarie e bevande per allietare la nostra presenza.
Reazione iniziale: timida riservatezza..."no, grazie,non vi preoccupate".
Considerazione posteriore: quello non era che l'inizio..patatine,cola,thè freddo e perfino energy drinks erano solo per rinfrescarsi la gola appena arrivate.Un rifiuto li deludeva tantissimo,avevano preparato tutto per noi, senza neanche sapere che faccia avremmo avuto.
Risultato: devo ancora digerire i quintali di involtini alla verza e carne arrosto che ho mangiato ieri,pero'come fai a non mangiare quando qualcuno ha fatto per te la griglia sotto la pioggia?!
Primo tempo trascorso in fretta, qualche battutina alternata a timide domande del tipo: " ma che ci fanno 10 camionette della polizia parcheggiate qui davanti?"
risposta: " non so, forse sono qui per proteggervi da noi che siamo brutti e cattivi!" :)
Ecco che arriva la fine primo tempo:nell'imbarazzo usciamo a farci un giretto; non facciamo in tempo a mettere piede fuori casa che uno stormo di bimbe ci assale: vogliono giocare! Ora, immaginate: tante bimbette belline e sorridenti che mi prendono per mano e curiose mi osservano nei minimi particolari per poi concludere dicendo "che cos'è quella che hai al polso, una farfalla?è magica?"....e quando si parla di animali magici, significa che parliamo la stessa lingua!
girotondi, giochi e tanti sorrisi...bambini stupendi.
secondo tempo: arriva remi, il cognato di alina, comincia a piovere di brutto,proteggono la tv con una cerata a righe rosse. Remi è un ragazzo davvero molto bello, fa il muratore, ma il suo datore di lavoro non sa che è rom, "altrimenti lo caccia". Avrà circa 26 anni,con una figlia di 7 anni che si chiama stefania e che va alle elementari.Remi ci racconta come funziona la loro vita, ci dice che parenti provenienti dalla romania non possono assolutamente entrare nel campo, neppure per una cena,e proprio non capisce la cattiveria che sente fiatare sul collo dei suoi connazionali.
Segna Mutu, e "quando mutu inizia a parlare..si canta!"eheheheh
Cominciamo a prenderci reciprocamente in giro, loro ridono per il cognome di quagliarella, che appare buffo, noi facciamo festa appena panucci segna..insomma, era come stare in famiglia, una famiglia un po' allargata e sconclusionata, ma molto calorosa. Unico rammarico: non avere una macchina fotografica per immortalare quei volti e quei colori sorridenti.
E'tempo di andare:la partita è finita e la pioggia è scemata un pochino.Salutiamo, sinceramente li abbracciamo anche, perchè siamo state bene. Nel campo le tv si spengono, e si accendono le radio che trasmettono musica. Leonard ci accompagna per un pezzo, ci offre anche un passaggio in macchina, ma non volgiamo approfittarne oltre.
Ragazzi, è stata un'esperienza che auguro a tutti. Credo che tornerò a trovarli, magari stavolta portando qualche birra io.
Guardare una partita è come andare in treno, i tuoi compagni di viaggio possono essere amici o sconosciuti, pero' si viaggia sempre e comunque insieme, e questo unisce,semplifica,diverte.
Se poi penso che la partita contro l'olanda l'ho vista a den haag, in mezzo a omaccioni arancioni, e mi sono vissuta poi la festa che la gente ha fatto per la strada,penso fondamentalmente due cose: mi piace da matti scoprire la diversità, pero' non è che per vedere vincere l'italia dovresi starmene a casa?...;)

venerdì 13 giugno 2008

i canti mongoli

La fra e i canti mongoli che un suo amico napoletano di nome fede le invia...

