…Vorremmo tutti che fosse solo un film…vorremmo tutti poter saper recitare bene una parte,almeno per poter dare una sbirciatina al copione.
Vorremo tutti poter saper riparare ad ogni sbaglio con un cacciavite in mano e poi vorremmo risbatterci nella scatola del bricolage sapendo di essere utili come lo sono i chiodi.
Sento nella testa che la mia voce ancora urla contro il nulla
ora sono sola e ascolto musica perché dà un ritmo ai miei pensieri.
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domenica 17 febbraio 2008
no title, 26aprile2006
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martedì 8 gennaio 2008
Sull'assoluta necessita' di sopprimere gli anziani

Gentili concittadini,
sono felice di condividere con voi alcuni pensieri sul futuro.
Essendo gennaio il mese piu' giovane dell'anno ed essendo noi ancora giovani, il tema di questo post e' senz'altro appropriato al tempo:
Sull'assoluta necessita' di sopprimere gli anziani.
PROLOGO TEORICO
Questo post e' in debito con il testo di Niall Ferguson, docente di storia all'universita' di Harvard, "Cash Nexus" (tradotto in italiano col titolo orribile di "Soldi e Potere").
Nelle pagine del succitato pregevole libro, ho potuto approcciarmi a un concetto nuovo e interessante:
La Contabilita' intergenerazionale.
La "Generational Accounting" e' un'invenzione anglosassone che consente di osservare i rapporti tra le diverse generazioni in termini di spesa pubblica, sullo sfondo di un'idea di equilibrio di lungo termine tra spesa e tassazione.
Detto in altri termini, si osserva quanto le spese (welfare, pensioni, sanita'..)di una generazione peseranno sul quelle future.
I risultati dell'analisi condotta con Generational Accounting?
Agghiaccianti per tutto l'occidente. A parte Nuova Zelanda e Irlanda, tutti i maggiori paesi "occidentali" dovrebbero alzare la tassazione di almeno il 40% e ridurre la spesa pubblica del 30% per poter riportare in equilibrio la bilancia della speasa pubblica entro la prossima generazione.
Inutile dire che ogni debito, come sappiamo, porta con se' degli interessi: in altri termini, piu' si aspetta a colmare questo debito, e piu' il debito sale.
A conclusione di questa analisi, Ferguson prospettava che, come nel XX secolo i conflitti principlai sno stati conflitti di classe, cosi' nel XXI secolo i conflitti saranno intergenerazionali.
Del resto, nota, i giovani e i non ancora nati sono la piu'grande minoranza e la meno rappresentata politicamente nelle democrazie occidentali.
E l'Italia?
Se date un'occhiata qui http://www.lavoce.info/articoli/pagina575.html potete leggere un breve report del 2003 (qui lo studio completo in inglese da scaricare http://ideas.repec.org/p/fip/fedcwp/9208.html ).
La situazione non e' buona.
Ad aggravarla, da un lato la forza politica dei sindacati (che difendono i diritti di chi ha gia' da tempo un lavoro e dunque mira alla pensione) e dall'altra una ripartizione intergenerazionale dle potere che avvantaggia fortemente gli aziani (i posti di potere sono, tipicamente, occupati da anziani. A differenza che in molti altri paesi occidentali, ma come avviene di norma nelle civilta' preindustriali e tribali.)
SCENARI FUTURI?
C'e' un solo metodo, a mio parere, per prospettare con realismo gli scenari futuri.
E rientra nel genere della fantascienza.
Immagino una societa' sempre piu' anziana, in cui la vita media sia incredibilmente lunga, in cui il ricambio generazionale ai posti di potere si faccia sempre piu' lento. Immagino una societa' in cui la forza lavoro sia tanto numericamente inferiore a quella non produttiva da venire schiacciata sotto una schiavitu' dai precedneti faraonici. Immagino un futuro in cui gli immigrati giovani saranno spremuti e sfruttati come risorsa preziosa per mantenere in vita antiche generazioni che si sono conquistate il "diritto" al riposo. Immagino una frattura sempre piu' profonda tra lavoratori e proprietari, un divario generazionale. Immagino citta' piene di anziani, nascosti e protetti dalla tecnologia che li tiene in vita e che garantisce l'ordine nelle strade. Immagino insegnanti anziani, poche scuole rimaste aperte, trasformate in centri di addestramento al lavoro. Immagino la soglia dell'eta' legale per votare alzata, la soglia del limite al lavoro minorile abbassata. Immagino un futuro in cui a molti giovani non sia concesso di invecchiare, per non saturare eccessivamente le file di anziani oligarchi. Immagino stragi silenziose dal sapore cinese. Immagino una nuova estetica, una rivalutazione del look anziano, dei capelli bianchi, una ridicolizzazione della gioventu' (che tra l'altro e' gia' in atto....ma purtoppo ad opera dei giovani..) E tutto sara' soltanto una questione di sostenibilita', una necessita'sociale.
