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giovedì 18 dicembre 2008

RECINZIONI - The "100 MOVIES I CAN'T LIVE WITHOUT" List

#25 - 2001: Odissea nello Spazio

Un film di Stanley Kubrick. Con Keir Dullea, Gary Lockwood, William Sylvester, Daniel Richter, Leonard Rossiter.
Titolo originale 2001: A Space Odyssey. Fantascienza, durata 139 min. - USA, Gran Bretagna 1968.



Dall'alba dell'uomo (quattro milioni di anni fa) al primo volo verso Giove: c'è un monolito levigato che atterrisce le scimmie antropoidi e sbalordisce gli scienziati sulla base lunare. Una svolta nel cinema di fantascienza: nei modi asettici di un documentario scientifico Kubrick racconta una favola apocalittica sul destino dell'umanità – ispirandosi a The Sentinel (1948) di Arthur C. Clarke che collaborò alla sceneggiatura e scrisse in seguito il romanzo 2001 per chiarire i dubbi non risolti dal film. Continua a essere il film di SF più inquietante, adulto, stimolante e controverso che sia mai stato fatto, senza contare il suo fascino plastico-figurativo e sonoro-musicale. Distribuito in Super Panavision, s'avvale della fotografia di G. Unsworth e J. Alcott ed ebbe un Oscar (uno solo!) per gli effetti speciali di cui fu supervisore Douglas Trumbull. La voce italiana di Hal 9000 è di Gianfranco Bellini (1924), doppiatore di lungo corso che da ragazzino doppiò Freddie Bartholomew e perfino Shirley Temple (Alle frontiere dell'India). Musiche di Richard e Johann Strauss, György Ligeti.

mercoledì 11 giugno 2008

Recinzioni - The "100 MOVIES I CAN'T LIVE WITHOUT" List

#58 - Barry Lyndon
Un film di Stanley Kubrick. Con Marie Kean, Patrick Magee, Ryan O'Neal, Marisa Berenson, Steven Berkoff, Hardy Krüger, Pat Roach, Gay Hamilton, Diana Körner, Murray Melvin, Frank Middlemass, André Morell, Arthur O'Sullivan, Godfrey Quigley, Leonard Rossiter, Philip Stone. Genere Drammatico, colore 184 minuti. - Produzione Gran Bretagna 1975.



Dal romanzo (1844-56) di William M. Thackeray: peripezie di Redmond Barry, irlandese del Settecento, avventuriero e arrampicatore sociale, di cui si narrano l'ascesa e la caduta attraverso le tappe di soldato, spia e giocatore. Il fascino freddo del film nasce dalla distanza e dalla sordina con cui Kubrick espone le vicissitudini del suo antieroico personaggio, smentite soltanto nei suoi rapporti col figlioletto. Elogiato per il suo versante plastico-figurativo come uno splendido album d'immagini, non è un'opera formalista, ma un discorso complesso di cui “protagoniste... sono le leggi economiche, la struttura sociale, le barriere di classe” (Pier Giorgio Bellocchio), esposte con una lucidità e una durezza insolite nel genere del film in costume. 7 nomination agli Oscar.