Lui, invece, mi ha risposto così.

greeting card

Eva oggi mi ha mandato questa greeting card via internet...
geniale!!!

occhialigialli

per vedere anche la foto della dolce Anna di russia cliccami

giovedì 12 giugno 2008

arrivo a casa di fede

lasciando perdere lo sbatti di trovare lindhurst way senza una cazzo di cartina del quartiere con uno zaino da 30 chili sulle spalle... busso alla porta del 122 e mi apre una bionda in pantalocini inguinali che non mi aspettavo proprio (ma non ci vivevano solo ragazzi in quella casa?) dietro di lei theo (per fortuna!) che mi fa posare i bagagli in camera del Nostro, guarnita di bottiglia di jack daniels (vuota) sul pavimento. theo é delzioso: mi prepara un caffé e i porge la zuccheriera (il sacchetto dello zucchero) mentre io ammiro la fauna insolita di questa casa: una bionda cicciotta che smanetta su un mac e una rossa strappona che parla al cell. dimenticavo: in tutto questo fede non c'é perché é a fare l'esame di inglese proficiency a camden town.
mi metto in giardino a bere il coffee (preparato con una caffettiera all'italiana elettrica, mitico!) sotto la pioggerellina britannica e davanti a 3 metri di ortiche e decie di altre specie selvatiche che prosperano nel giardino. ...benvenuto a londra!

La bestia.


da Sud n°11, Giugno 2008.


