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giovedì 17 gennaio 2008

Aurea mediocritas

Vorrei fare un intervento un po' cosi'...
completamente in contraddizione con quanto sconsiglia Galimberti..
Interiorita' a go go.

Ho appena scoperto qualcosa di ovvio che mi ha stupito.

Avere un appuntamento con una persona che ti piace, aspettarla da qualche parte la sera, dopo una giornata di lavoro..
Ho visto come davvero riesca a ripulire i recettori celebrali da otto ore di alienazione. Come ti possa far tornare vivo.
Non credevo che bastasse cosi' poco.
E invece..
Non ho mai accettato di buon grado la felicita'. Non me ne sono mai fidato. Ho sempre temuto quel suo lato paralizzante, quel suo invischiarti in un desiderio fallimentare di stabilita'.
Ma, in questi giorni, mi capita ogni tanto di essere felice. E in quei momenti non ho niente da dire e nemmeno piu' timori.
E non ci sono tempeste o fiamme nella mia testa quando mi piace aspettare con lei alla fermata del bus. Nessuna esaltazione romantica o decadente. Solo una indicibile sensazione di felicita': sentirmi nel posto giusto, al momento giusto, senza altro scopo.
So che suona ridicolo, ma non ero mai riuscito, fin'ora, a scindere la felicita' da una tempesta di esaltazione delirante.
Quasi credevo che non fosse possibile.
E invece...
Forse e' davvero questa la gioia dell'aurea mediocritas..