mercoledì 7 ottobre 2009

Mancanza di alternative.

La cosa più rattristante di questa inedita (e imprevedibile) crisi istituzionale, è che ci lascerà in ogni caso ancora prigionieri delle ossessioni del premier e del suo blocco di potere: Berlusconi inciampa in un brutto guaio, ma non può che cadere in piedi. Tanto grande è lo sfascio - organizzativo, politico, culturale - delle opposizioni, che nemmeno queste riescono a cogliere la palla al balzo per proporsi come alternativa credibile.
La sostanza che rende forte il premier - per quanto artefatta, trasmessa in parte col beneplacito di giornalisti venduti e in parte grazie alle sue indubbie doti comunicative - è che questo è un governo "del fare", che espelle clandestini, mette le manette a chi indossa il burqa, ricostruisce e ripulisce. La sinistra è - per definizione - vista dalla maggioranza degli elettori come qualcosa di confuso e caciarone, diviso in mille rivoli che non si sa bene come potrebbero stare insieme al governo.
Paradossalmente, di fronte ad un centrodestra compatto fino alla morbosità e alla schizofrenia, la sentenza della Corte ha finito col rappresentare questo grottesco: ci vogliono, ancora, soltanto i giudici per mettere in dubbio la solidità di un governo plutocratico e massmediale.

1 commento:

manu ha detto...

eh già...è lo scatafascio