Non preoccuparti, sorellina: ho lasciato i miei capelli così com’erano, non li ho riempiti di gel, né ho aspettato che il sole mi scurisse un po’ di più. Tentare di camuffare la propria diversità, qui a Tapachula non serve. Sono all’estremità sud-orientale del Chiapas, a una manciata di chilometri dal Guatemala. Il vulcano Tacaná buca le nubi, sopra i tetti delle case, all’orizzonte di questa «Tijuana del Sud». Le temperature di fine novembre possono raggiungere i trentotto, trentanove gradi. E a questi climi qualunque maschera si scioglie, qualunque finzione si traduce in un bagno di sudore.
«Vuoi incontrare un nostro ospite?», mi ha chiesto Kathrin, con gentilezza.
Nel polveroso cortile dell’Albergue «Jesus El Buen Pastor» sfilano tanti uomini e donne in carrozzella, che chiacchierano tra loro. Sono circondati da nugoli di bambini nudi e senza scarpe, probabilmente concepiti tra quelle mura, che giocano a palla o si rincorrono; dalle finestre sbarrate delle stante s’intravedono altri individui stesi a letto, che guardavano la tv, e altri ancora che svolgevano lavori domestici, intrecciano cestini di vimini, cuciono a macchina, riempiono in qualche modo la propria giornata. A ognuno manca un pezzo di corpo: un braccio, una o due gambe, un occhio. Sono tutti migranti, diretti verso gli Usa, ma finiti poi divorati, stritolati e risputati come scarti di umanità, dal treno della morte: dalla «bestia».
Kathrin mi tira per la manica della maglietta, devi parlare con Jorge, un honduregno arrivato da un mesetto nel ricovero. Ci parlo, sorellina. E devo dirti la verità, mentre lo ascolto non osservo tanto gli arti inferiori, tagliati sotto il ginocchio, o la sua giovane età – quanti anni può avere: diciassette, diciotto? – quanto la pulizia, non solo fisica, che emana il suo viso: senza ferite, buchi o persino piccoli graffi. Il prezzo di un sogno, però, ce l’ha scritto dietro la schiena: sono le insegne della Mara Salvatrucha, l’organizzazione malavitosa più potente del Centroamerica. Quando decidono di raggiungere l’Eldorado, molti, come Jorge, ricorrono a chirurghi improvvisati per rimuovere i tatuaggi, le insegne di quella antica appartenenza. Con risultati spesso dolorosissimi, devastanti: come la schiena di Jorge, tutta piena di chiazze biancastre e purulente.
Il ragazzino scaccia le mosche che gli tormentano il naso, e con entrambe le mani stringe le ruote della sua carrozzella.
Come uno schiaffo, come una scarica elettrica nella schiena, gli tornano in mente quegli istanti, quel palpitare folle in una spasmodica attesa, tra i cespugli, insieme a tante ombre umane. Ecco il fischio! Sinistro nella notte, il fiato della locomotiva, dell’anaconda d’acciaio, tra gli alberi e le rocce. Era quel serpente, diretto a Nord verso gli Usa, che andava preso al volo, prima che accelerasse troppo. Le ombre si avventarono sul corpo della «bestia», come se volessero arpionarla. Jorge aveva ripassato nella sua testa, per una frazione di secondo e prima di saltare, quella tecnica appresa di bocca in bocca e che migliaia di migranti avevano imparato e tramandato, da padre in figlio: saltò con le ginocchia, non col piede perché sarebbe così caduto immediatamente. Urtò violentemente con le gambe e fu dolorosissimo, ma le mani tennero ben stretto il corrimano di acciaio e per risalirle afferrò qualunque appiglio disponibile, appiattendo tutto il suo corpo contro le lamiere. Appena trovata un po’ di stabilità, iniziò a legarsi in fretta, molto in fretta, per non cader giù quando si sarebbe addormentato lungo il viaggio. Lunghe ore di silenzio, intervallate da risvegli improvvisi, dovuti alla paura d’incontrare sul tetto del convoglio i feroci scagnozzi delle maras, pronti a taglieggiare i clandestini; o, peggio, i garroteros: la spietata polizia privata della ferrovia. Nella notte illuminata da un miliardo di stelle: vivissime, come possono essere solo nelle terre selvagge. Poi quell’urlo, solitario:
«La Migra! La Migra!».
Un nuovo salto, il buio. Ancora, silenzio.
Il ricordo s’interrompe qui, si perde sulla parete scrostata di una camera da letto.
Fuori c’è una giornata stupenda, sorellina: il cielo è terso e, contro l’azzurro accecante, si stagliano grandi palme. Penso che un cielo così dev’esserci esserci quasi tutti le mattine, in questo posto, e che probabilmente c’era anche quando Jorge era stato portato qui la prima volta, ancora con dolori lancinanti. Penso a questo limbo che ha colori vivissimi, nel quale si trovano i migranti che non ce l’avevano fatta: rimasti senza le gambe per raggiungere l’Eden, senza il coraggio di tornare a casa propria e riaffrontare l’inferno. Poi, con calma, gli chiedo cosa pensi di noi europei, di quanti come me sono venuti da così lontano, si sono avvicinati a lui, per raccogliere una storia, poterla divulgare ad altri. Non mi risponde. Si stringe nelle spalle e guarda Kathrin, con un sorriso imbarazzato, come per chiederle di farlo scendere.
Domani ti scriverò da San Cristobal. Dalle montagne. Dove il sole non è così abbagliante.

concerto nouvelle vague

Concerto 2.0

Voi comprate un biglietto e Villa Arconati ve ne regala uno!

Per il concerto dei Nouvelle Vague del 20 giugno, Villa Arconati mette a disposizione 100 biglietti gratuiti.
Comprando un biglietto al botteghino ne riceverete uno in regalo!

Come fare?
E' semplice! Mandate una e-mail a francesca@beatall.net con scritto il vostro nome e il nome di chi vi accompagnerà.
Poi la sera del concerto basterà dire chi siete al botteghino per ritirare i biglietti.

The happiest guy in the world.



Un bergamasco di ventisette anni, dall'aspetto mediocre e l'intelligenza non particolarmente acuta, è emigrato negli States e ha fatto la sua fortuna: è stato chiamato da Mtv a interpretare, per un reality chiamato That's Amore!, il ruolo del "tronista": italiano e rubacuori, appassionato di maccheroni e polpette, le pretendenti si menano in vasche di ragù per conquistarlo. I giornali gli dedicano interi paginoni ed è considerato, dai teenager amerigani, un vero "consigliere" (citazione del Padrino) in fatto di donne. Probabilmente fotte dalla mattina alla sera.

mercoledì 11 giugno 2008

100 e passa film senza cui potrei vivere lo stesso... ma non tanto bene.

