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martedì 1 luglio 2008

E vissero felici e contenti.




E' la chiusura del cerchio. L'ennesima dimostrazione di come le "reti di contatto" governino il jet-set (sub)culturale italiano e non solo.
Tutti sanno della mia inspiegabile fissazione per Beatrice Borromeo: sogno adolescenziale, algida damigella da copertina rosa, taciturna divetta al Liceo Berchet, biondissima ninfa intravista in una calda giornata di luglio, anni fa, grazie alla pietosa intercessione di Federico Campagna. Proprio con quest'ultimo si vagheggiava d'inserirla in una sorta di documentario sulla nostra epoca, da noi diretto, il cui titolo avrebbe dovuto essere Gli Anni Zero.
Ecco. La Borromeo è tra le braccia di Pierre Casiraghi, rampollo monegasco finito alla Bocconi a studiare economia, avvistato dal sottoscritto mentre scriveva una mail a Fernanda Lessa, nella sala computer di via Sarfatti. Il suo incedere arrogante e sbruffonesco tra i corridoi dell'istituto aveva fatto sensazione. Il suo vistoso ciuffo biondo che gli cascava arrendevolmente sugli occhi, pure.
Ma il colpo di grazia è dietro l'angolo. Anzi, davanti alla coppia. E si chiama Lapo Elkann. Il trio delle meraviglia è in vacanza a Saint-Tropez. Sono intenti ad imbarcarsi per una perlustrazione marittima della Costa Azzurra.
Rimasto a riva, il mio ego sconsolato inghiotte bile ed affonda.