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venerdì 8 maggio 2009
martedì 17 marzo 2009
All-Time Favourite Directors
#7 - Billy Wilder
Maestro di commedie esilaranti, dal tocco leggero e insieme sottilmente pungente, autore di grandi storie drammatiche, amare e corrosive, capace di tenere insieme commedia e dramma in un infuso di sapore agrodolce, lascia una traccia indelebile nella storia di Hollywood e del cinema tutto. Austro-ungarico di nascita, giornalista prima a Vienna (dove riesce a farsi buttar fuori di casa da S. Freud) e in seguito a Berlino, svogliato studente di giurisprudenza all'università della capitale, «ghostwriter» occasionale, soggettista e sceneggiatore, lascia la Germania all'avvento di Hitler per emigrare prima in Francia e poi negli Stati Uniti.
Wilder scaverà nei traumi della società americana con occhio crudo e impietoso, mascherandoli dopo dietro il velo liberatorio delle situation comedy e del burlesque: Giorni perduti e Sabrina (1954); L'asso nella manica (1951) e Quando la moglie è in vacanza (1955). E diverrà ben presto un maestro in quella regia «invisibile», propria del film classico hollywoodiano, filmando il «dentro» e il «fuori» del cinema. Un titolo su tutti,Viale del tramonto (1950), dove mette in scena un morto che parla (W. Holden), che racconta in flash-back i retroscena del suo assassinio. Con L'appartamento (1960) piombano nella carriera di W. cinque Oscar. Grande intreccio di commedia e dramma, il film è un capolavoro dai toni farseschi e dal sapore crudo. J. Lemmon è perfetto nella parte del piccolo impiegato che pur di far carriera mette a disposizione il proprio alloggio per le scappatelle extraconiugali degli alti dirigenti. Servizievole, dimesso, sostanzialmente succube, Lemmon alza la testa quando scopre che la dolce S. MacLaine, amata in segreto, è una delle prede del proprio direttore.
"Il cinismo che a Wilder è stato da ogni parte attribuito è ben reale, ma è tuttavia quello dei grandi conoscitori della natura umana e non di coloro che – legioni nel nostro tempo e in ogni tempo – pretendono conoscerla per farne giustificazione alle proprie colpe o viltà. Alla lunga, ci si è pur accorti che Wilder è uno dei più acuti narratori della perdita di peso della morale individuale nelle spire della storia e nelle leggi dell’economia, che è insomma un grande moralista, e che dalla conoscenza delle umane debolezze egli non deriva una misantropica ripulsa dell’uomo, di cui anzi sa cogliere la delicatezza, tenerezza, solidarietà e dignità, ma semmai una sempre disincantata e a volte affettuosa partecipazione. Conoscere non vuol dire approvare, ma neanche ripudiare in una superba dichiarazione di distanza o di differenza. Maestro del dramma e della commedia, Wilder non ha lesinato giudizi e opinioni; talora conquistando immediatamente l’adesione del grande pubblico statunitense e talora invece – anche se l’aggressività non era maggiore e l’intelligenza dell’analisi e dell’accusa non era minore – irritandolo oltre modo perché toccava i suoi più radicati pregiudizi, il suo puritanesimo." (G. Fofi)
Titoli consigliati (e preferiti):
- Viale del tramonto (1950). Voto: * * * * *
- L'asso nella manica (1950). Voto: * * * *
- Quando la moglie è in vacanza (1956). Voto: * * * *
- A qualcuno piace caldo (1959). Voto: * * * *
- L'appartamento (1960). Voto: * * * *
All-time directors: #8 - Marco Ferreri; #9 - Pier Paolo Pasolini; #10 - Clint Eastwood
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lunedì 16 giugno 2008
Recinzioni - The "100 MOVIES I CAN'T LIVE WITHOUT" List
#55 - Quando la moglie è in vacanza
(The seven year itch)
Un film di Billy Wilder. Con Marilyn Monroe, Evelyn Keyes, Tom Ewell, Sonny Tufts. Genere Commedia, colore 105 minuti. - Produzione USA 1955.
È il desiderio del settimo anno. Rimasto solo in casa (la famiglia è in villeggiatura), funzionario editoriale è messo a dura prova dalla procace e svampita vicina di casa. Resisterà la sua virtù? Commedia satirica sulle ossessioni erotiche dell'americano medio con cui Wilder traccia una feroce critica del consumismo e dei miti del mezzo secolo sulla scorta di una commedia (1952) di George Axelrod di cui mantiene l'impianto teatrale, pur facendone il film più metacinematografico della sua carriera con frequenti citazioni e rimandi parodistici ad altri film. Una delle migliori interpretazioni di M. Monroe.
(The seven year itch)
Un film di Billy Wilder. Con Marilyn Monroe, Evelyn Keyes, Tom Ewell, Sonny Tufts. Genere Commedia, colore 105 minuti. - Produzione USA 1955.
È il desiderio del settimo anno. Rimasto solo in casa (la famiglia è in villeggiatura), funzionario editoriale è messo a dura prova dalla procace e svampita vicina di casa. Resisterà la sua virtù? Commedia satirica sulle ossessioni erotiche dell'americano medio con cui Wilder traccia una feroce critica del consumismo e dei miti del mezzo secolo sulla scorta di una commedia (1952) di George Axelrod di cui mantiene l'impianto teatrale, pur facendone il film più metacinematografico della sua carriera con frequenti citazioni e rimandi parodistici ad altri film. Una delle migliori interpretazioni di M. Monroe.
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