sabato 24 ottobre 2009

GRECIA '09 - I diari dello scooter

17 agosto – giorno 1

Partito da Milano con l’SH, passata la notte a Verona da un amico, arrivo a Venezia per imbarcarmi alle 17.
Do momentaneamente l’addio all’Italia mangiando una pizza in piazza Roma che mi costa 11 euro (e 3 euro per un caffé) quello che si rivelerà il pasto più caro del viaggio.
Sulla nave ci sono tante famiglie con bambini, ragazze inglesi con la trippa ai fianchi e i musi schiacciati e un equipaggio misto di napoletani e greci, ben pasciuti i primi, gli altri con lo sguardo indurito.
Sono inquieto. Da quando sono qui sopra non mi sono fermato un attimo, nonostante non ci sia granché da fare. Finalmente salpa il traghetto: ai lati sfila la laguna e un padre dice ala figlia: “Guarda! Quella è Murano!” indicando la Giudecca.
Pacifica Giudecca. La sua regolarità e la mancanza di orde umanoidi sembrano un magnifico dispetto a tutto quello che si trova dall’altra parte del canale.
Sul ponte osservo la fenomenologia di una coppia in vacanza. Mentre sorseggiano una birra Lui spiega a Lei il procedimento per la produzione della weissbier, che la rende inconfondibilmente più morbida rispetto alla birra classica. Caro – dice lei valutando la scritta sull’etichetta della bottiglia – questa birra è scaduta !
Prima partita in solitaria a Mikado (da noi meglio conosciuto come Shangai): gioco di precisione e fermezza. Prima di muovere un bastoncino bisogna comprendere gli equilibri in gioco con gli altri bastoncini che tocca. L’errore arriva quando meno te lo aspetti.


18 agosto – giorno 2 (prima parte)

Non ho dormito un cazzo, ma tanto alle 5 dovremmo arrivare.
Aspetto l’alba sul ponte più alto. Alcuni preparano le fotocamere e non si accorgono che il sole è già spuntato. Sorge dalla linea dell’orizzonte andando a occupare una fascia di cielo livido. Semplicemente non è ancora distinguibile come il sole che vogliono loro. I contorni sono ben definiti, ma la sua luce non si distingue ancora dal livore in cui è immerso.
Solo in un secondo momento, quando ormai il tondo è completo sopra l’orizzonte, si trasforma gradualmente in una palla arancione con i contorni slabbrati e infine, uscendo da quella zona di cielo livido, torna ad essere il buon vecchio sole giallo, sempre più definito e sempre più inguardabile. Un tizio tamarro si mette in posa con l’astro alle spalle e un bel sorriso. E si filma con la telecamera del cellulare.

1 commento:

manu ha detto...

aspetto la seconda parte del 18 agosto...l'approdo!