2) quelli che sono stati causa di turbamenti pruriginosi (anche se alcuni alla fine non li ho mai visti):
  • facciamo paradiso
  • 9 settimane e 1/2
  • volere volare
  • il te nel deserto
  • il danno
  • la chiave
  • rimini rimini

100 e passa film senza cui potrei vivere lo stesso ...ma non tanto bene.

1) quelli che mi sono innamorato (2a parte)
  • batman (kim basinger)
  • chi ha incastrato roger rabbit (jessica rabbit)
  • divorzio all'italiana (stefania sandrelli)
  • una giornata particolare (sophia loren)
  • nirvana (stefania rocca)
  • una squillo per l'ispettore klute (jane fonda)
  • gilda (rita hayworth)
  • 8 1/2 (anouk aimée)

...e alcune altre che sono fantasmi nella memoria.

Recinzioni - The "100 MOVIES I CAN'T LIVE WITHOUT" List

#58 - Barry Lyndon
Un film di Stanley Kubrick. Con Marie Kean, Patrick Magee, Ryan O'Neal, Marisa Berenson, Steven Berkoff, Hardy Krüger, Pat Roach, Gay Hamilton, Diana Körner, Murray Melvin, Frank Middlemass, André Morell, Arthur O'Sullivan, Godfrey Quigley, Leonard Rossiter, Philip Stone. Genere Drammatico, colore 184 minuti. - Produzione Gran Bretagna 1975.



Dal romanzo (1844-56) di William M. Thackeray: peripezie di Redmond Barry, irlandese del Settecento, avventuriero e arrampicatore sociale, di cui si narrano l'ascesa e la caduta attraverso le tappe di soldato, spia e giocatore. Il fascino freddo del film nasce dalla distanza e dalla sordina con cui Kubrick espone le vicissitudini del suo antieroico personaggio, smentite soltanto nei suoi rapporti col figlioletto. Elogiato per il suo versante plastico-figurativo come uno splendido album d'immagini, non è un'opera formalista, ma un discorso complesso di cui “protagoniste... sono le leggi economiche, la struttura sociale, le barriere di classe” (Pier Giorgio Bellocchio), esposte con una lucidità e una durezza insolite nel genere del film in costume. 7 nomination agli Oscar.

Qualche racconto in cerca d'autore. /1

Come al solito rovistando nel proprio hard-disk si trovano i documenti più impensabili. Questo, ad esempio, è stato scritto più di due anni fa, in un periodo non propriamente esaltante della mia vita, e per parecchi minuti sono rimasto muto, a rileggermelo come se fosse un antica pergamena ercolanense...
Ve lo ripropongo in forma frammentata, estraendone qualche appunto:

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Titolo: EXHIBIT (o ENTERTAINMENT?)

Intro: X e Y (Paolo e Federico?) vogliono organizzare una mostra sulla morte del post-moderno. Nell'organizzarla raccolgono i materiali più vari, incontrano persone, si interrogano sulla realtà e su loro stessi. E' un racconto di quella mostra, il suo catalogo, ma anche il racconto di come essa si è fusa con le vite dei suoi curatori, esponendo in'ultima istanza la loro vita -la loro morte?- agli occhi degli spettatori. (Proposta di federico: eliminare la parte "meta-narrativa", lasciarla solo un catalogo così com'è...)