SPERANZE
E immagino gruppi di giovani nascosti, sfuggiti al lavoro. Imagino ronde di ragazzi che eludono la tecnopolizia e si avevnturano nei quartieri residenziali per anziani, che manomettono i congegni di ricambio del sangue, che sabotano gli apparecchi per il ringiovanimento della pelle. Immagino piccoli stormi di ragazzi fuggiaschi tramutati in assassini. a caccia di anziani. Di paraplegici. Di ammalati. A caccia di costi..a cui soltanto i giovani sono costretti a far fronte.
E sara' orribile. Orribile e necessario. Uccidere gli anziani sara' l'unica guerra di liberazione possibile. Saranno giovani timidi, affatto perversi, isolati. Saranno giovani pensatori e liberi.
Ma noi non saremo tra loro.
Noi saremo anziani.
Noi saremo tenuti in vita da organi artificiali.
Nascosti dietro alla polizia e alle istituzioni.
Noi scriveremo libri e articoli sulla saggezza dei vecchi.
E, mi auguro, noi saremo in pericolo. Tutti i giorni. Sempre attenti la notte a chi si avvicnia alla nostra finestra. Sempre spaventati che sia uno di loro. Che sia un ragazzino.
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lunedì 7 gennaio 2008
Sui vantaggi di un colpo si stato militare in Italia oggi
Gentili concittadini,

mi rivolgo a voi in queste ore di "emergenza" - per citare chi mi ha preceduto - con la volonta' di esporvi alcuni punti di vista su un'opzione politica non ancora abbastanza considerata dalle masse - ma certamente al vaglio dei diretti interessati, come alcune vicende giudiziare lasciano intuire - e che potrebbe risollevare d'un balzo le sorti di questo nostro putrescente paese.
Non sto parlando della gia' invocata "spinta etica" che dovrebbe rivegliarsi nel cuore dei giovani italiani. Parlo piuttosto di un'evento che favorirebbe questa spinta. E molto altro ancora.
Insomma, per dirlo in una parola, sto parlando della possibilita' (o probabilita'?) di un colpo di stato militare in Italia.
Non mi dilunghero' sulla lunga relazione che la nostra giovane repubblica ha intrattenuto negli anni con i tentativi di colpo di stato da parte delle forze armate.
Tralascero' anche di esporre perche', a mio paraere, l'opera di delegittimazione a 360 gradi delle forze politiche parlamentari - anche e soprattuttto grazie alle intercettazini telefoniche rese pubbliche proprio da quell'apparato militare che le raccoglie e gestisce - faccia gia' parte di un progetto del genere.
Arrivero' subito al punto, elencando solo alcuni dei numerosi vantaggi che un'evento del genere potrebbe dare a noi tutti:
- maggiore efficienza: la storia ci ha insegnato come i regimi autoritari siano in grado di assicurare maggiore efficienza nella gestione del territorio dello Stato. Sia nei settori pubblici (trasporti, sanita', giustizia e, ultimo ma non ultimo...getsione dell'immondizia!), che nell'economia generale del paese. Come sostiene il sociologo Ralf Dahrendorf in "Quadrare il cerchio", le economie asiatiche - per la maggior parte sviluppate sottto sistemi autoritari - riescono a produrre risultati sorprendenti sacrificando quel bene caotico e improduttivo che e' la liberta' democratica. Il libro e' stato scritto nel 1996: da allora, i fatti gli hanno dato ragione.
Inoltre, un governo autoritario e dittatoriale sarebbe molto meno suscettibile alla corruzione dilagante che caratterizza i governi pseudodemocratici e lobbistici quali i governi italiani degli ultimi cinquant'anni.
- minore conflittualita' corporativistica: nei regimi autoritari scompaiono le organizzazioni sindacali e le libere associazioni di produttori. Al loro posto sorgono delle "corporazioni" che sono diretta emanazione dello stato. Se consideriamo che da un lato il conflitto sindacale ha fatto perdere negli anni buona parte del vigore dell'economia italiana, e che dall'altro le guerre lobbistiche - che sono ormai il succo del dibatttito parlaentare - hanno confuso l'azione dei vari governi a livelli inverosimili, non risulta forse evidente il vantaggio che deriverebbe da una maggiore "regolamentazione" di questi ampi e potenti frammenti della societa'? Potremmo restare sorpresi da quanto un coprifuoco sia ben piu' interessante della litigiosita' da talk show che ci ostiniamo a chiamare "dibattito democratico".
