venerdì 20 novembre 2009

Appunti dal diario di Lev Tolstoj

Avevo pulito in camera, e fatto il giro della stanza,
mi sono avvicinato al divano, senza riuscire a
ricordarmi se l'avevo spolverato o no.
Poichè questi movimenti sono abituali e inconsci,
non potevo neppure avvertire che ormai era
impossibile ricordarsene. Sicché, se avevo già
pulito il divano e me n'ero dimenticato, cioè se avevo
agito inconsciamente, era come se non l'avessi fatto.
Se qualcuno coscientemente mi avesse visto,
avrebbe potuto farmelo tornare in mente:
ma se nessuno aveva visto, o aveva visto ma
inconsciamente; se tutta la complessa vita di molti
passa inconsciamente, allora è come se non ci fosse
mai stata.

1897

5 commenti:

paulmoss ha detto...

embè. insomma. tolstoj...

manu ha detto...

uhm..si...e quindi?!?!?

paulmoss ha detto...

..è sempre tolstoj!:)

manu ha detto...

ah non c'è dubbio...queste riflessioni sul procedimento artistico sono molto belle. Sto studiando Luckàcs e cita spesso Tolstoj. Così sono andata a riprendere la dispensa di Critica e teoria e ho ritrovato questo passo che mi aveva colpito un sacco. Sai, pensare a tutte le cose che passano su di noi in modo inconsapevole, fa venire i brividi...;-) ciao paul! Raccontaci qualcosa di te! Dove sei? che fai? come va?

manu ha detto...

In bocca al lupo per i tuoi progetti allora! eheheh! anche a me piacerebbe sapere come si porta un motorino...e adesso che ci penso anche a guidare una macchina, dato che, ahimè, sono ancora spatentata!come vedi, c'è sempre qualcuno messo peggio di te! Io benone grazie, a parte che per terminare Lettere ci sto mettendo davvero un'infinità di tempo...uff, che scoppiata che sono! Mercoledì ho l'esame di Letteratura Italiana Contemporanea 2 e sono in una sanguinolenta fase ripasso...ma vabbhè, vedremo cosa riesco a combinare...un bacione grande paul!