Parte Prima: il Grande Circo (African Dolls, Humanimals, Videolucidità, La Cardatura, Criceti al forno, Good Smells and Burning Witches)

«Nell’autunno del 2002 Paolo era appena arrivato a Milano e chiese a Federico, suo collega all’università, se avesse un biglietto per la festa delle matricole. Federico glielo trovò, regalandogli il proprio, e invitò Paolo a casa sua per scegliersi un vestito da indossare per la serata. Quando Paolo trovò un completo che gli calzava a pennello, per la prima volta senza il consiglio della madre, la loro amicizia era nata. Dopo la festa ebbero la prima vera chiacchierata, e iniziarono a frequentarsi quotidianamente. L’uno raccontava all’altro storie della sua città, e spesso si scambiavano libri e cd. Erano entrambi indifferenti al denaro e… mai avevano avuto qualcuno che li ascoltava così come loro si ascoltavano.»

«Tutt’e due leggevano e scrivevano molto, e tuttavia non avevano mai mostrato all’altro uno scritto che fosse completo. Al massimo arrivano a leggersi un mezzo racconto, o una mezza poesia, per poi lasciare all’altro la possibilità di completare l’opera. In realtà avevano già in mente come questa sarebbe dovuta finire: il coinvolgimento dell’altro era solo formale. Questa, forse, era l’unica forma di pudore che ancora esisteva tra loro. Nicole, una loro amica comune, diceva che era per il loro orgoglio, in quanto non avrebbero mai accettato di sentirsi criticare un lavoro ormai completo. L’attaccamento che nutrivano per le proprie idee e per la propria creatività, unito ad un pezzo non piccolo di presunzione, era l’unica cosa che avrebbe potuto scalfire la loro amicizia.»


«[...] Quando entrambi decisero di dedicarsi all’arte non pronunciarono mai, in
nessun discorso, la parola "artista". Si sentivano qualcosa di poco definito: un
po’ scrittori, un po’ studenti d’economia, po’ figli della borghesia
ex-sessantottina, un po’ sognatori ad occhi aperti.»



«Un giorno, quasi per caso, Federico si ritrovò a poter disporre della casa dei vicini come meglio gradiva. Ho scritto quasi per caso, poiché in realtà la coppia che abitava di fronte, prima di lasciargli le chiavi dell’appartamento, aveva udito più e più volte i litigi della famiglia Campagna a proposito degli spazi di intimità che per Federico "venivano soffocati" continuamente. Così un giorno si presentarono con questa notizia: "Partiamo per una settimana alle Canarie. Dica a Federico che può entrare e uscire dalla nostra abitazione quando vuole".»


«[...]Senza aspettare un secondo di più, si dedicarono per un’ora buona all’esplorazione dell’appartamento.
Essendo stato lasciato da nemmeno due giorni, non v’era né aria stantia, né troppa polvere. La casa non era grande: una stanza da letto di ampiezza media era collegata da una scala a chioccola ad un soppalco pieno di libri e scatoloni; un bagno luminoso e pieno di rivestito quasi interamente con mattonelle bianche dalle sfumature azzurre; una cucina in stile decisamente new age, con pochi libri di cucina sulle mensole, ma tante ampolle colorate, piante, statuine e simboli pagani; un frigorifero tappezzato di post-it gialli e calamite a forma d’animale; un salotto ampio e collegato da un’arco senza porte alla cucina, forse la parte più bella della casa. C’erano infatti due divanetti ricoperti di stoffa rossa, uno più grande appoggiato al muro e l’altro, di forma assai invitante, al centro della stanza, posizionato di fronte ad un gigantesco schermo al plasma. Sotto il quale c’erano un registratore, un lettore dvd, e a fianco una piccola scrivania con su un computer della Apple (di quei nuovi modelli dal design accattivante), una stampante, uno scanner. C’erano libri ammonticchiati in colonne un po’ ovunque, in ogni angolo e parete vuota. Il loro sguardo si posò però subito sulla libreria della casa, una specie di unica mensola a spirale attaccata al muro, dove i volumi erano tutti o quasi in posizione reclinata. Diedero un’occhiata: una serie di romanzi classici in edizione economica e biografie comprati in edicola, insieme a Repubblica o al Corriere. Qualche volume di saggistica. Ma la libreria fu solo per poco la principale attrazione della casa, poiché in un angolo del salotto v’era un mobiletto di vetro trasparente con una impressionante quantità di dischi, delle epoche più disparate...»