- maggiore importanza strategica nello scenario internazionale: con l'ascesa al potere dell'apparato militare l'Italia potrebbe essere in grado di sviluppare quella che e' forse la sua maggiore risorsa economico/politica al momento disponibile. Non mi riferisco al turismo o ai beni culturali. sto parlando della posizione privilegiata nello scenario geopolitico che vede nel Medio Oriente il fulcro dei conflitti internazionali. Certamente una dittatura militare sarebbe in grado di gestire questa peculiarita' del nostro paese in maniera paricolarmente poratttiva e coraggiosa. Non dimentichiamoci che le nostre coste accolgono le basi aereonautiche piu' vicine a tutti gli obiettivi sensibili del medioriente.
- fiducia e novita': con una svolta tanto controcorrente come un colpo di stato militare, i cittadini italiani potrebbero finalmente respirare il "nuovo". Un nuovo eccitante, che da' fiducia, che offre sicurezza, che regala un'identita' unica in europa, che ispira orgoglio. Tutte quelle emozioni, insomma, che gli italiani hanno perso da tempo. del resto, nella tv italiana le icone piu' utilizzate e amate dai telespettatori sono quelle di membri dell'aparato militare (carabinieri e poliziotti). Dato che l'Italia e' un paese ancora pre-digitale, in cui la televisione svolge la funzione persuasiva che svolgeva nell'europa degli anni sessanta, non sorprenderebbe scoprire negli italiani una inconscia fiuducia per un Maresciallo Rocca al potere.e un governo mililtare avrebbe un'iconografia e un patrimonio simbolico particolarmente ricco da utilizzare. Provare per credere.
- un nuovo dissenso: ma chi forse trarrebbe maggiore giovamento da un evento del genere saremmo noi. Noi, quelli che immediatamente si schiererebbero nelle file del dissenso. Come gia' accadde in molti paesi negli anni 70/80, tanti "dissidenti" sceglierebbero la via dell'esilio volontario. Si ritroverebbero nelle principali citta' europee. Si incontrrebbero. Si conterebbero. Creerebbero associazioni, movimenti, riviste. Susciterebbero l'attenzione internazionale e farebbero di tutto per dare il meglio di se' nella "causa" della liberazione dell'italia. Si aprirebbe un nuovo dibattito sulle possibilita' del dopo-golpe, su come gestire un'eventuale transizione democratica che non ci riporti agli anni di Prodi e Berlusconi. I pavidi, i servi, i buffoni salirebbero a galla come la pula del grano e verrebbero facilmente smascherati. I giovani italiani troverebbero qualcosa di meglio di cui ocuparsi che il calcio, i mercatini di natale e le tette. E lo farebbero, state certi che lo farebbero. Perche' sarebbe proprio questa "anomalia" italiana la piu' grande pubblicita' sulla scena internazionale che abbiamo mai avuto da anni. E un'occasione per migliaia di giovani sbandati dediti alla Play Station 2 di dare un senso alla propria vita. Certo, sarebbero pur sempre delle pecore, delle pecore nel gregge della resistenza. Ma credete forse che questo si possa cambiare?

mi rivolgo a voi in queste ore di "emergenza" - per citare chi mi ha preceduto - con la volonta' di esporvi alcuni punti di vista su un'opzione politica non ancora abbastanza considerata dalle masse - ma certamente al vaglio dei diretti interessati, come alcune vicende giudiziare lasciano intuire - e che potrebbe risollevare d'un balzo le sorti di questo nostro putrescente paese.
Non sto parlando della gia' invocata "spinta etica" che dovrebbe rivegliarsi nel cuore dei giovani italiani. Parlo piuttosto di un'evento che favorirebbe questa spinta. E molto altro ancora.
Insomma, per dirlo in una parola, sto parlando della possibilita' (o probabilita'?) di un colpo di stato militare in Italia.
Non mi dilunghero' sulla lunga relazione che la nostra giovane repubblica ha intrattenuto negli anni con i tentativi di colpo di stato da parte delle forze armate.
Tralascero' anche di esporre perche', a mio paraere, l'opera di delegittimazione a 360 gradi delle forze politiche parlamentari - anche e soprattuttto grazie alle intercettazini telefoniche rese pubbliche proprio da quell'apparato militare che le raccoglie e gestisce - faccia gia' parte di un progetto del genere.
