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lunedì 29 dicembre 2008

RECINZIONI - The "100 MOVIES I CAN'T LIVE WITHOUT" List

#24 - Luci della ribalta
Un film di Charles Chaplin. Con Sydney Chaplin, Claire Bloom, Buster Keaton, Charles Chaplin, Nigel Bruce.
Titolo originale Limelight. Drammatico, b/n durata 145 min. - USA 1952.




Con Luci della ribalta Chaplin ha voluto narrare una storia individuale, la storia di un declino e di una morte, e forse prefigurava se stesso, o voleva esorcizzare. Aveva sessantatré anni, pensava alla poesia e al sentimento e aveva finalmente accettato la parola nei film. Aveva capito che la parola non sarebbe servita, come nel Grande dittatore, a enunciare i grandi temi: il cinema non aveva necessariamente quel dovere e Chaplin non aveva quella capacità. Charlot aveva espresso i massimi valori e sentimenti col gesto e le azioni. Una bella storia individuale, capace di far ridere e sorridere, e anche commuovere, poteva essere altrettanto importante dei grandi messaggi sociali che aveva cercato di lanciare con immensa efficacia (Tempi moderni) o allarmante originalità (Monsieur Verdoux). È la vicenda di Calvero, vecchio artista del varietà nella Londra degli anni Dieci. Non ha più successo ed è malato. Salva la vita a una ballerina disperata, la cura e le dà fiducia. Ne fa un'artista e la porta alla sua "prima" trionfale. Nel frattempo chiede soltanto di fare un ultimo spettacolo e, se proprio non sarà successo, che non sia almeno un insuccesso. Aiutato dal suo partner (Buster Keaton) ottiene un vero trionfo. Nell'ultima gag cade dentro un tamburo e vi muore. Ma prima assiste al trionfo della sua protetta. Parabola straordinaria sull'altruismo, la fiducia e il coraggio. Il film commosse il mondo e Chaplin, ancora una volta, ebbe ragione. Aveva voltato pagina e si era di nuovo imposto, aiutato dalla freschezza del ricordo e dell'esperienza diretta, se è vero che Calvero era un po' Charles, ma soprattutto era suo padre che aveva fatto la fame dando piccoli spettacoli sui marciapiedi di Londra. Il dialogo è pieno di considerazioni che sembrerebbero minime e banali, ma sono strumentali e rinviano a certi concetti naturali che in quegli anni sembravano sopraffatti dalle tante guerre fredde e cacce alle streghe. E fu proprio quella la stagione che rese più inviso il grande inglese agli americani, anzi, al loro governo. Molte le scene da ricordare: le lezioni di vita a Claire Bloom, l'incontro successivo in cui lui le chiede l'elemosina, infine il numero finale con Chaplin al violino e Keaton al piano. E non si può non citare la colonna sonora composta dallo stesso Chaplin, uno dei più bei temi di tutta la musica da film.

venerdì 16 maggio 2008

Recinzioni - THE "100 MOVIES I CAN'T LIVE WITHOUT" LIST

#73 - La febbre dell'oro
(The Gold Rush)
Un film di Charlie Chaplin. Con Charlie Chaplin, Mack Swain, Georgia Hale, Tom Murray, Kay Desleys, Joan Lowell, Betty Morrissey, Henry Bergman, Malcolm Waite. Genere Commedia, b/n 82 (72) minuti. - Produzione USA 1925.



Peripezie tragicomiche e sentimentali dell'omino vagabondo ai tempi della corsa all'oro nel Klondyke. Uno dei più omogenei tra i film lunghi di Chaplin: il tragico s'incorpora nel comico, le scene più buffe sono anche quelle dove la drammaticità si fa più intensa, sullo sfondo di un'Alaska inventata, ma più vera del vero. È il solo suo film in cui la natura e il caso hanno un peso maggiore che la società e gli uomini. Sebbene il tema centrale sia la lotta per la sopravvivenza, visivamente prevale a poco a poco quello della solitudine, come rivelano le ripetute situazioni estatiche. Molte le sequenze celebri tra cui, celeberrima, la danza dei panini. La voce off nell'edizione inglese, sonorizzata nel '42 e abbreviata a 72 minuti, è di Chaplin. Uno dei suoi più grandi successi.

martedì 13 maggio 2008

Recinzioni - THE "100 MOVIES I CAN'T LIVE WITHOUT" LIST

#75 - Il monello
(The Kid)
Un film di Charles Chaplin. Con Charles Chaplin, Jackie Coogan, Carl Miller, Edna Purviance, Tom Wilson, Albert Austin, Granville Redmond. Genere Commedia, b/n 83 minuti. - Produzione USA 1921.



Charlot, povero vetraio, raccoglie e alleva un bimbetto abbandonato dalla madre, vittima di un seduttore. Per aiutare il padre adottivo, il monello rompe i vetri. Poi torna la madre, diventata ricca, e lo riprende. 1° lungometraggio di Chaplin, largamente autobiografico per quel che riguarda la sua infanzia povera nei quartieri popolari di Londra. Nella sua miscela di patetico e di comico (anche grottesco) quante generazioni di bambini ha fatto ridere e piangere? La sequenza del sogno è risolta da Chaplin, con rischio calcolato, in un incantevole stile naïf dai trucchi artigianali. Tenero, umoristico, realistico, lirico. Straordinario esordio del piccolo J. Coogan. Un successo che dura da 80 anni. Fu rieditato nel 1971 dall'autore che eliminò alcune brevi scene e vi aggiunse una partitura musicale di sua composizione.

giovedì 17 gennaio 2008

il grande dittatore