«Federico entrò nella stanza dove Paolo abitualmente scriveva e
sentenziò: “D’ora in avanti aboliremo i condizionali e gli
aggettivi qualificativi: molto, poco, abbastanza.." »

«Dopo aver raccattato una quantità indefinita di foglietti sparsi sul tavolo, Paolo cercò di spiegare la sua idea: "il titolo Entertainment potrebbe essere la fantasia scatenata, fatta di trama fiammeggiante, personaggi pieni di sé e del mondo; l’alba e il sesso, colori forti e vivissimi; un simbolo di questa epoca, più efficace e solido di un monolite nero agli albori della civiltà!" Federico non aveva afferrato bene il tutto, ma sorrise. E brindarono all'idea».

continua la serie degli occhiali gialli

per vedere gli altri scoppiati clicca qui

martedì 10 giugno 2008

gay pride

uh!
con ritardo mi sono accorto che anche noi meltingminds, come il governo italiano, non abbiamo partecipato alle celebrazioni per il gay pride!

pongo rimedio tardivo pubblicando il poster

peace and love!

Sapere è potere.

care colleghe. e colleghi.
sarebbe interessante aprire un dibattito su quanto esposto da questa gentile signora qui.
Dal momento che alcune delle indicazioni contraddicono, o ampliano, i punti di vista precedentemente esposti da Jacopo Fo e dai suoi collaboratori sul blog http://www.jacopofo.com , vale a mio parere la pena di integrare ulteriormente l'analisi con valutazioni personali delle meltingminds.

100 e passa film senza cui potrei vivere lo stesso ...ma non tanto bene.

lancio questa rubrica non solo per fare concorrenza a paul :), ma anche e soprattutto per sopravvivere a queste lunghe infaticabili giornate di musica lounge e aria condizionata nella libreria di c.so como. adotterò un sistema molto poco sistematico che risponde alla mia filosofia sui film, e cioé che ogni film merita di essere ricordato per una ragione particolare, spesso molto diversa dagli altri film. però una sorta di classificazione credo di averla trovata.

1) quelli che mi sono innamorato (1a parte):
  • fino all'ultimo respiro (jean seberg)
  • finalmente domenica (fanny ardant)
  • manhattan (new york e mariel hemingway)
  • persona (quella bionda)

il mondo piccolo

ho appena scoperto che una tipa che lavora alla galleria é amica di fede, dario e lafra. si chiama francesca spiller e passa qui buona parte della sua settimana...non la invidio.

Recinzioni - The "100 MOVIES I CAN'T LIVE WITHOUT" List

#59 - Parla con lei
(Habla con ella)
Un film di Pedro Almodóvar. Con Leonor Waitling, Javier Cámara, Rosario Flores, Darío Grandinetti, Paz Vega, Elena Anaya, Leonor Watling. Genere Drammatico, colore 112 minuti. - Produzione Spagna 2002.



L'infermiere Benigno accudisce la ballerina Alicia, in coma da quattro anni. Il giornalista Marco accudisce la torera Lydia, sua compagna, in coma da alcuni mesi. Nove mesi dopo, Lydia è morta, mentre Benigno è in carcere con l'accusa di avere stuprato e messo incinta Alicia. Benigno si uccide, Alicia abortisce ed esce dal coma. Marco e Alicia s'incontrano a teatro, a un balletto. “Niente è semplice nella vita” dice, alla fine, G. Chaplin, maestra di balletto. Nemmeno nell'amore. Passati i cinquant'anni, P. Almodóvar, autore di film “al femminile”, fa un film dove gli uomini sono in prima fila e piangono, un film di finestre e di porte, ricco di simmetrie, metafore, simboli, incroci, rimandi che parla di tante cose: amore folle, morte, solitudine, incomunicabilità delle emozioni, potere ignorato della parola, silenzio del corpo, necrofilia (collegata al voyeurismo, dunque alla cinefilia), balletto (P. Bausch), musica (C. Veloso e la sua voce), corrida, cinema nel cinema (Amante menguante, pornofilm surrealista), amicizia virile. E un finale aperto al futuro che chiude un film disperato. 3 Oscar europei 2002: film, regia, sceneggiatura e Golden Globe per il film straniero

lunedì 9 giugno 2008

nuovo racconto pubblicato qui

come al solito, commenti pagati in contanti...

