mercoledì 22 ottobre 2008

RECINZIONI - The "100 MOVIES I CAN'T LIVE WITHOUT" List

#34 - Butch Cassidy
(Butch Cassidy and the Sundance Kid)
Un film di George Roy Hill. Con Robert Redford, Paul Newman, Katharine Ross, Ted Cassidy, Strother Martin, Henry Jones, Jeff Corey, George Furth, Cloris Leachman, Kenneth Mars, Donnelly Rhodes, Jody Gilbert, Timothy Scott, Charles Dierkop, Sam Elliott, Don Keefer. Genere Western, colore 112 minuti. - Produzione USA 1969.



Con una piccola banda, Cassidy (P. Newman) e il suo amico inseparabile Sundance Kid (R. Redford) svaligiano i treni dell'Union Pacific innamorati entrambi di una bella maestrina. In America Latina tentano l'ultimo colpo. Allietato da una suggestiva colonna musicale, è un antiwestern diretto con mano leggera che sublima in modi sofisticati la leggenda di due banditi realmente esistiti, marginali, anarchici e anacronistici. 4 Oscar: sceneggiatura (W. Goldman), fotografia (C. Hall), musiche e canzone (Burt Bacharach). Il sequel Il ritorno di Butch Cassidy e Kid racconta eventi precedenti a quelli qui narrati.

RECINZIONI - The "100 MOVIES I CAN'T LIVE WITHOUT" List

#35 - Alien
Un film di Ridley Scott. Con Yaphet Kotto, Sigourney Weaver, Harry Dean Stanton, Tom Skerritt, John Hurt, Veronica Cartwright. Genere Fantascienza, colore 117 minuti. - Produzione USA 1979.



Durante una sosta in un pianeta sconosciuto un essere indefinibile s'introduce nella Nostromo, gigantesca astronave da carico, e semina terrore e morte tra i sette membri dell'equipaggio. Sopravvive soltanto la coraggiosa Ripley, ufficiale in seconda. È un thriller fantascientifico di spavento con componenti di horror e suspense che conta poco per quel che dice, ma che lo dice benissimo grazie a un apparato scenografico di grande suggestione e a un ritmo narrativo infallibile. La sua chiave tematica è la paura dell'ignoto e, perciò, pesca nel profondo dello spettatore. Oscar per gli effetti visivi a Carlo Rambaldi, H.R. Giger, Brian Johnson e Nick Allder. Nel novembre 2003 fu messa in circolazione una nuova edizione rimasterizzata in digitale, curata da R. Scott. Inserite 3 brevi scene inedite e lavoro di lima sul resto. Ritoccata anche la colonna musicale di J. Goldsmith.

Supertramp



When I was young, it seemed that life was so wonderful,
a miracle, oh it was beautiful, magical.
And all the birds in the trees, well they'd be singing so happily,
oh joyfully, oh playfully watching me.
But then they sent me away to teach me how to be sensible,
logical, oh responsible, practical.
And then they showed me a world where I could be so dependable,
oh clinical, oh intellectual, cynical.

There are times when all the world's asleep,
the questions run too deep
for such a simple man.
Won't you please, please tell me what we've learned
I know it sounds absurd
but please tell me who I am
I said now watch what you say they'll be calling you a radical,
a liberal, oh fanatical, criminal.
Won't you sign up your name, we'd like to feel you're
acceptable, respectable, oh presentable, a vegetable!
Oh Take it take it yeah!

But at night, when all the world's asleep,
the questions run so deep
for such a simple man.
Won't you please, please tell me what we've learned
I know it sounds absurd
but please tell me who I am,
Who I am x 3 !!!

Who knows who's so logical.

lunedì 20 ottobre 2008

sebastien tellier


"nel mio album sentirete, il canto di un cane, l'urlo di una donna, il rumore del crescere delle gambe...."

l'uomo che è impossibile non amare suona mercoledi 22 ottobre ai magazzini per presentare il suo nuovo albun "Sexuality".
andare a questo concerto è d'obbligo....francese come il camembert tagliato con le mani su un ponte, euforico come l'acqua frizzante, sensuale come tutto cio' che è insospettabile, diluito come la razionalità della manu in una bottiglia di martini bianco, misterioso come i suoi grandi occhiali neri, biblico come l'innegabile somiglianza, malinconico come il tempo sufficiente alla cera calda di una candela di raffreddarsi, caldo come una finestrina di notte, curioso come i primi passi al mattino, interessante come l'ultima sigaretta della giornata, riflessivo come la settimana enigmistica, stravagante come il verde acido, e infine eccentrico come la pelliccia sintetica verde acido che sono sicura la franzina comprerà prima o poi...
che dite, vi ho convinti? dai su su, che andiamo un po' a ballare...
chi è interessato si faccia vivo, sono 20 euri, in pratica quelli che ciascuno di noi molla ogni settimana piu' o meno a lacerba ;)
ciriciao!

sabato 18 ottobre 2008

Comizi d'amore



Comizi d'amore è un film documentario diretto nel 1965 da Pier Paolo Pasolini.Questo suo film risponde all'intenzione di conoscere le opinioni degli italiani sulla sessualità, l’amore e il buon costume e vedere come sia cambiata negli ultimi anni la morale del suo paese.
In presa diretta gira l'Italia dal Nord al Sud per intervistare le persone su temi scottanti quali “invertiti”, “prima volta”,“prostitute” e “divorzio”.
Quale immagine ne ricava? Un'Italia percorsa dalle grandi diversità,dai cambiamenti,dalle chiusure,dalla scarsa attitudine a discutere di certe tematiche,ma unita a qualsiasi livello sociale nel pregiudizio verso la 'questione sessuale'.

venerdì 17 ottobre 2008

Per una buona causa,merce in conto-vendita?!