Arrivero' subito al punto, elencando solo alcuni dei numerosi vantaggi che un'evento del genere potrebbe dare a noi tutti:
- maggiore efficienza: la storia ci ha insegnato come i regimi autoritari siano in grado di assicurare maggiore efficienza nella gestione del territorio dello Stato. Sia nei settori pubblici (trasporti, sanita', giustizia e, ultimo ma non ultimo...getsione dell'immondizia!), che nell'economia generale del paese. Come sostiene il sociologo Ralf Dahrendorf in "Quadrare il cerchio", le economie asiatiche - per la maggior parte sviluppate sottto sistemi autoritari - riescono a produrre risultati sorprendenti sacrificando quel bene caotico e improduttivo che e' la liberta' democratica. Il libro e' stato scritto nel 1996: da allora, i fatti gli hanno dato ragione.
Inoltre, un governo autoritario e dittatoriale sarebbe molto meno suscettibile alla corruzione dilagante che caratterizza i governi pseudodemocratici e lobbistici quali i governi italiani degli ultimi cinquant'anni.
- minore conflittualita' corporativistica: nei regimi autoritari scompaiono le organizzazioni sindacali e le libere associazioni di produttori. Al loro posto sorgono delle "corporazioni" che sono diretta emanazione dello stato. Se consideriamo che da un lato il conflitto sindacale ha fatto perdere negli anni buona parte del vigore dell'economia italiana, e che dall'altro le guerre lobbistiche - che sono ormai il succo del dibatttito parlaentare - hanno confuso l'azione dei vari governi a livelli inverosimili, non risulta forse evidente il vantaggio che deriverebbe da una maggiore "regolamentazione" di questi ampi e potenti frammenti della societa'? Potremmo restare sorpresi da quanto un coprifuoco sia ben piu' interessante della litigiosita' da talk show che ci ostiniamo a chiamare "dibattito democratico".
- maggiore importanza strategica nello scenario internazionale: con l'ascesa al potere dell'apparato militare l'Italia potrebbe essere in grado di sviluppare quella che e' forse la sua maggiore risorsa economico/politica al momento disponibile. Non mi riferisco al turismo o ai beni culturali. sto parlando della posizione privilegiata nello scenario geopolitico che vede nel Medio Oriente il fulcro dei conflitti internazionali. Certamente una dittatura militare sarebbe in grado di gestire questa peculiarita' del nostro paese in maniera paricolarmente poratttiva e coraggiosa. Non dimentichiamoci che le nostre coste accolgono le basi aereonautiche piu' vicine a tutti gli obiettivi sensibili del medioriente.
- fiducia e novita': con una svolta tanto controcorrente come un colpo di stato militare, i cittadini italiani potrebbero finalmente respirare il "nuovo". Un nuovo eccitante, che da' fiducia, che offre sicurezza, che regala un'identita' unica in europa, che ispira orgoglio. Tutte quelle emozioni, insomma, che gli italiani hanno perso da tempo. del resto, nella tv italiana le icone piu' utilizzate e amate dai telespettatori sono quelle di membri dell'aparato militare (carabinieri e poliziotti). Dato che l'Italia e' un paese ancora pre-digitale, in cui la televisione svolge la funzione persuasiva che svolgeva nell'europa degli anni sessanta, non sorprenderebbe scoprire negli italiani una inconscia fiuducia per un Maresciallo Rocca al potere.e un governo mililtare avrebbe un'iconografia e un patrimonio simbolico particolarmente ricco da utilizzare. Provare per credere.
- un nuovo dissenso: ma chi forse trarrebbe maggiore giovamento da un evento del genere saremmo noi. Noi, quelli che immediatamente si schiererebbero nelle file del dissenso. Come gia' accadde in molti paesi negli anni 70/80, tanti "dissidenti" sceglierebbero la via dell'esilio volontario. Si ritroverebbero nelle principali citta' europee. Si incontrrebbero. Si conterebbero. Creerebbero associazioni, movimenti, riviste. Susciterebbero l'attenzione internazionale e farebbero di tutto per dare il meglio di se' nella "causa" della liberazione dell'italia. Si aprirebbe un nuovo dibattito sulle possibilita' del dopo-golpe, su come gestire un'eventuale transizione democratica che non ci riporti agli anni di Prodi e Berlusconi. I pavidi, i servi, i buffoni salirebbero a galla come la pula del grano e verrebbero facilmente smascherati. I giovani italiani troverebbero qualcosa di meglio di cui ocuparsi che il calcio, i mercatini di natale e le tette. E lo farebbero, state certi che lo farebbero. Perche' sarebbe proprio questa "anomalia" italiana la piu' grande pubblicita' sulla scena internazionale che abbiamo mai avuto da anni. E un'occasione per migliaia di giovani sbandati dediti alla Play Station 2 di dare un senso alla propria vita. Certo, sarebbero pur sempre delle pecore, delle pecore nel gregge della resistenza. Ma credete forse che questo si possa cambiare?
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