The Mojomatics @ MiAmi 2008

per vedere sti rockettari fichissimi vieni qui

sabato 7 giugno 2008

MiAmi ierisera

per vedere nico e lafra che si baciano, clicca qui

venerdì 6 giugno 2008

ORRORE!

siamo un paese o un potentato?

EmaCampiglio attore in PRECARIETA'

Piccantissima carrellata di foto hot.



Lui: «Ero con Pippo Inzaghi al Billionaire. C’erano queste ragazze argentine fuori dal bagno che mi chiedono di fare una foto. Lei, Belen, non mi ha cagato di striscio. Ho perso subito la testa per lei. L’ho martellata finché non è crollata». Lei: «Mi presentarono questo pezzo di ragazzo, Marco. Ho scoperto allora che le donne in Italia vanno pazze per i calciatori. Dopo la prima volta, pensavo di non vederlo più. Una notte di sesso sfrenato me l’ero presa, poteva bastare...»
Chiamatela invidia, ma a me questo ritorno prepotente delle cosiddette WAGS ("wife & girls" dei calciatori), mi sa di autentico porta-sfiga.
Pensateci bene: la nazionale azzurra trapattoniana, quella pre-Calciopoli per intenderci, abbondava di giocatore agghindatissimi e stilosissimi, e l'era delle veline era già iniziata. Quella nazionale non vinse nulla. Nei mesi successivi allo scandalo, nel 2006, le WAGS di certo non scomparvero, anzi si moltiplicarono, ma almeno i loro compagni ebbero il buon gusto di non ostentare cotanta pochezza, cattivo gusto, cafoneria. Molti di loro avevano sulle spalle una così grande quantità di ombre -Buffon e Cannavaro solo per citare due nomi- che quasi non avrebbero meritato la convocazione. Una certa austerity, allora, era gradita. E quei ragazzi vinsero.
Consoliamoci col fatto che la patria dell'abbinamento bellimbusto-zoccola, la Gran Bretagna, per questi Europei non si è nemmeno qualificata - e c'è voluto l'ingaggio di un vero spartano come Capello per rimetterli sulla retta via -, ma sono consolazioni che, semmai, confermano la validità della regola: senza voglia di riscatto difficilmente si vince. Adesso che le pance sono piene le facce sono tornate a essere senza vergogna, rieccoci a parlare più di Billionaire che di gol e il Corriere.it, come tutti i magazine gossippari si adegua: ma a differenza di un magazine gossipparo serio, ci mostra solo la parte superficiale della notizia - le tette della Yespica sono passate a Ferrari della Roma - e non, come un serio giornale di gossip farebbe, gli imbarazzanti retroscena: quelle tette nel 2006 si compravano con appena 5000 euro, sì signori di una ex-prostituta si tratta. Insomma incrociamo le dita.

giovedì 5 giugno 2008

da ema campiglio ...io purtroppo non ci sarò



Amanti del Botellon siamo tornati.
MacroBotellon di Milano 14 giugno 2008
Piazza Leonardo (Politecnico)-dalle h. 21:30