Da Settembre mia sorella è Responsabile della Cooperativa Sociale dell'Olivo che ha come principale scopo la gestione di laboratori per la lavorazione di manufatti in genere, al fine di promuovere alla vita attiva attraverso l'inserimento lavorativo, persone che vivono condizioni di svantaggio. Attualmente sono piu' di quaranta le persone occupate nei laboratori della Cooperativa dell'Olivo, di cui il 70% a rischio di emarginazione.
Come ogni anno si sta organizzando un mercantino di Natale, che rappresenta un'importante fonte di sostenimento per questa associazione. Nicoletta ha pensato di reperire merce in conto vendita da poter pagare, appunto, solo in caso di vendita, così da non rischiare di spendere soldi inutilmente.
Vi chiedo solo di pensare se tra famigliari, amici o conoscenti potrebbe esserci qualcuno che possa fornirle questa merce.
Nel caso vi venisse in mente qualche contatto,fatemelo gentilmente sapere.
Per il momento grazie di cuore da parte di entrambe e grazie per l'attenzione!
Manu e Nicoletta

giovedì 16 ottobre 2008

Quanto durerà il regno del terrore.

Leggere i quotidiani in Rete vuol dire avere accesso a un peggio senza fine. A un'apocalisse etica che, purtroppo per noi, non ha mai termine. Ogni notizia proveniente dall'Italia sembra essere un beffardo insulto all'intelligenza, l'esternaz. Per chi, come il sottoscritto, segue la politica, ogni giorno è la scoperta di un particolare osceno, indecente, raccapricciante, che ti lacera come una frustata:  la Ministra-ex velina che solo tre anni fa appariva vestita da sexy-punk; il giudice "ammazza sentenze" reintegrato da una legge ad-hoc; la commissione ministeriale che riesamina il caso di Renzo Bossi, bocciato due volte alla maturità e ora condottiero-fighetto sulle orme del padre, organizzatori di summit padani al Tocqueville di Corso Como. E il premier, il premier che afferma "l'antifascimo non è un mio problema, io penso a governare". Applausi. Ancor di più ti si accappona la pelle quando scopri che quello stesso premier -secondo Repubblica, mica Il Giornale- vola nei sondaggi e raggiunge il 62% di popolarità. Mai così in alto.

Ovviamente tutto questo, questa sconvolgente cronaca che ogni giorno siamo costretti a subire (o forse no?) ha delle radici, ha delle motivazioni. Ha delle spiegazioni, che sarebbe qui troppo complicato riassumere (l'inanità dell'opposizione, l'inesistenza di uno spirito liberal, i troppi egoismi e narcisismi che affliggono coloro che s'impegnano nella società civile, etc.). 

Però mi sembra di poter dire, dando un sguardo seppur approssimativo intorno a noi, che questa degradazione non è una esclusiva tutta italiana. Forse da noi ha assunto i tratti più tragicomici, grotteschi. Ma parliamoci chiaro: italiani popolo di allocchi? Sì e no, e comunque non più o meno allocchi degli altri popoli occidentali. Avete seguito le primarie americane? Avete mai sentito un dibattito politico in Spagna, in Francia, in Inghilterra? Vorrei ricordare, tanto per fare un nome, l'immagine della Thatcher a bordo di un tank con un foulard intorno al collo: fu determinante, secondo gli esperti, per il suo second-term, mentre la stessa ideuzza propagandistica costò la Casa Bianca a Dukakis, nel 1988. Senza andare così indietro nel tempo, vogliamo parlare della freddezza dello staff di Tony Blair? Dell'indifferenza dell'opinione pubblica europea di fronte a episodi di razzismo ben peggiori di quelli che stanno avvenendo in Italia? Da noi è finita in prima pagina l'immagine di una sagoma nera imbiancata con lo spray (!), mentre nella periferia di Londra ogni anno una dozzina di adolescenti muoiono accoltellati dai coetanei, a Parigi una cifra doppia di persone muore per scontri razziali, e la Spagna conta circa il triplo di morti in mare di quelli che si raccolgono a largo di Lampedusa. Scrive Michele Serra: "Autorevoli analisti sostengono che la gravidanza precoce della figliola della signora Palin, candidata alla vicepresidenza degli Stati Uniti, potrebbe orientare in un senso o nell’altro parecchi elettori. O perché bacchettoni indignati, o perché bischeri (e bischere) inteneriti. Un amplesso tra teen-agers, con patatine fritte e molti "wow!", determinerà la leadership mondiale."

