by ME
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sabato 12 aprile 2008
lunedì 17 dicembre 2007
cattiva maestra
Talvolta gironzolando per la rete si trovano cose mooolllltttoooo interessanti come questo blog che rifà palesemente il verso al nostro amato/odiato Popper (il filosofo, non la droga! Malpensanti!).
* Politica
Controproposta di Clemente Mastella per la modifica delle legge elettorale: sistema alla Ceppaloni con premio di maggioranza per i partiti al di sotto dell'1,5% il cui nome inizia per U e finisce per DEUR.
* Cronaca
Svolta nelle indagini sull'omicidio di Perugia. Bruno Vespa patteggerà la pena.
* Trasporti
Le forti nevicate hanno mandato in tilt i treni delle ferrovie. A giudicare dagli effetti, la glaciazione è iniziata nel 1954.
* Salute
Marco Pannella sarà il nuovo testimonial per la donazione degli organi. Grazie ai polmoni del leader Radicale, l'ANAS disporrà di sufficiente catrame per asfaltare la Salerno - Reggio Calabria.
* Storia
Scoperta shock su Gengis Khan. Il grande condottiero dell'Orda votava Storace.
* Chiesa
Benedetto XVI ha espresso la propria preoccupazione per la senatrice teodem Paola Binetti: «A Papa qvella figliola no piace. La Pinetti mi rupa il laforo».
* Musica
Settimana della prevenzione contro la sordità. L'Amplifon offrirà test gratuiti ai fan di Gigi D'Alessio.
* Cinema
Nelle sale il nuovo cinepanettone: Natale in Crociera. Purtroppo la nave non è il Titanic.
* Politica
Controproposta di Clemente Mastella per la modifica delle legge elettorale: sistema alla Ceppaloni con premio di maggioranza per i partiti al di sotto dell'1,5% il cui nome inizia per U e finisce per DEUR.
* Cronaca
Svolta nelle indagini sull'omicidio di Perugia. Bruno Vespa patteggerà la pena.
* Trasporti
Le forti nevicate hanno mandato in tilt i treni delle ferrovie. A giudicare dagli effetti, la glaciazione è iniziata nel 1954.
* Salute
Marco Pannella sarà il nuovo testimonial per la donazione degli organi. Grazie ai polmoni del leader Radicale, l'ANAS disporrà di sufficiente catrame per asfaltare la Salerno - Reggio Calabria.
* Storia
Scoperta shock su Gengis Khan. Il grande condottiero dell'Orda votava Storace.
* Chiesa
Benedetto XVI ha espresso la propria preoccupazione per la senatrice teodem Paola Binetti: «A Papa qvella figliola no piace. La Pinetti mi rupa il laforo».
* Musica
Settimana della prevenzione contro la sordità. L'Amplifon offrirà test gratuiti ai fan di Gigi D'Alessio.
* Cinema
Nelle sale il nuovo cinepanettone: Natale in Crociera. Purtroppo la nave non è il Titanic.
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giovedì 13 dicembre 2007
We Italians have our destiny in our hands more than ever before - Discussione?
Se andate su questo link:
http://www.nytimes.com/2007/12/13/world/europe/13italy.html?_r=2&hp&oref=slogin&oref=slogin#
potete leggere l'ultimo articolo che il New York Times ha dedicato all'Italia.
Al di la di tutti i miei post deliranti, stavolta mi piacerebbe davvero discutere un attimo con voi di questa situazione.
Io sono sinceramente rattristato dal constatare che, alla fine della fiera, io non sono "partito" dall'Italia. Io sono emigrato.
Come avevano fatto i fratelli di mia nonna in America. Come hanno fatto i miei genitori da Palermo a Milano.
Mi sono accorto che il tornare indietro e', almeno al momento, una scelta assolutamente svantaggiosa. E un po' deprimente.
Non sono contento di questo. Affatto.
E' buffo che io, che non sono mai stato patriottico in nessun modo, senta davvero rabbia e tristezza adesso quando vedo la situazione italiana..
In realta' quello che mi lascia piu' amareggiato sono i ragazzi della nostra eta'. Qui ad esempio vivo con tre ragazzi inglesi, che vogliono fare gli artisti. Uno e' uno scultore, uno si occupa di new media, uno e' un artista concettuale. Hanno 22/23 anni. Non si sentono dei falliti. Non si sentono dei coglioni. Organizzano mostre dappertutto, lavorano con concentrazione e coraggio. Non sono eccezionalmente geniali ne' audaci. Ma riescono a credere in quello che fanno e dunque riescono a farlo.
