mercoledì 16 settembre 2009

Come Ceasescu.



Vicende vergognose e insieme bellissime scaldano il cuore della nostra repubblica ferita. Mai nel dopoguerra la nostra democrazia era caduta tanto in basso nell'umiliare la libertà di espressione, di dissenso, di pensiero.
Berlusconi organizza uno spettacolo in stile Ceausescu per celebrare le consegna delle prime 400 case sulle oltre 40.000 necessarie per i terremotati. Viene azzerata qualunque controprogrammazione. Si piegano Rai 2, Rai 3 viene oscurata. Le partite di Champions non vengono nemmeno citate nei Tg. Persino Mediaset viene umiliata per favorire il massimo ascolto possibile del salotto servile di Vespa. Il quale, perfettamente calato nel luogo, accompagnava il presidente-edile nel suo percorso fatto di autocelebrazioni sovietiche, attacchi violenti all'opposizione, spudorate menzogne. "Ma questo è un record!", gridava il viscido maggiordomo ad ogni pié sospinto.
Ma la storia non poteva finire qui. La serata dittatoriale ha raccolto solo il 13% di share, una nullità. Fa meglio Gabriel Garko (si preannunciava una scena con lui nudo) nella serie tv programmata - sperando di far peggio - dall'incolpevole Canale 5. Il presidente puttaniere, l'imbonitore illiberale viene battuto dalla stessa cultura del trash e della carnazza che ha contribuito a diffondere.
Persino gli editorialisti più accorti e moderati, sul debole Corriere, riprendono quanti in questi giorni (vedi il pietoso "liberale" Ostellino) hanno pensato bene, mentre la democrazia viene affossata, di scagliarsi contro Franceschini, solo perché vorrebbe abolire l'auditel per i tg. Nelle file governative, per la prima volta in due anni, si avvertono palesi malumori. Non tutti sono disposti a rigare dritto dietro il capo-sessuomane, e addirittura al greve vignettista Vauro prudono le mani per la voglia di applaudire il post-fascista Fini. Ma le spaccature non dureranno e l'indignazione contro la consistenza, il carisma e la faccia tosta del premier non si tramuterà in un muro compatto. L'unico nemico del capo è il tempo che passa e gli consumerà le ossa.
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Perché dunque insistere sulle vicende personali del caporione? Perché tartassare i lettori con prostitute di nome e de facto, intercettazioni miserevoli, mercatino politico anziché di global warming, della democrazia indiana, delle migrazioni globali? Perché i giornali stranieri, che di solito affrontano temi un tantino più elevati - ma anch'essi hanno la loro sovrabbondane dose di trash - ugualmente non parlano d'altro?
Perché dall'affrontare lo squallore si può trovare la chiave per affrontare tutto il resto. I migranti muoiono perché un proto-dittatore-mediale viene lasciato impunito nell'indifferenza, nella rinuncia di chi contesta solo ciò che è extra-confine. L'ambiente, la ricerca, lo studio, la realizzazione del singolo dipendono (anche) dalle manie microscopiche di chi ci governa, dal suo comportamento, dal suo modo di guardare sul piazzale che lo osserva e lo celebra. Il caporione incazzato dunque attaccherà ancora, con i mezzi che gli sono più consoni: minacce in stile mafioso dai giornali. Ulteriore censura sui mezzi di informazione. Querele. Dossier misteriosi. Ma l'arma che più va temuta è lo sfiaccamento fisico e mentale delle opposizioni, tristemente schiacciate da una burocrazia moderata e senza sbocco e un radicalismo narciso che non riesce a guardare oltre il suo orticello. La realtà, specchio impietoso, ha dimostrato che gli unici veri schiaffi all'Egoarca sono arrivati da un manzo glabro e dalla cessione di Kakà.

1 commento:

manu ha detto...

ma Garko nudo è Garko nudo!!!
(No,dai,scherzo! è davvero uno schifo, uno schifo senza fondo...e non possiam veramente più del faccione del caporione!basta!basta!basta!!!!!)