Sin dal mondo antico la piazza e’ luogo di fondamentale importanza all’interno delle societa’ civili.
Essa rappresentava il potere e la politica che spesso erano esercitate dal popolo, inoltre, era il luogo del commercio e della cultura. Nell’Antica Grecia la piazza, che si chiamava Agora’ era il fulcro della vita della comunita’ ma era soprattutto il luogo simbolo della democrazia del paese. Le persone che popolavano la citta’ si riunivano nelle piazze e approfittavano di questi luoghi semplicemente per stare insieme.
Milano, e’ patria dell’Expo del 2015 eppure le piazze rimangono vuote. Una citta’ ricca di boutique e aziende senza una piazza in centro citta’ che rappresenti un luogo di aggregazione e socialità. Si costruiscono grattacieli cementificando dei parchi in nome del progresso. Si sacrifica l’interesse comune per quello di pochi.
La Milano che vorremmo e’ diversa: viva, sorridente, che mantenga valori e tradizioni proprie, che ci appaghi culturalmente e intellettualmente, che ci offra intrattenimento a prezzi abbordabili, che partecipi alla vita sociale dei suoi cittadini, che sia esteticamente bella.
Al Macrobotellon del 14 giugno vogliamo ripetere i successi dell’anno scorso: fiumi di gente all’aria aperta , musica, un concetto di divertimento nuovo e per tutti, un raduno per chi vuole e crede nei cambiamenti. Una voce, la nostra, che vale più di tutto.
Non dimentichiamo di portarci da bere, dei sacchetti per buttare i rifiuti, musica, arte, il rispetto per gli abitanti del quartiere e per la città.

Gira questa e-mail a tutti i tuoi contatti, diffondi la voce e ci si vede al Botellon più grande d’Italia :-) ) )'

ps io aggiungo che il botellon dovrebbe essere SEMPRE, riappropriarsi degli spazi pubblici (non sono forse costruiti per i cittadini?) smettiamola di rinchiuderci in locali che vendono bevande e divertimenti precostruiti a prezzi esosi e stipano nelle cucine cuochi e lavoranti pagati pochissimo,boicottiamo questo business che sta rendendo Milano simile a un centro commerciale del divertimento,business che sta distruggendo e rovinando quartieri, spazi aperti e spazi di confronto spazzati via dalle vetrine, soprattutto ora che siamo in estate il clima non rappresenta un'eventuale giustificazione, non ci sono giustificazioni, ritorniamo nei parchi e nelle piazze!


Recinzioni - IL DIVO (P. Sorrentino, 2008)

Sette anni della pluridecennale carriera politica di Giulio Andreotti, dalla sua settima (e ultima) presidenza del Consiglio, al processo per associazione mafiosa. E' la parabola del più influente uomo politico italiano (interpretato con straordinario mimesi da T. Servillo) che, a un passo dal Quirinale, si vede travolto tutto d'un colpo da quel vento della Storia che, fino ad allora, gli era sembrato solo leggera brezza. Girato con un ampio ricorso alla spettacolarità delle immagini, in alcuni momenti il film sembra un western di Peckimpah ruotante intorno alla imperscrutabile Sfinge che è il protagonista: tutti gli altri attori, seppur bravissimi, non possono che risultare ingenui comprimari. Certo, la ricostruzione storica è talmente frenetica e complessa che, per un pubblico non-italiano, risulterà ostica se non impossibile da decifrare. Ma non è questo uno degli obiettivi di Sorrentino: non Rosi, nè Petri, nè qualunque paragone con il cinema impegnato dei primi anni Settanta. Originalissimo nelle trovate tecniche, nella creazione dei titoli di testa, nella spregiudicatezza della colonna sonora, nell'alternanza di momenti-verità ad altri dichiaratamente visionari, Il Divo rende omaggio, piuttosto, all'anarchia grafica di Kill Bill e insieme, al coraggio un po' blasfemo del Fellini della Dolce vita. E' infine una parabola, epica ed intimista allo stesso tempo, sulla violenza del potere e degli uomini, sull'assurda necessità di "praticare il Male per preservare il Bene", in un Paese sanguinario e sanguinante dove tutti sono, a loro modo, peccatori.
Voto: 7,5