In Italia, lo sappiamo tutti bene, se vuoi fare l'artista ti senti/vieni difinito (+o- tacitamente) un fallito o un freak. E tu ti comporti di conseguenza, oppure lasci stare..
Il pubblico italiano, soprattutto quello giovane (e io ho esperienza di Milano, che non e' certo l'ultimo paesino) e' mediamente ignorante, abulico, passivo e di un'arroganza sconcertante.
Io ho provato per qualche anno a fare del mio meglio. Poi ho avuto l'occasione di andare via. E ci sono rimasto.
Naturalmente mi accorgo che la scelta di andarsene mi rende ancora piu' impotente nei confronti di questa situazione.
Non voglio fare il solito "italiano all'estero" che si lamente che in madrepatria nessuno rispetta la fila..
Pero' mi accorgo che qui si respira il futuro. La possibilita' di un futuro. E che a Milano non era la stessa cosa.
Mi chiedo, a questo punto, cosa si possa fare.
Sarebbe bello che tutti gli emigrati di questa nuova generazione decidessero di tornare indietro contemporaneamente e di mettere mano alla facenda.
Sarebbe molto bello ma e' altamente improbabile, nonostante la nostalgia che anche io provo. E" improbabile perche', se non si torna tutti insieme, senza uno sforzo congiunto, i pochi coraggiosi si troverebbero completamente invischiati in un ambiente impossibile.
E se andrebbero via di nuovo. stavolta per sempre.
Che fare, mi chiedo? Come fare?
http://www.nytimes.com/2007/12/13/world/europe/13italy.html?_r=2&hp&oref=slogin&oref=slogin#
potete leggere l'ultimo articolo che il New York Times ha dedicato all'Italia.
Al di la di tutti i miei post deliranti, stavolta mi piacerebbe davvero discutere un attimo con voi di questa situazione.
Io sono sinceramente rattristato dal constatare che, alla fine della fiera, io non sono "partito" dall'Italia. Io sono emigrato.
Come avevano fatto i fratelli di mia nonna in America. Come hanno fatto i miei genitori da Palermo a Milano.
Mi sono accorto che il tornare indietro e', almeno al momento, una scelta assolutamente svantaggiosa. E un po' deprimente.
Non sono contento di questo. Affatto.
E' buffo che io, che non sono mai stato patriottico in nessun modo, senta davvero rabbia e tristezza adesso quando vedo la situazione italiana..
In realta' quello che mi lascia piu' amareggiato sono i ragazzi della nostra eta'. Qui ad esempio vivo con tre ragazzi inglesi, che vogliono fare gli artisti. Uno e' uno scultore, uno si occupa di new media, uno e' un artista concettuale. Hanno 22/23 anni. Non si sentono dei falliti. Non si sentono dei coglioni. Organizzano mostre dappertutto, lavorano con concentrazione e coraggio. Non sono eccezionalmente geniali ne' audaci. Ma riescono a credere in quello che fanno e dunque riescono a farlo.
In Italia, lo sappiamo tutti bene, se vuoi fare l'artista ti senti/vieni difinito (+o- tacitamente) un fallito o un freak. E tu ti comporti di conseguenza, oppure lasci stare..
Il pubblico italiano, soprattutto quello giovane (e io ho esperienza di Milano, che non e' certo l'ultimo paesino) e' mediamente ignorante, abulico, passivo e di un'arroganza sconcertante.
Io ho provato per qualche anno a fare del mio meglio. Poi ho avuto l'occasione di andare via. E ci sono rimasto.
Naturalmente mi accorgo che la scelta di andarsene mi rende ancora piu' impotente nei confronti di questa situazione.
Non voglio fare il solito "italiano all'estero" che si lamente che in madrepatria nessuno rispetta la fila..
Pero' mi accorgo che qui si respira il futuro. La possibilita' di un futuro. E che a Milano non era la stessa cosa.
Mi chiedo, a questo punto, cosa si possa fare.
Sarebbe bello che tutti gli emigrati di questa nuova generazione decidessero di tornare indietro contemporaneamente e di mettere mano alla facenda.
Sarebbe molto bello ma e' altamente improbabile, nonostante la nostalgia che anche io provo. E" improbabile perche', se non si torna tutti insieme, senza uno sforzo congiunto, i pochi coraggiosi si troverebbero completamente invischiati in un ambiente impossibile.
E se andrebbero via di nuovo. stavolta per sempre.
Che fare, mi chiedo? Come fare?
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