Guai a consolarci di fronte al "tanto peggio, tanto meglio". Non è questo il discorso che vorrei fare. Al contrario, vorrei dire che se la violenza è americana quanto la torta di mele, allora l'insipienza, la fragilità, l'inconsistenza della società civile è occidentale quanto lo è da noi, seppure possa assumere malanni e sintomi diversi. 

Quanto durerà il regno oscuro dei teo-neo-conservatori? Quanto si radicherà la demagogia berlusconiana? Quanto ancora dovremo scappare per sfuggirgli? La mia personalissima opinione è che, per fortuna, l'opinione pubblica costruisce castelli effimeri che non saldano ideali, ma nemmeno regimi totalitari: nel 2002 all'indomani dell'11 Settembre George W. Bush aveva l'89% di popolarità. Ora siamo al 38%, McCain lo tratta peggio di un appestato: solo il nostro premier ancora si commuove a stringergli la mano. Dall'altra parte dell'Atlantico un Paese ferito, umiliato, in piena crisi economica e culturale come gli States riesce, ancora una volta, a rappresentare l'avanguardia simbolica della nostra democrazia. Dico simbolica, perché sappiamo che nei fatti non è così. Guantanamo, la vergogna sanitaria nazionale, i 100milioni di armi non verranno cancellati dal nero della pelle di un presidente. Ma, buon Dio!, se davvero riuscissimo a vivere non solo l'orrido, ma anche questo che sembra sbalorditivo della nostra epoca - il primo Presidente di colore - allora davvero sarebbe un piccolo, grande segno che i cicli della Storia non sono composti solo da fasi depressive e regredite. Che qualcosa si muove, che qualcosa ha ancora voglia di cambiare. Che il regno del Terrore non potrà durare per sempre.

mercoledì 15 ottobre 2008

Tempi che stiamo vivendo. /1

I PERICOLI CHE CORRE OBAMA

di
Paul Krugman


LA CRISI non è l'unico avvenimento temibile in corso. Un'altra bruttissima cosa si sta profilando sullo scenario politico: mentre diminuiscono sempre più le chance di John McCain di essere eletto, le folle che accorrono ai suoi comizi elettorali sono, a detta di tutti, sempre più preda di una folle isteria collettiva. Non si tratta di un mero fenomeno di massa. Lo si percepisce dai mezzi di informazione della Destra e in una certa qual misura dai discorsi stessi di McCain e di Sarah Palin. Abbiamo già assistito a un fenomeno di questo tipo. 

Una delle realtà oggettive che da un certo punto di vista sono state completamente cancellate dalla storia convenzionale della politica è l'isteria pura che contrassegnò gli attacchi ai Clinton - erano trafficanti di droga, avevano fatto ammazzare Vince Foster (oltre a molta altra gente), erano in combutta con potenze straniere. Tutte queste baggianate non sono apparse soltanto su pubblicazioni di secondaria importanza: sono state discusse al Congresso, sono state confermate dalla pagina degli editoriali del Wall Street Journal e così via. Tutto ciò si può sintetizzare in una constatazione: una significativa percentuale della popolazione americana, sostenuta da moltissimo denaro e forti influenze politiche, molto semplicemente non considera legittimo un governo in mano ai liberal (e nemmeno a liberal molto moderati). Si supponeva che Ronald Reagan avesse sistemato la questione una volta per tutte. 

Che accadrà se sarà eletto Barack Obama? Le cose andranno ancora peggio di come sono andate durante gli anni dell'Amministrazione Clinton. Di sicuro salteranno fuori accuse folli, e non mi stupirei di assistere anche a episodi di violenza. I prossimi anni saranno molto, molto difficili.

lunedì 13 ottobre 2008

RECINZIONI - The "100 MOVIES I CAN'T LIVE WITHOUT" List

#36 - Excalibur
Un film di John Boorman. Con Nicholas Clay, Helen Mirren, Nigel Terry, Nicol Williamson, Liam Neeson, Corin Redgrave, Gabriel Byrne, Charley Boorman, Patrick Stewart. Genere Fantastico, colore 140 minuti. - Produzione Gran Bretagna 1981.



Il piccolo Artù è sottratto ancora in fasce alla madre dal Mago Merlino per essere preparato alla grande impresa di estrarre Excalibur, la spada magica, dalla roccia. Artù ci riesce e viene proclamato re. Cinema di grande spettacolo che attinge al ciclo delle leggende medievali bretoni, in particolare al romanzo cavalleresco La morte Darthur (Storia di Artù e dei suoi cavalieri, 1469-85) di Thomas Malory, adattato da Rospo Pallemberg con l'irlandese J. Boorman. Girato in Irlanda. Musiche del sudafricano Trevor Jones, impasto di canti corali medievali, interventi al sintetizzatore elettronico con citazioni di Wagner e Orff.

"The jewels of the North"

Il deserto


Lago Myvatn


Asbyrgi


non me lo ricordo...

Dettifoss