giovedì 14 febbraio 2008

Meno male che lo Stato c'è.



La Fra mi ha dato, involontariamente, l'ispirazione per questo pensiero: l'appello-mania dilaga, come negli anni Settanta. Questa volta è per un blog oscurato. Va bene, siamo con lui (seppure il puzzo di martirizzazione aleggi un po' troppo, da Luttazzi in poi). Ma ci chiediamo perchè nessuno, nella blogosfera, si sia preso la briga di gettare un fascio di luce sulla storia -spaventevole- del feto sequestrato a Napoli? Non vedo ancora 'tormentoni', nè catene di san antonio, nè petitions online per quella che è la notizia più terribile della settimana. Poi ci chiediamo perche' esiste Beppe Grillo...

E di fronte alla notizia che il leader azzzurro pare aver scelto questo inno per la prossima campagna elettorale (Meno male che Silvio c'è -scritto da un giovane rampante forzitaliota, che del resto esattamente come noi si sarà chiesto come sbarcare il lunario) capisco sempre di più quelli che-con qualche forzatura- finiscono per ritrovare la vera vita nelle orianofallacismo, nella violenza terzomondista, nell'opposto della civilizzazione.
O con l'apprezzare articoli come questo, scritti non da Caruso ma da Guido Rampoldi di Repubblica:

(...) E Se il maresciallo Giovanni Pezzulo fosse morto in combattimento? Se non l'avessero ucciso a tradimento mentre distribuiva medicinali, come afferma lo stato maggiore, ma fosse caduto sparando e uccidendo durante una missione? Lo ricorderemmo con lo stesso rispetto, la stessa commozione? Oppure saremmo sconcertati, perplessi, delusi? Ci terremmo a distanza da quel soldato e dalla sua bara, così come ci teniamo a distanza dall'idea che si possa uccidere ed essere uccisi per una causa giusta?
(...) ci sarà probabilmente un sacerdote o un parente, com'è comprensibile in questi casi, che chiederà: perché? Perché l'hanno mandato a morire? Le persone intelligenti conoscono la risposta esatta: non possiamo sfilarci dalla Nato, per quanto stolta sia quella missione. A noi meno intelligenti pare che quel motivo si affacci anche in due episodi occorsi di recente.
(...)
Nell'Helmand i Taliban hanno impiccato un quindicenne (tredicenne secondo l'agenzia di stampa cinese). L'hanno appeso ad un palo e gli hanno ficcato in bocca il dollaro che gli avevano trovato in tasca, forse regalo di un soldato occidentale per un qualche minuscolo aiuto reso. Malgrado il pensiero egemone ci inviti a tenere nel massimo conto le differenze culturali, possiamo garantire che anche per la cultura afgana un tredicenne è poco più che un bambino. Nello Swat i Taliban pakistani hanno sfigurato con gli scalpelli un gigantesco Buddha di pietra. Era lì da venti secoli, neppure gli arabi di Ghazni né gli spietati guerrieri Sikh avevano mai pensato di ridurlo in frantumi. Se il maresciallo Pezzullo fosse morto con il mitra in pugno, combattendo quella gente, meriterebbe meno rispetto?


Forse è proprio vero, come scrive Michele Serra, che le forze dell'ordine, quando arrestano un mafioso, quando muoiono in una landa sconosciuta e selvaggia, sono l'unica prova tangibile che in Italia, nonostante tutto, c'è uno Stato che esiste e che funziona. Indipendentemente da tutto il resto. Ed è un miracolo.

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