Gli Anni Novanta così come li ho visti e sentiti: 1990
di
Paul Moss
Il 1990 è una ragazza bruna vestita alla tirolese, di vent'anni o poco più, che balla su un tavolo mentre lo spumante schizza da tutte le parti: "Buon anno tesoro, buon anno amore." - è le finestre del ristorante, la neve e il buio fuori, le Mercedes e le Bmw con targa tedesca, ricoperte di bianco - il 1990 è l'odore di legna della Calabria - è mio zio Geppy in canottiera, costume, zoccoli da mare - "Sentite il pubblico come fischia l'inno!" - è Hijos de puta... Hijos de puta... - il labiale è inequivocabile! - "Però guardalo Maradona, poverino, come piange: mi fa quasi pena!" - "Ma che pena e pena, mariarosa'! Dovevamo vincerlo, questo mondiale, mah... mi sono schifato..." - è Nana-nanàà, nana-nanààà, nannanaaa-nananaaaa...dove c'è Barilla, c'è casa... - Bzz! - é "Allora, stamattina vieni al Policlino con me? Così mentre seguo il Prof. Nunziata ti lascio nella mia stanza a scrivere con la Olivetti. No, non te la posso far portare a casa." - è "Peppe, andiamo al cinema a vedere Ghost? Paola Cirillo ha detto che è bellissimo..." - "A proposito, il figlio dei Cirillo avrà conosciuto Paolo, a scuola?" - è "Ciao io mi chiamo Fabrizio e tu? Ma hai visto com'è vecchia la maestra di matematica, la Sig. Prezioso? Può essere che prima di finire le elementari sarà già morta. Ehi, non so te, ma io ho una paura assurda...No, non la pipì: penso proprio che mi sto facendo cacca addosso." - il 1990, ancora, è il ragù, il ragù incrostato sul forno - è Via Leone Marsicano, i lavori della metropolitana, quella scritta (CO.ME.NA) sul cantiere - e poi è "allora, Paolo, la vuoi una sorellina? Se la vuoi davvero, forse Gesù ti ascolterà..."
di
Paul Moss
Il 1990 è una ragazza bruna vestita alla tirolese, di vent'anni o poco più, che balla su un tavolo mentre lo spumante schizza da tutte le parti: "Buon anno tesoro, buon anno amore." - è le finestre del ristorante, la neve e il buio fuori, le Mercedes e le Bmw con targa tedesca, ricoperte di bianco - il 1990 è l'odore di legna della Calabria - è mio zio Geppy in canottiera, costume, zoccoli da mare - "Sentite il pubblico come fischia l'inno!" - è Hijos de puta... Hijos de puta... - il labiale è inequivocabile! - "Però guardalo Maradona, poverino, come piange: mi fa quasi pena!" - "Ma che pena e pena, mariarosa'! Dovevamo vincerlo, questo mondiale, mah... mi sono schifato..." - è Nana-nanàà, nana-nanààà, nannanaaa-nananaaaa...dove c'è Barilla, c'è casa... - Bzz! - é "Allora, stamattina vieni al Policlino con me? Così mentre seguo il Prof. Nunziata ti lascio nella mia stanza a scrivere con la Olivetti. No, non te la posso far portare a casa." - è "Peppe, andiamo al cinema a vedere Ghost? Paola Cirillo ha detto che è bellissimo..." - "A proposito, il figlio dei Cirillo avrà conosciuto Paolo, a scuola?" - è "Ciao io mi chiamo Fabrizio e tu? Ma hai visto com'è vecchia la maestra di matematica, la Sig. Prezioso? Può essere che prima di finire le elementari sarà già morta. Ehi, non so te, ma io ho una paura assurda...No, non la pipì: penso proprio che mi sto facendo cacca addosso." - il 1990, ancora, è il ragù, il ragù incrostato sul forno - è Via Leone Marsicano, i lavori della metropolitana, quella scritta (CO.ME.NA) sul cantiere - e poi è "allora, Paolo, la vuoi una sorellina? Se la vuoi davvero, forse Gesù ti ascolterà..."