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domenica 7 giugno 2009

Dittature e narcisismo.


Cina. 2009. Incredibile.

“Votare, almeno per me, è un gesto umile e razionale. Significa, lo dico brutalmente, accettare di far parte di una mediocrità collettiva (la democrazia è anche questo) piuttosto che di un’ eccellenza appartata. Votare significa accettare i limiti non solo di un partito e dei suoi candidati, ma anche i propri. Il non voto è una specie di “voto in purezza”, un gesto estetico e sentimentale che antepone l’ integrità dell’ io alla contaminazione del noi. L’ astensionista menefreghista (quello che una volta si chiamava qualunquista) è uno che non si immischia, l’ astensionista nobilee deluso di oggi è uno che non si mischia: cerca di salvare se stesso, la propria coscienza, la propria coerenza, levandoli dal tavolo di gioco e portandoseli a casa. Se è il narcisismo la colpa che, giustamente, si imputa ai dirigenti della sinistra e del centrosinistra, specie i post-comunisti, l’ astensionista sappia che rischia di peccare anch’ egli di narcisismo. Aiuta e serve solo se stesso, lasciando in mani altrui la precaria, vischiosa materia dell’ identità collettiva. Questa sinistra, queste sinistre, sono anche il prodotto delle nostre idee (quelle giuste e quelle sbagliate) e delle nostre vite. I loro pregi e i loro difetti assomigliano molti ai nostri.” (Michele Serra)

venerdì 29 maggio 2009

Senza Vergogna.



[Marco Belpoliti mi ha mandato l'intervento che ha letto la scorsa settimana a Officina Italia]

di Marco Belpoliti

La vergogna non c’è più. Quel sentimento che ci suggeriva di provare un turbamento, oppure un senso d’indegnità di fronte alle conseguenze di una nostra frase o azione, che c’induceva a chinare il capo, abbassare gli occhi, evitare lo sguardo dell’altro, di farci piccoli e timorosi, sembra scomparso.
Ho in mente un passo della Tregua di Primo Levi, proprio all’inizio del libro, dove i giovani soldati russi arrivano in vista del Lager, e dall’alto dei loro cavalli osservano lo spettacolo che si offre ai loro sguardi di vincitori: “Non salutavano, non sorridevano; apparivano oppressi, oltre che da pietà, da un confuso ritegno, che sigillava le loro bocche, e avvinceva i loro occhi allo scenario funereo. Era la stessa vergogna a noi ben nota”... 

mercoledì 6 maggio 2009

la giustizia italiana si presta alla barzelletta

guardatelo e votate che mi alza il ranking su youtube !
(su "video correlati" nel banner di dx ci sono le parti seguenti)

mercoledì 22 aprile 2009

Lo strano caso della Locusta

Della LOCUSTA su wikipedia si leggono cose interessanti, anche quelle che ce la rendono meno simpatica ("La loro numerosità fa sì che i campi interessati alla loro migrazione vengano letteralmente spogliati di qualsiasi raccolto utile")
Di SALVATORE LIGRESTI invece, che tra le locuste nostrane é tra le peggiori, si leggono invece solo dati di qualità anagrafica, che sono poco rispetto a quello che ci sarebbe da dire sull'uomo.

questa immagine, tratta dal web grazie a Google, é una delle pochissime che abbiamo dell'ingegnere.
per anni le uniche immagini che circolavano, erano quelle scattate in questura quando andò a denunciare la scomparsa della moglie, sequestrata nel 1981 e rilasciata dopo circa 24 ore. indagini archiviate. qualcuno ipotizza che si tratti di ricatto mafioso, ma perché mai ?
Qualcuno ancora si ricorda di lui quando faceva il portaborse per Raffaele Ursini, petroliere e finanziere che fa bancarotta e scappa in Brasile. Da lui Ligresti eredita per così dire un cospicuo pacchetto azionario della SAI (grande agenzia assicurativa): lui afferma di averlo legittimamente acquistato, molti sospettano che dietro al riscatto ci sia lo zampino di qualche suo amico di Paternò, in Sicilia, di cui é originario.
Lui diventa "presidente onorario" della SAI, di fare l'amministratore delegato proprio non ne vuole sapere e delega la gestione degli affaroni al senatore missino Antonino La Russa, padre del vecchio Ignazio. Spero che questo non vi induca a pensare che oggi La Russa sia il difensore degli interessi di Ligresti in parlamento!
Basso profilo quindi e niente foto, finché una decina d'anni dopo, le figlie Jonella e Maria Giulia (conosciuta anche come Gigliola) cominciano a pestare i piedi per avere una visibilità nell'alto mondo e si fanno accompagnare da lui al ballo delle debuttanti del golf club di Monza, allestito presso la villa reale.
Ligresti intanto diventa anche uno dei maggiori immobiliaristi di Milano e la sua Impregilo ha un sacco di affari per le mani, tra cui la nostra beneamata zona Garibaldi-Repubblica, dove un tempo c'era anche la Stecca :(
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